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Pista ciclabile, in via Roma si raddoppia
   
   
Il precedente progetto bocciato dal Codice stradale, la nuova soluzione discussa con i commercianti 
Parcheggi in linea su entrambi i lati che tornano sui sampietrini.
Il problema dei titolari di esercizi e dei dipendenti dei servizi che occupano a lungo stalli in centro e l'ipotesi linee blu

 
23 novembre 2021

 
Pista ciclabile in via Roma, il progetto cambia ancora.
Ne ha parlato ieri sera l'assessore comunale ai lavori pubblici, Antonio Baesse, incontrando l'associazione del commercio New Acer, spiegando che la revisione del disegno è stata imposta dalla presenza di un vizio che renderebbe non a norma la creazione di una pista a doppio senso di marcia a bordo strada sul lato ovest e adiacente alla carreggiata per il traffico veicolare.
In sostanza, fra lo spazio per le biciclette e quello per le auto diventerebbe necessaria la creazione di una barriera fissa di separazione. Cioè una specie di cordolo piuttosto alto, il quale, se installato, diventerebbe incompatibile con la presenza degli ambulanti nei giorni di mercato.
Reset, dunque.
  
Codice della strada alla mano, la soluzione individuata, rispetto alla quale per ora non sembrano esservi alternative (ma il confronto era finalizzato alla raccolta di eventuali proposte compatibili con le leggi vigenti), prevede la realizzazione di due piste ciclabili, una per lato, di ampiezza dimezzata rispetto a quella originaria (quindi con identica occupazione del piano stradale), ciascuna delle quali destinata ad un senso di marcia.
Sul lato destro di entrambe sarebbe ricavata una striscia di parcheggi in linea, con le automobili che tornerebbero dunque sul selciato anche sul lato ovest, ottenendo tre stalli per ogni segmento fra due lampioni.
L'intervento indurrebbe una riduzione di una ventina di posti auto su via Roma, a fronte tuttavia di spazi in linea più lunghi di quelli attuali, su un totale di 540 parcheggi oggi comunque disponibili a poche decine di metri dal corso. E, allo stesso tempo, rimarrebbe dedicata a posteggi, come ora, anche l'intera piazza I maggio.
  
Le perplessità sollevate dal sistema del commercio sono un po' quelle di sempre, a partire dalla domanda-chiave. Una pista ciclabile in via Roma è necessaria?
La risposta è si e per più motivi.
Il primo sta nella necessità di ripristinare la sicurezza in via Roma, da Villa Ziliotto all'oratorio, con l'installazione di un semaforo all'innesto di via Pantiera su via Roma-via Garibaldi, all'interno di un piano che costa 100 mila euro ed al quale la Regione Veneto potrebbe contribuire con 40 mila euro ma solo a patto di un intervento su tutto l'asse. Dunque creando ambiti protetti anche per la circolazione a pedali.
Il secondo risiede nel più volte evidenziato mancato raccordo, fino a questo punto, fra il sistema ciclopedonale a monte (da Biancade) con quello a valle (da Roncade in giù) e con la rete regionale dei percorsi ciclabili (per intenderci, quella che, scendendo da Treviso lungo il Sile, consente già oggi di raggiungere il mare senza discontinuità).
  
Un altro argomento di discussione è stato il dubbio sulla sicurezza che potrebbe esserci nel dover parcheggiare in linea attraversando, in ingresso e in uscita, una pista ciclabile.
Ma è un interrogativo, ha ricordato Baesse, di competenza del Ministero per i Trasporti. Se la norma lo prevede, scartando invece la soluzione precedente, ci sono ragioni tecniche di competenza esclusivamente del legislatore e rispetto alle quali la percezione comune ha scarso rilievo. E si tratta, in ogni caso, di una soluzione già collaudata in molte altre città italiane evidentemente senza ricadute negative.
  
Infine, sul tema del limitato numero di stalli a disposizione della clientela in via Roma, c'è stata la constatazione della continua permanenza sugli stessi, per molte ore del giorno, di alcuni veicoli di proprietà degli stessi gestori di negozi che sulla strada si affacciano. Titolari di esercizi commerciali, cioè, che i colleghi evitano di riprendere per una questione di pacifica convivenza, tollerando piuttosto il danno rappresentato dalla sottrazione di posteggi a disposizione di propri potenziali clienti.
La mancanza, in generale, di una turnazione nelle soste brevi – è un ulteriore aspetto avanzato – potrebbe infine essere superata accogliendo l'ipotesi di linee blu, ossia soste a pagamento, magari gratuite soltanto nella prima mezz'ora.
    
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