Roncadesi, veneti, sveja!
   
   
Mauro Dalla Torre: "Issare il tricolore è il suicidio della patria"
Commercianti commoventi, le chiavi andavano consegnate il 23 ottobre 2017

 
14 maggio 2020

 
Buongiorno Direttore,

faccio una piccola premessa privata che è anche libero di pubblicare, solo per porgerle la mia infinita stima per quello che fa e ha fatto in questi anni. Sempre leggo gli articoli di Roncade.it, con una passione e frenesia nell'uscita degli articoli per restare collegato alle dinamiche del mio amato paese.
Le attribuisco il merito di tenere viva la brace della vera informazione senza compromessi e con un equilibrio d'altri tempi e di far ardere la fiamma dell'opinione pubblica.
Si sa, non siamo sempre tutti d'accordo su tutto, e questo è ancora una fortuna e una preziosità che però non riusciamo ancora a trasformare in energia e concretezza, ma finisce sempre in sterili critiche e autoironie tipiche della "guerra dei poveri". Ambisco sempre ad incontrarla per le vie del paese e stringerle la mano.
Non possiedo contatti social per motivi personali, ma non potevo non scriverle in questa occasione.
 
E vengo al punto.
Roncadesi, TreviSani, VENETI...... Sveja!!!
 
Lettera aperta ai miei compaesani, sicuro di scaturire l'ilarità del mio pensiero, certo di deludere molti conoscenti e timoroso di essere additato in futuro senza la possibilità di poter dare giustificazioni ad un discorso che sarebbe ancora più immenso.
Soprattutto negli ultimi interessanti quanto preoccupanti articoli, leggendo le risposte/opinioni non ho più potuto tenere a freno la mia rabbia.
Rabbia non contro un sistema, o quel partito o quell'altro. Non rabbia verso l'ignoranza, ma verso quelle scelte o dimostrazioni pubbliche senza mai andare fino in fondo, senza mai cercare il significato di quello che facciamo. Certo, la manifestazione è ancora (forse) costituzionalmente libera e ne sono anch'io convinto. Non quando la simpatia o il folclore di quello che vediamo in TV ci vuole far diventare protagonisti anche noi per un istante.
 
Mi rivolgo ai commercianti, per i quali, (e non me ne vogliano o mi fraintendano) sono andati a manifestare in piazza consegnando le chiavi. Legittimo. Io sono comunque e sempre dalla Vostra parte. Comprensibile, emozionante, anzi no. Commovente. E non sapete come ho riguardato il video più volte per guardarvi in faccia e vedervi spenti, cercando di ricordare invece le vostre facce gentili e sorridenti di quando entro in negozio. Perché non per merito, ma per scelta decido di comprare sulla piccola botteghetta in paese. Per principio. Punto.
 
Intanto ringrazio il Sindaco per il gesto di "insubordinazione" alla prefetto e per essere membro dell'associazione Veneto Vivo a cui va la mia stima ferrea e il mio sostegno, indirettamente. La ringrazio perché non è più normale mettere il cuore prima delle istituzioni. E con infinita formalità e correttezza ho scritto direttamente alla prefetta, spiegando molte cose che non vanno.
Ora io mi chiedo, vi chiedo...che senso ha la consegna delle chiavi simbolica, ad uno stato che da quasi 160 anni ci depreda di risorse, di tasse, vi fa lavorare fino ad agosto, per pagare sprechi su sprechi e stipendi da nababbi, provocando guerre (tutte di aggressione, perse e anche celebrate), tragedie.............., ingiustizie continue, lutti di stato (giudici uccisi dalla mafia/stato), emigrazione (si emigrazione, non solo immigrazione), pellagra (solo dopo il 1866) in nome di una italianità con la i minuscola apposta, che ci ha dato in cambio solo disservizi, burocrazia da comiche, supprusi, tasse su tasse continue, e deliranti ideologie politiche? etc etc etc etc.. Io non sono nè di destra nè di sinistra, non sono iscritto a partiti e penso che sia anche un modo molto limitante e arcaico per l'umanesimo sentirsi ancora guelfi o ghibellini. (Ricordo comunque che i "merli" del castello sono a coda di rondine).
 
