Addio a Giovanni Battista Ruberti
   
   
Ambientalista della prima ora, consigliere comunale a Treviso nei primi anni Novanta e fondatore di una fattoria biologica a Roncade
La moglie: "Era spinto da un'ideale vero, non di facciata"

 
13 dicembre 2020

 
Giovanni Battista Ruberti ha infine deposto le armi l'11 dicembre. No, non era un militare, anzi. L'86enne, originario di Carbonera mancato dopo lunga malattia, è stato un precursore della sensibilità ambientalista ma ha sempre potuto contare sulla sua tempra da combattente e sulla sua tenacia.
Laureato in Scienze Agrarie, è stato il primo consigliere verde eletto a Treviso, durante le ultime giunte democristiane guidate da Vittorino Pavan e Gianfranco Gagliardi. Tra le sue più grandi soddisfazioni, quella della battaglia contro Contarina per gli sversamenti allora illegali nelle discariche.
  
"Era spinto da un'ideale vero, non di facciata come quello che sbandiera qualcuno oggi" racconta sua moglie, Anna Maria Colla, con la quale ha vissuto per oltre quattro decenni.
Nel 1978 hanno festeggiato l'ultimo dell'anno sposandosi al Santo di Padova, perché Giovanni Battista è sempre stato molto devoto a Sant'Antonio.
Lei è di Treviso e a lungo hanno vissuto nella capitale della Marca.
Ma, dopo aver insegnato a Vittorio Veneto, a Montebelluna e infine al Riccati di Treviso, Ruberti ha pensato di sfruttare la sua laurea e la sua grande passione per fondare la fattoria biologica che porta il suo nome, a Roncade. Negli ultimi 15 anni la coppia ha vissuto qui, in via Pantiera.
  
Anna Maria ha tanti aneddoti da raccontare. "Mio marito era davvero un uomo speciale. Conduceva lotte allora rivoluzionarie, ma sempre attingendo alla normativa in corso. Nelle adunanze politiche riportava fedelmente le leggi in vigore, voleva solo che venissero applicate."
"Per diffondere il rispetto per l'ambiente si faceva sempre lunghi giri di bar, ristoranti, edicole, osterie, fermandosi a parlare con la gente e distribuendo volantini. Una volta è entrato anche da una parrucchiera a San Cipriano. Le ha chiesto se tagliava i capelli anche agli uomini e, mentre lei andava di forbice, lui spiegava, raccontava e le chiedeva di fare da testimone tenendo il materiale propagandistico nel salone".

"Era un bel giovanotto, sapeva convincere. Chissà perché, le segretarie dei ministeri a Roma lo accontentavano sempre. Ma era pure molto generoso. Una volta fuori, alla guardia che sorvegliava il portone ha chiesto di andare a prendere un caffè con lui. Capendone poi l'impossibilità, glielo ha portato lui stesso. Aveva gesti così per tutti."
Anche Emanuela Maset, devota amministratrice di casa Ruberti, parla del dottore con grande stima e affetto e la famiglia la ha sempre ricambiata.
Il giorno per l'ultimo saluto sta però arrivando. I funerali sono fissati per martedì 15 dicembre, alle 15.00, nella chiesa arcipretale di Roncade. Poi la salma verrà tumulata nel cimitero del capoluogo.
    
Aldina Vincenzi
   
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