Amazon e cemento, la legge che manca
   
   
Barel: "Quella di Roncade è un'area che sarebbe stata comunque edificata" 
Il tema generale è chi si debba far carico di liberare il suolo dai capannoni-relitto

 
23 febbraio 2021

 
"L'area individuata da Amazon per realizzare il polo di Roncade sarebbe comunque stata utilizzata per costruire un centro commerciale ed un albergo, era già destinata dalla pianificazione pubblica ad un uso produttivo.
Altra cosa è quando si va a edificare in aperta campagna, come nel rodigino, dove si sfruttano i bassi costi".
  
Interviene così sulla discussione che riguarda i nuovi progetti destinati alla logistica Bruno Barel, avvocato trevigiano ma, soprattutto, uno fra i primi ispiratori della legge regionale in materia di contenimento del consumo di suolo. Replicando anche in maniera piuttosto netta a chi solleva la presunta contraddizione fra le nuove cementificazioni e la contemporanea presenza, a migliaia, nel Veneto, di capannoni industriali dismessi e lasciati a guastare ormai inutilmente il territorio.
 
"I meccanismi della distribuzione - rileva infatti Barel - sono molto diversi rispetto solo a pochi anni fa e richiedono infrastrutture del tutto nuove per poter ospitare tecnologie di automazione molto avanzate. Sono dunque necessari contenitori su misura che non si possono ottenere da edifici già esistenti. In secondo luogo - prosegue - i grandi player della movimentazione delle merci hanno vincoli di posizionamento. Avendo essi stessi consapevolezza degli impatti che possono generare sul tessuto viario tendono a stare il più possibile lontani dalle strade tradizionali e di collocarsi dove provocano meno disagio, dunque possibilmente a ridosso dei caselli autostradali".
 
Ma c'è una riflessione di ordine superiore che l'esperto propone ed è quella del destino dei fabbricati che non servono più.
Barel parla di un "vuoto legislativo" dovuto al fatto di non aver mai recepito una raccomandazione europea che invitava tutti gli Stati a porre nei costi di una nuova opera anche i futuri oneri di rottamazione.
Così come avviene quando si acquista una lavatrice nuova, si tratterebbe in pratica di mettere nel conto anche i futuri recupero o smaltimento.
Invece questo non avviene.
"E' un dramma: non si può imporre al privato di attivarsi - prosegue l'avvocato - se non c'è pericolo per la pubblica incolumità e nessun Comune ha risorse per espropriare, cosa che comunque si potrebbe fare solo per ottenere opere ad uso pubblico. E' un tema che va affrontato e che sta dilagando, esige meccanismi giuridici nuovi che affermino il legame fra proprietà e responsabilità nell'ambito del bene comune perché incide sulla bellezza generale di un luogo".
 
Per Roncade, intanto, si dovrà aspettare qualche mese in più, il tempo, per il proponente, di rivedere il criterio di collegamento della piattforma con le strade. Autovie Venete, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la Regione Veneto e lo stesso Comune, infatti, hanno individuato punti di criticità ed espresso pareri di non conformità.
E' un piccolo intralcio che non scoraggerà i responsabili della realizzazione dell'hub (il progettista veronese Faresì Srl e di Techbau Spa, di Villaggi, in provincia di Novara) dall'insistere con il disegno.
Amazon, da parte sua, è stata invitata a chiarire il rapporto che c'è fra l'impianto di Roncade e quello di Casale sul Sile in due incontri con i sindaci locali e con le categorie economiche convocati il 25 ed il 26 febbraio.
  
    
Roncade.it
   
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