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Consob: Cattolica ha acquistato Ca' Tron senza una scelta razionale
   
   
Nella sua relazione, la Commissione censura l'investimento di Paolo Bedoni 
La tenuta fu ceduta alla compagnia assicuratrice in più fasi da Fondazione Cassamarca

 
18 agosto 2021

 
«L’acquisto della tenuta Ca’ Tron è avvenuto senza alcun razionale, in quanto l’acquisizione non era funzionale ad alcuna iniziativa imprenditoriale, né compatibile con l’attività core di Cattolica». È ricca di dettagli e valutazioni, anche sui nodi critici degli investimenti svolti dalla società assicurativa veronese, negli anni della precedente gestione dei cda presieduti da Paolo Bedoni, la relazione ispettiva elaborata da Consob a luglio 2020, al termine delle verifiche partite a fine 2019 e andate avanti per mesi. Elementi, contenuti in una relazione di oltre cento pagine - in parallelo a quelli sul funzionamento degli organi e delle assemblee, con la raccolta delle deleghe, e della messa alla porta dell’ex ad Alberto Minali due anni fa - sui quali ha deciso di concentrarsi ora la Procura di Verona, dopo l’archiviazione dell’inchiesta per illecita influenza sull’assemblea. Partendo proprio da quanto segnalato dall’authority di controllo sulle società e la Borsa. Fatti «che richiedono uno scandaglio di merito», come ha dichiarato prima di Ferragosto il procuratore di Verona, Angela Barbaglio, con un’indagine aperta senza indagati. Per valutare «con un certo approfondimento» se quelle operazioni hanno in sostanza danneggiato il patrimonio della società anche con risvolti penali.
 
Così, dopo la trasformazione da coop a spa, l’uscita di scena del cda guidato da Bedoni per ordine Ivass (l’autorità di controllo sulle società assicurative) e l’elezione del nuovo board presieduto da Davide Croff, mentre s’attende che entri nel vivo l’Opa con cui Generali punta a far propria Cattolica, vale la pena vedere nella relazione ispettiva gli elementi segnalati da Consob. Che ruotano intorno agli investimenti in Ca’ Tron, e poi in H-Farm e nell’H-Campus, e nel fondo immobiliare Agris. Qui, spiegano gli ispettori, «le finalità enunciate nella normativa aziendale» sugli investimenti - prudenza e assunzione di rischi controllati - «sono state disattese a favore di ragioni di natura relazionale e reputazionale», lontane da valutazioni degli investimenti «basati sulla correlazione rischio rendimento». Con ciò esponendo Cattolica, proseguono gli ispettori, «a rischi potenziali di depauperamento del patrimonio aziendale». Rischio traslato potenzialmente, secondo Consob, anche sugli assicurati, visto che gli investimenti in H-Campus e nel fondo Agris «sono stati allocati, per una rilevante quota, in gestioni separate».
 
Operazioni di rilievo. Nel caso della tenuta agricola di Ca’ Tron, tra Venezia e Treviso, gli ispettori ricostruiscono come nell’acquisto siano stati investiti oltre 130 milioni di euro. Prima con l’acquisizione, nell’ottobre 2012 dalla Fondazione Cassamarca guidata da Dino De Poli, «su input del presidente Bedoni», dei primi mille ettari per 82 milioni, con «le strutture tecniche» che ricevono «precisa indicazione, da parte del presidente, del bene da acquistare, senza che fosse richiesta una preventiva comparazione con beni similari né lo sviluppo di un piano di valorizzazione della tenuta». Poi, tra 2013 e 2018, l’acquisto di altri mille ettari da vari venditori.
 
Ne seguono gli investimenti in H-Farm, con l’acquisto del 4,8% della società nel 2013 per 1,9 milioni e ulteriori investimenti per 1,6 tra bond e aumenti di capitale per la quotazione in Borsa, con relative svalutazioni (a giugno 2019, spiegano gli ispettori, la quota in H-Farm ne registra per 1,4 milioni, con un valore residuo di 2,1), il lancio del progetto H-Campus, il sostegno ad H-Farm a fine 2019, con la sottoscrizione di 7 milioni in Strumenti finanziari partecipativi, il cui valore, già a marzo 2020, è svalutato dal cda di Cattolica a 4,5 milioni.
 
E poi la vicenda del fondo immobiliare Agris, compiuto, ricostruiscono gli ispettori, nel perimetro dell’accordo commerciale del dicembre 2014 con Coldiretti per l’avvio di una serie di agenzie nelle sedi territoriali dell’associazione di categoria. In parallelo si prevede la partecipazione di Cattolica al fondo, con un esborso di 14 milioni, 10 per cassa e 4 con l’apporto di diritti di usufrutto su immobili, a fianco di quelli apportati da alcuni consorzi agrari. «La peculiarità dell’investimento - rilevano gli ispettori Consob - è che, sin dall’origine, nel 2015, il fondo aveva una gestione in perdita e un rendimento a scadenza negativo stimato pari a circa il 5%». E che le performance restano negative «con una stima aggiornata di rendimento per Cattolica dal dicembre 2015 a fine 2019 di circa il -13% e una perdita complessiva dell’investimento a fine 2019 pari al 44%». Gli ispettori concludono che Agris non sia stato un investimento «frutto di un’autonoma scelta della compagnia, ma la contropartita di un accordo commerciale con Coldiretti in assenza di alcun razionale autonomo e profittevole per Cattolica».

Federico Nicoletti. Da "Corriere del Veneto" del 18 agosto 2021
  
    
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