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Guai al New Age

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La polizia al

New Age

Ma perchè?


Tutta la questione alla base dei disagi patiti i giorni scorsi dal locale roncadese gira attorno alla contestualità del rilascio della tessera nel momento in cui si entra, e questo è in contraddizione con la definizione di circolo privato. La gestione degli ingressi, cioè, diventa come quella dei normali locali pubblici, e allora per organizzare i concerti occorrono le autorizzazioni per il pubblico spettacolo.

I guai che sta passando il New Age, analoghi a quelli che hanno toccato altri locali in cui si entra solo con una tessera, sono quindi di questa natura ed hanno la loro radice in una normativa che sembra per molti aspetti almeno equivoca. "Abbiamo interessato l'Arci nazionale - dice il titolare del New Age, Gabriele Vian - perché le contestazioni che ci vengono mosse potrebbero riguardare tutti i circoli affiliati all'Associazione".

"Siamo rimasti l'unico circolo privato nel Veneto che fa spettacoli dal vivo, a volte ci accusano anche di essere troppo fiscali nel filtrare gli ingressi. Temo - dice - che dietro queste ispezioni, segnalazioni e probabili sanzioni ci sia lo zampino di chi vorrebbe fare i concerti però non ci riesce perché non li sa organizzare".

Intanto è già pronta una memoria difensiva da produrre non appena, attraverso il sindaco, la Questura formalizzerà la contestazione. Il prossimo appuntamento di richiamo, per il New Age, è per il 21 novembre, con Max Gazzè. "Parleremo con il Questore - dice ancora Vian - perché vorremmo sapere subito se lo spettacolo lo si può fare o no e così evitare il rischio di un blitz proprio la sera del concerto".