Bulli & C, è stato un buon confronto
   
   
Il "video dello scandalo" ha prodotto molte riflessioni. Facciamo un riassunto 
Da chi ritiene i ragazzi colpevoli di tutto a chi richiama l'intera comunità a responsabilità educative

 
30 aprile 2021

 
E' stata una buona discussione.
L'episodio del video dei ragazzi contiene evidentemente molti motivi di ragionamento e nello scambio di idee che si è sviluppato nella pagina Facebook di Roncade.it ci sono senz'altro elementi interessanti e che meritano di essere sintetizzati.
  
Per sommi capi, possiamo suddividere le persone che hanno partecipato al confronto in quattro gruppi.
  
Il primo è quello di chi individua con certezza nei protagonisti del video anche i responsabili di azioni violente contro persone e contro il patrimonio, trascurando il fatto che le responsabilità sono individuali e che, all'interno di un'azione di gruppo, ci sono sempre diversi livelli di gravità nel comportamento dei singoli. Sappiamo che attribuire ogni risma di malefatte ad un colpevole preciso, singolo o collettivo, semplifica molto la narrazione ed è una tentazione alla quale cediamo molto spesso. Ma ha la stessa logica di bruciare la vecia a metà quaresima.
  
Il secondo gruppo di commentatori è quello di chi paragona le gesta di questi ragazzi a quelle compiute da propri coetanei quando non si era ancora maggiorenni, stabilendo che le imprese di oggi sono infinitamente più gravi.
Il che, purtroppo, è falso.
Se andate nel nostro motore di ricerca interno all'indirizzo http://www.roncade.it/archivi2020.html e digitate "guerriglia roncadese" uscirà una decina di racconti reali, scritti da chi vi ha assistito in prima persona a volte partecipandovi, di azioni commesse da giovani negli anni Ottanta che oggi costerebbero loro più di un processo penale. Si arrivò a falsificare perfettamente e a inviare per posta una cartolina-precetto per il servizio di leva ad un ragazzo sicuro di essere stato esonerato, gettandolo per alcuni giorni nella disperazione e ingannando perfino i carabinieri.
Poi, naturalmente, ciascuno ricorda la propria, di vita, e generalizzare è sempre uno sbaglio.
  
Terzo gruppo, quello di chi intravede nei genitori gli errori educativi a causa dei quali accadono vandalismi, prepotenze e manifestazioni deteriori di ogni tipo. Concludendo che ad essere rieducati dovrebbero essere i genitori, prima dei figli.
Ma perdendo di vista un fenomeno posto in rilievo da almeno due lettori e cioè che fratelli biologici che vivono sotto lo stesso tetto con identici padre e madre hanno spesso personalità incredibilmente diverse.
I primi sono stati Caino e Abele, figli di Adamo ed Eva, ed è la storia del primo fratricidio del mondo.
  
Infine c'è un quarto passaggio che fa salire ancora il grado della discussione, introducendo il concetto di “comunità educante”. Qui si pone l'accento sulla mancanza di luoghi in cui si possano sviluppare interazioni sane fra giovani e fra giovani e figure più o meno pubbliche, portatrici di buoni esempi di riferimento in grado di supportare l'azione della scuola, esperienza il cui obbligo termina a 14 anni.
Con una considerazione finale forse eccessivamente amara ma di sicuro da non prendere sottogamba: "chi fa la funzione del Centro Giovani oggi è il Point h24".
  
    
Roncade.it
   
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