Sagra, bersaglio centrato
   
   
Per don Trevisan rimane in bocca un sapore dolce
anche se i conti sono finiti in rosso

"La resistenza della Pro Loco? Solo un fraintendimento, alla fine ha anche aiutato.
Ma quello decisivo è stato il supporto dei commercianti"

 
15 settembre 2020

 
Festa Mariana, o minisagra che dir si voglia, bersaglio centrato.
Non sotto il profilo economico, come del resto era stato messo in conto, ma per il fatto di essere riusciti a “rispettare in modo sano e gioioso una ricorrenza importante per la comunità cristiana”.
E' il commento di don Roberto Trevisan, parroco di Roncade, a conclusione della atipica versione della festa di inizio settembre, quest'anno profondamente condizionata, ma non certo svilita, dall'emergenza Covid-19.
“Un po' è stata una sfida ma ho trovato il supporto di molti e alla fine, fatte le somme – aggiunge il sacerdote – mi ha lasciato in bocca un sapore dolce”.
 
Iniziamo invece con il boccone meno gradevole. Una sagra alimenta sempre in modo importante il bilancio di una parrocchia. Stavolta siamo andati in rosso...
“Si ma lo si sapeva dell'inizio. Nelle edizioni normali la sera venivano a mangiare dalle 600 alle 700 persone. Quest'anno la media è stata di 200. Per andare in pari sarebbe stato sufficiente arrivare a 300 ma comprendo i timori di tanti. In sostanza, andare in passivo è una cosa che abbiamo fatto apposta in cambio della gioia di stare insieme”.
 
C'è qualcosa che di questa festa correggerebbe, dovesse rifarla?
“Non molto, è stata un'esperienza al buio e casomai è stato utile avere la conferma di qualcosa che già percepivo”.
 
Cioè?
“Parlo delle proposte un po' più impegnative avanzate per comporre un calendario compatibile con i rischi del momento. La serata sulla storia del castello è stata più che soddisfacente (un'ottantina di presenze e altri quasi 300 spettatori fra streaming e visioni successive, ndr) ma mi aspettavo una partecipazione più ampia alla proiezione del film di mercoledì 9 e alla riflessione biblica di domenica 13. Ho capito che occorre del tempo per maturare un sostrato di preparazione su certi argomenti. Sono invece molto soddisfatto della partecipazione alla processione, segnale di un grande senso di appartenenza alle tradizioni di questa comunità”.
 
Ci sarebbe la sagra del Rosario di Vallio, a ottobre
“Quella non si farà. O, meglio, sarà limitata alla sola dimensione religiosa. Gli organizzatori di sempre hanno preferito rinunciare. A Vallio la macchina da attivare è più complessa, sarebbe stato necessario muoverla già a giugno. Ma tre mesi fa le incognite erano ancora troppo grandi”.
  
Veniamo ad una questione un po' delicata. Sembra che l'ostacolo più forte, per la Festa Mariana, sia stato quell'indirizzo Urbi edt Orbi della Pro Loco del 24 aprile scorso (vedi) in cui di fatto si comunicava l'intenzione di annullare tutti i 12 appuntamenti popolari che caratterizzano la vita di Roncade e frazioni fra la primavera e l'autunno
“Mah, credo ci sia un fraintendimento. La Pro Loco è una struttura operativa controllata dal Comune però gli esponenti dell'amministrazione sono venuti a cenare al nostro stand almeno un paio di volte, partecipando anche ad altri eventi. Sono convinto che la scelta della Pro Loco fosse giustificata solo da un tema precauzionale, che i vertici abbiano preferito non assumersi responsabilità a fronte dei rischi sanitari potenziali. Per la Festa Mariana le firme le ho messe io e a quel punto il clima si è rilassato. Anzi, dalla Pro Loco ho avuto anche qualche aiuto, ad esempio nel trasporto e nella disposizione delle sedie per alcuni appuntamenti”.
  
La Pro Loco, nel documento di aprile, sottolineava anche l'importanza, in questi mesi di difficoltà economica, di non porsi, attraverso gli stand gastronomici, come concorrenti di operatori privati
“Invece il supporto più grande, direi decisivo, la festa Mariana l'ha avuto dall'associazione dei commercianti del capoluogo, la New Acer. In senso materiale e anche di incoraggiamento morale. Avevamo anche il timore continuo di controlli nella nostra struttura e perciò abbiamo fatto il possibile per rispettare ogni norma direi al 110%, ma pare che, saggiamente, a nessuno sia sorta l'idea di mandare qualche autorità a compiere verifiche. Perciò, ripeto, sono molto contento della vicinanza di tutti e di come la nostra scommessa sia stata vinta”.
    
Roncade.it
   
    
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