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Amazon, 50 secondi in più da Vallio a Meolo
   
   
Le proiezioni di traffico illustrate al Consiglio comunale.
Ma mancano risposte sulle ricadute per il centro di Roncade

Un Mobility manager interno dirotterà i mezzi aziendali, nelle ore di punta,
su un nuovo cavalcavia sulla Treviso-Mare

 
2 luglio 2021

 
Cinquanta secondi in più dall'incrocio di Vallio alla rotatoria di Meolo. E' il “costo” in termini di tempo che gli automobilisti in transito sulla Treviso-Mare pagheranno una volta attivata la grande piattaforma di Amazon a ridosso della direttrice, sul lato sud, poco prima del casello autostradale di Meolo-Roncade.
  
Il dato è stato reso noto ieri sera, 1 luglio, nel corso di un incontro fra delegati della società proponente il progetto e l'intero Consiglio comunale di Roncade, ospite per l'occasione della seconda Commissione comunale competente in materia di attività produttive.
Il minuto scarso in più di percorrenza, in entrambi i sensi di marcia, tuttavia, potrà essere richiesto solo nei momenti più congestionati, corrispondenti alla finestra temporale in cui è previsto il cambio dei turni di lavoro nell'hub, vale a dire dalle 14,30 alle 15,30, sessanta minuti nel corso dei quali 450 addetti usciranno dal sito e 900 faranno il loro ingresso.
In questo intervallo, è la simulazione dei tecnici, si verificherà una crescita del 32% del passaggio di mezzi sulla strada regionale n.89, dato che non si discosta peraltro da quello normalmente osservato il venerdì sera, dalle 18,30 e per le due o tre ore successive, e provocato sostanzialmente dalla movida dei trevigiani verso le spiagge.
  
Per attenuare le ripercussioni nei momenti di picco, il progettista ha integrato il disegno originario, in cui è indicata una rotonda intermedia poche centinaia di metri prima di quella del casello, giungendo da Roncade, con un sovrappasso sulla Treviso-Mare (circolo giallo nella foto).
Un “Mobility manager” interno ad Amazon stabilirà quando indirizzare i mezzi aziendali e quelli privati dei dipendenti su questo circuito alternativo (linea azzurra) che si ricongiunge più a est con la rotatoria dell'accesso autostradale.
  
Non sono arrivate comunque risposte soddisfacenti alle domande poste da alcuni consiglieri e relative alle ricadute di traffico sulla strada provinciale n.64 “Zermanesa” (via Vivaldi – via Giovanni XXIII) all'altezza del centro di Roncade, anche alla luce della futura realizzazione della superstrada a pagamento “Via del Mare”.
Qualche perplessità ha anche destato il fatto che la stima dei tecnici sui volumi di traffico sia stata eseguita con l'osservazione dei flussi nel luglio del 2020, periodo in cui, a causa della pandemia, i movimenti da e per le spiagge sono stati verosimilmente più contenuti rispetto a quelli degli anni normali.
  
    
Roncade.it
   

  
AMAZON, AVANZA IL NUOVO HUB
NODO TRAFFICO VERSO IL MARE
A Treviso cambiati i progetti. Ma il magazzino porta il 30% di veicoli in più


Amazon tira dritto, i passaggi che mancano per poter avviare il cantiere del nuovo polo di distribuzione concepito a Roncade (Treviso), tutt'altro che marginali ma che proprio per questo confermano la determinazione che c'è, sono ormai la Valutazione ambientale strategica (Vas) e la Valutazione di impatto ambientale (Via).
Ciò che nel progetto era stato contestato da Autovie Venete in sede di Conferenza dei servizi, cioè la vicinanza eccessiva di una rotatoria rispetto a quella che raccorda la Treviso-Mare al casello di Meolo della A4, la multinazionale della logistica l'ha superato senza badare a spese e questo l'ha spiegato giovedì sera al Consiglio comunale di Roncade.
Il magazzino ad alta automazione da 60 mila metri quadrati coperti su 19 ettari e nel quale opereranno poco meno di 1.400 addetti, insomma, è una quasi certezza. Il modello è simile a quello dell'impianto di Colleferro (Roma) o, più da vicino, all'hub di Castelguglielmo e San Bellino, nel Rodigino, e sarà un punto di arrivo e di partenza di mezzi che portano o ritirano grandi quantità di pacchi con la freccia sorridente stampata ma non per recapitarli nelle case dei clienti. A questo ci penseranno le stazioni di smistamento a cui i camion saranno inviati, più piccole, numerose e sparpagliate nelle aree da servire.
Per ovviare alle criticità stradali sollevate da Autovie e condivise pure dal Ministero dei Trasporti, Amazon ha ritoccato il disegno inserendo la realizzazione di un cavalcavia sulla strada regionale n.89, la “Treviso-Mare”, ossia l'asse che poche centinaia di metri più a est diventerà la superstrada a pagamento “Via del Mare”, e prevedendo l'introduzione in organico di un “Mobility manager”. Qualora l'andirivieni di mezzi aziendali e automobili private dei lavoratori creasse in certi momenti congestioni sulla regionale, cioè, il direttore della mobilità lo dirotterà sul nuovo sovrappasso, instradando il flusso su un circuito secondario parallelo che costeggia un'area produttiva sul lato opposto.
Ma le crisi di traffico, hanno sottolineato l'altra sera gli esperti, dovrebbero casomai verificarsi solo fra le 14,30 e le 15,30, l'intervallo del cambio turno, quando usciranno dalla piattaforma 450 addetti e 900 ne entreranno. Nella peggiore delle ipotesi il numero di veicoli sulla regionale crescerebbe del 32%, ossia una quota del tutto simile a quella che si registra nei venerdì sera estivi con l'esodo dei trevigiani verso le spiagge. In realtà la simulazione non ha convinto troppo gli amministratori locali perché eseguita su osservazioni di flusso condotte nel luglio del 2020, vale a dire in un'estate impantanata nella pandemia e perciò assai poco rappresentativa dei movimenti turistici. Allo stesso tempo gli analisti paiono aver tenuto poco conto dell'effetto che avrà l'apertura, fra qualche anno, della Via del Mare la quale, implicando un pedaggio, inevitabilmente darà luogo al riversamento di importanti componenti di traffico su strade alternative, provinciali e comunali.
Giudizio sospeso, perciò, e rispetto a questo tema, così come quello altrettanto pesante delle garanzie sulla qualità dei contratti di lavoro, la promessa fatta da Amazon di piantumare migliaia di piante per attenuare la ricaduta ambientale lascia il tempo che trova.
Il fatto che il colosso di Jeff Bezos stesse cercando da tempo una soluzione sull'asse della A4 fra Mestre e il Friuli, ad ogni modo, è stato confermato dall'esistenza di un'indagine preliminare su sei diverse possibilità. Per esaminare l'adeguatezza o meno di ciascun sito era stato stabilito un sistema di punteggi su varie dimensioni, dall'aspetto idrogeologico alle interferenze ecologiche, dalla distanza agli accessi autostradali alle ripercussioni sulla viabilità dei comuni vicini. La “candidatura” migliore alla fine è risultata essere quella di Roncade che pare rispondere mediamente meglio a tutti i parametri. L'ultima parola spetta, in ogni caso, ai commissari della Vas e della Via, per il cui verdetto sarà necessario attendere dai sei mesi a un anno.
 
Da Corriere del Veneto, sabato 3 luglio 2021 - Gianni Favero
 
   
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