| Una variante accolta quasi per intero dalla
Regione, in certi punti persino apprezzata dai tecnici, ma mutilata in uno dei suoi
argomenti-cardine per responsabilità che ricadono per intero su conflitti apparentemente
irriducibili tra due privati. A lasciare
l'amaro in bocca, pur a fronte di un risultato globalmente soddisfacente, è
l'impossibilità, per ora, di realizzare una nuova area artigianale di 202 mila metri
quadrati a ridosso dei comuni di Meolo e Monastier e, soprattutto, tangente al prezioso
casello autostradale di prossima costruzione nella zona. Motivo: il mancato completamento
in una delle aree artigianali già esistenti - quella che confina con la Treviso-Mare, a
Est di via Ca' Morelli - delle infrastrutture di urbanizzazione, condizione posta come
necessaria dalle leggi regionali.
Si tratta, in sostanza, di strade e reti (acquedotto,
gasdotto, fognature, etc) alla cui realizzazione sono tenuti a provvedere i soggetti
proprietari dei lotti - in questo caso, appunto, i due litiganti - e che verrebbero
successivamente cedute al Comune tramite lo scomputo dei relativi oneri di urbanizzazione.
Tutto bloccato, perciò, e pausa forzata anche per un accordo
già avviato tra le province di Treviso e Venezia ed i comuni di Roncade, Meolo e
Monastier - che prevede, tra l'altro, anche la costruzione di un autoparco - per una
"soluzione complessiva" che la Regione esige affinchè sull'area il sistema dei
trasporti sia il più organico possibile.
"Il problema è imputabile interamente ai due privati -
ha commentato il sindaco, Ivano Sartor, di ritorno da Venezia - e probabilmente ora
penseremo seriamente ad una forma di rivalsa per il danno patito tramite un'adeguata
tassazione".
Per quanto riguarda gli altri punti avanzati nella variante,
Palazzo Balbi ha accolto l'introduzione di varie "aree di completamento" - dove,
cioè, i privati proprietari di adeguati appezzamenti potranno costruire edifici ad uso
residenziale attraverso ordinarie procedure comunali - e la trasformazione da
"E3" a "E2" di alcune zone in località Bagaggiolo, intendendo con
questo che, anche qui, a determinate condizioni saranno possibili costruzioni di
abitazioni.
Rigettata, invece, perchè giunta con un'
"osservazione tardiva" la richiesta di trasformazione in volume ad uso
residenziale dell'attuale insediamento "Vittorio Anselmi" in cambio del
trasferimento della ditta, giudicata insalubre di 1^ classe, in un'altra zona; respinta,
infine, anche l'ipotesi di ampliamento di due aree produttive in via Treponti, a Musestre,
perchè ricadenti nel Parco del fiume Sile. |