Un messaggio tra le foglie
   
   
Un papà: "Non so chi sei. Mi hai fatto piangere e vorrei restituirtelo"
Cercasi autore della lettera al padre che non c'è più persa in via Dall'Acqua

 
11 novembre 2020

 
Una storia.
 
Roncade, Venerdì 6 novembre, tardo pomeriggio.
Imbocco via dall’Acqua, cerco un parcheggio.

Sono al telefono, come sempre. Come sempre pieno di impegni. È come essere dentro a un frullatore, senza tregua, sempre e solo a rincorrere.
Prendo velocemente la borsa e le chiavi delle studio e scendo dall’auto.

Tra qualche cartaccia e molte foglie in terra vedo nitidamente un biglietto.
Piegato con cura, proprio non poteva essere scambiato per un rifiuto. Era evidente che qualcuno lo avesse perso.
Lo raccolgo e, da subito, ho avuto la certezza che si trattasse di un oggetto importante per qualcuno: la scritta PAPÀ, collocata sopra un cuoricino rosso colorato con amore, la cura nella grafia, le parole...
 
Anche io sono un papà, è questo che mi ha imposto di scriverti.
Non so chi tu sia, certamente sei molto giovane.
In un baleno mi hai riportato a terra con le tue parole. Mi hanno ricordato quanto fortunati siamo a poter contare sui nostri affetti che, troppo spesso, diamo per scontati.

Ho trovato preziosissimo questo tuo biglietto, questa tua riflessione affidata al candore di un foglio a quadretti. Mi ha profondamente commosso, denota una certa profondità d’animo. Mi sono scese le lacrime, ho pianto.
Intuisco il tuo bisogno di avere il papà come riferimento per l’eternità: sono certo sarà così e sono certo che ti starà guardando crescere, orgoglioso di te.
Credo non esista persona al mondo tanto forte come chi sa prendere consapevolezza della propria condizione anche quando, come nel tuo caso, è figlia di un dolore immenso che anche io ho provato direttamente.
 
Non è giusto dimenticare questo biglietto in qualche mio cassetto. Deve tornare nelle tue mani, perché ne intuisco il valore. Te lo voglio restituire.
Spero di riuscire a fare tesoro di quanto, grazie a te, ho imparato in un periodo così difficile come quello che stiamo attraversando.
Non ti conosco nemmeno e devo ringraziarti per avermi fatto piangere.

È sera, sono quasi le 23.00, e proprio non potevo andare a dormire; sarebbe stato in un certo senso come tradirti…. Sentivo di doverti queste poche righe.
 
Questa notte, prima di prendere sonno, nelle mie preghiere sarò io a ringraziare il tuo papà per la tenacia che ti ha trasmesso. Continua così!

Ti auguro tutto il bene del mondo! Ora posso andare a letto.

Un forte abbraccio
 
Un papà (per contatti scrivere a redazione@roncade.it)
    
Roncade.it
   
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