Sono invece indipendentista, assumendone tutte le responsabilità e le accuse. La scelta politica la faremo quando ci sarà un vero Stato com'era, in cui non c'era la coscrizione obbligatoria, la tassa sul macinato, la "mala aria", ma c'erano palazzi ricoperti d'oro, le piccole e le grandi scuole, i primi sindacati FUNZIONANTI 400 anni prima del famoso Welfare Olandese che tutti studiano; certo perchè della storia Veneta di quasi 4000 anni è a malapena ripresa in una paginetta per un ciclo completo d'istruzione. Non voglio nemmeno parlare dell'attuale emergenza, perchè non sono un esperto, anche se i Veneti del 1300 che sconfissero la peste, vedessero come stiamo gestendo noi questa situazione, scoppierebbero dalle risate, ma cadrebbero nel pianto per altri motivi. Sono solo un carpentiere e curioso di storia antica del nostro territorio. La storia nascosta, quella degli archivi, dei libri, delle testimonianze del tempo (ricchezza infinita) , delle mappe antiche (dalle quali si apprende infinite nozioni inenarrate).
Non siate curiosi solo di wikipedia, che nella campagna d'italia di napoleone, non si menziona nemmeno la Repubblica di Venezia, che era invece il principale obiettivo...slealmente, ovviamente, come tutte le mosse napoleoniche. Non voglio cadere nella retorica materialistica del denaro o della ricchezza. Sono diventato o forse lo sono sempre stato indipendentista, solo per motivi storici o culturali. Si, certo, anche per una nostalgia dell'Ancien Régime tanto distorto dai sussidiari delle scuole dello stato italiano per farci perdere la nostra identità culturale.
 
Ma torniamo alla consegna delle chiavi, e la conseguenza al vostro gesto (ripeto che vi ammiro e vi comprendo) ha dei riscontri puramente economici ed è comprensibile, parchè 'co manca el gran e gaine se beca.... Ma la dimostrazione di collera, andava fatta quando tutto sembrava andasse bene, e non contro lo stato che comunque non se ne fa carico e comunque commette il grave errore di essere convinto che la pazienza dei Veneti sia infinita. Il cavallo di battaglia non deve essere di umiliarci a chiedere l'elemosina, la cassa integrazione o il parere su ogni competenza e ricevere in cambio non solo negazioni, ma anche tagli consistenti alle nostre Eccelleze. Faccio presente, e odio essere venale, ma ho capito che è questo quello che farà scattare la molla per risvegliarci; il Veneto, ha un residuo fiscale che va dai 15 ai 18 MILIARDI di euro. Basta. Punto. La soluzione è presto fatta. Provate a prendere in mano la calcolatrice e vedere se in tasca vi arriverebbero solo i miserabili e inaccettabili 600€.
E non venitemi a dire che è impossibile. 930 giorni fa circa, quasi tre anni fa, hanno votato in più di 2 milioni di Veneti, e il 98% ha votato si per l'Autonomia. Pensare che è impossibile, come spesso sento dire arrendevolmente, perchè è questo il germe che ci è stato iniettato, dell'una e indivisibile, significa, consegnare a questo staterello anche la nostra sovranità elettorale. La manifestazione andava fatta il 23 ottobre 2017.
Non la consegna delle chiavi ora. Le chiavi me le tengo strette, e mi tengo stretto anche quei 15 miliardi che ogni anno, da formichina, avanzo per una abbastanza buona gestione del territorio. E invece no. E' come in un ipotetico condominio, nel momento di pagare le spese condominiali. L'appartamento del signor Ugo che ha lavorato tutto l'anno e messo da parte un bel gruzzoletto, ha comprato lo stretto necessario e ha fatto una vacanza soft, deve pagare le spese anche per il signor Mario, Pinco e Pallino che non hanno mai lavorato, hanno comprato capi firmati , fatto un mese di vacanze chiedendo a prestito dal signor Ugo ed ora non hanno più soldi per le spese condominiali che però l'amministratore pretende e deve pagare sempre Ugo.....Per quanto ancora? Devo continuare?
  
Concludo dicendo che una forza incredibile come quella dei Catalani, ha ripreso in considerazione l'indipendenza, da quando hanno conosciuto la propria Vera storia. I Veneti che sono uno dei più antichi popoli della terra, più di 3500 anni di storia che hanno avuto una Repubblica durata 1100 anni, più dell'impero Romano, guardano solo ai schei. Vi supplico... Riscopriamo la nostra storia, non per cambiare posizione politica, ma per riscoprire che sui Veneti è stata fatta una discriminzione al pari di altre realtà che però ogni anno ci si affanna a ricordare con la giornata del ricordo, o altre, mettendo aforismi a caso nei nostri profili.

Se non lo faremo, se manifesteremo mettendo l'inno di Mameli o di Novaro, come piace a voi, se consegneremo le chiavi alla repubblica italiana, se appenderemo il tricolore della repubblica depredatrice cisalpina, sarà l'unico caso al mondo in cui un popolo (VENETO) attraverso i suoi sedicenti rappresentanti e alle istituzioni che vi multano indegnamente, festeggerà la morte della propria Patria, della propria libertà e della propria identità Veneta.
Vi abbraccio, comprendetemi e vi stimo davvero tutti, perchè indipendentemente....miei conterranei.

Mauro Dalla Torre
    
Mauro Dalla Torre
   
    
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