Centro storico, quanti pensieri
   
   
Un lungo confronto fra amministratori comunali e commercio
Al via le sperimentazioni su via Roma in vista della Piazza Longa.
Come se ne misureranno gli effetti, però, non è chiaro

 
29 luglio 2020

 
Centro storico, molte incognite e poche equazioni.
E' l'immagine di sintesi dell'incontro che si è svolto lunedì sera, 28 luglio, fra New Acer, l'associazione dei commercianti di Roncade capoluogo (14 in tutto), e una delegazione dell'amministrazione comunale fra cui gli assessori Antonio Baesse e Loredana Crosato.
 
Verso la Piazza Longa
Cuore della discussione, l'annunciata reimpostazione del lato ovest di via Roma con la cancellazione di 20 posti auto in linea ed il trasferimento sulla striscia così ottenuta della pista ciclabile attualmente sul lastricato in porfido ma strozzata dai plateatici (uno solo, in realtà), autorizzati come misura per l'attenuazione della perdita economica dovuta al lockdown.
Sarà un disegno con natura prevalentemente sperimentale, è stato più volte sottolineato.
Il funzionamento o meno della soluzione, cioè, sarà un po' il driver per la revisione del progetto di Piazza Longa, sempre rinviato ma, a quanto pare, a portata di mano entro i prossimi due anni.

Ma funzionamento cosa vuol dire?
Dal punto di vista del progettista, il successo coincide grosso modo con l'individuazione di un punto di equilibrio fra le esigenze di circolazione e di sicurezza degli utenti della strada (automobilisti, ciclisti e pedoni, senza priorità fra le categorie e prevedendone di nuove, come monopattinatori e conducenti di cicli elettrici) e quelle di un accesso al sistema commerciale esistente e, al tempo stesso, di stimolo ad attività sociali variamente intese che nel centro storico possono essere sviluppate.

Con gli occhi del negoziante la risposta è più schietta e (apparentemente) semplice: la riprogettazione di via Roma funzionerà se la perdita dei parcheggi non provocherà una riduzione del fatturato.
Temi come la connessione fra le reti ciclabili turistiche di area vasta sono percepiti dal titolare di attività commerciale roncadese come molto marginali.
Il primo assunto di fondo è che le abitudini della clientela non muteranno con il trascorrere del tempo. Cioè la distanza fisica fra lo spazio di sosta dell'automobile e il negozio da raggiungere rimarrà inossidabilmente un fattore decisivo.
Il secondo imperativo è che i comportamenti di chi acquista vanno sempre assecondati perché il solo atto del comprare assolve in automatico da qualsiasi scorrettezza, precedente o successiva.

Va detto che su questo vi sono, all'interno di New Acer, posizioni piuttosto differenziate, collegate un po' al tipo di attività e un po' di più alla fascia d'età.
 
E come si verifica il funzionamento?
Comunque sia, rimane poco chiaro il criterio con cui un giorno si arriverà alle conclusioni e si dirà se i negozianti nella fase sperimentale ci hanno guadagnato o rimesso.
Si faranno le somme dei fatturati di tutti dell'ultimo anno e si confronteranno con le somme riferite a uno degli ultimi esercizi? Quale?
La variazione media di ricavi così ottenuta sarà riconosciuta da tutti?
Non basterà una occasionale rilevante alterazione, in più o in meno e del tutto indipendente dai parcheggi, di un esercizio di dimensioni maggiori per drogare qualsiasi calcolo sulle percentuali?
E i negozianti saranno disposti a mettere in chiaro, cioè a disposizione di tutta la comunità, il loro giro d'affari documentato sulle carte?
E se ci si baserà solo su dichiarazioni a voce, quale fondamento serio potrà mai avere una discussione su questo indicatore?
E poi, di quale platea stiamo parlando?
Qual è il perimetro entro il quale si ritiene che gli interventi sulla viabilità proposti potranno avere effetti misurabili?
  
Se, infine, anche si arrivasse ad un risultato scientifico preciso, saremmo daccapo: come si potrà ricondurre con certezza altrettanto rigorosa quella variazione all'effetto della soppressione di 20 posti auto?
 
Il commercio non è l'unico interlocutore
Senza perdere di vista il fatto che l'esperimento, dunque il percorso di studio verso la costosa e definitiva Piazza Longa, dovrà essere scrutato passo dopo passo con molte lenti e non certo confinato ad un dialogo fra amministrazione comunale e commercio.
Un centro storico non appartiene solo a chi vi lavori o risieda, la macchina della concertazione va declinata su uno scenario più articolato. Soprattutto tenendo conto, con uno sforzo di visione su orizzonti geografici e temporali larghi, di come cambieranno con il passaggio delle generazioni stili di mobilità, di fruizione degli spazi urbani e di consumo. La Piazza Longa dovrà durare secoli e servire nel modo migliore anche i nostri discendenti.
 
Guai per i furbetti
Infine, per rientrare in ambiti più prosaici, c'è il fenomeno dei dischi orario magici.
Ci sarebbe una mole di fotografie scattate negli ultimi mesi dalle quali si deduce la presenza di “aggiornatori per conto proprio o terzi” dei dischi orario delle auto in sosta, i quali valgono di fatto come autocertificazione del momento di arrivo del veicolo nello stallo a termine.
La correzione, per moral suasion o repressione, di tali comportamenti appare di per sé ampiamente sufficiente a compensare la perdita posti auto/ora prevista nel progetto.
    
Roncade.it
   
    
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