Il breve addio (Triste, solitario y final)
   
   
Ceccato: "L'Europa non si riduca ad espressione geografica"
Pregiudizi ed egoismi nazionali danno un'immagine miserevole
della casa comune europea

 
25 marzo 2020

 
 
Egregio direttore,
in questo tempo di arresti domiciliari collettivi chiedo ospitalità per qualche considerazione personale, in merito alla tragedia che il mondo intero sta vivendo in modo accelerato come in una sorta di time-lapse, scardinando certezze ed illusioni di molti.
Cerco di combattere ansia e smarrimento ricordando le molte cose positive che continuano a succedere, nonostante pregiudizi ed egoismi nazionali abbiano dato ancora una volta un’immagine miserevole della casa comune europea.
  
Penso a tutti coloro che cercano di reggere l’urto nella sanità pubblica e nei servizi essenziali con straordinaria abnegazione, veri eroi silenziosi del quotidiano.
Per non parlare dei ricercatori nei laboratori e nelle università, che si stanno dannando l’anima per vincere la guerra contro questo nemico subdolo e silenzioso.
  
Mi sembra nel frattempo che gli eventi si stiano incaricando di ridimensionare le legioni di imbecilli ai quali, secondo Umberto Eco, internet ha dato voce. D’altro canto diversi influencer, spesso ridicolizzati o disprezzati, si sono messi in gioco veicolando ai più giovani le regole imposte dallo stato di emergenza, o raccogliendo fondi per le strutture sanitarie.
Speriamo di riuscire a superare anche questa durissima prova, senza diventare un popolo di schiavi nel nuovo ordine mondiale.
  
Certo riempie il cuore di commozione lo spettacolo di canti e sorrisi dai balconi tra soggetti fino a ieri perfetti sconosciuti, magari uniti soltanto dal tifo per la propria squadra.
Ma domani servirà ben altro: per restare in ambito sportivo serviranno ad esempio la tenacia, il talento e l’entusiasmo contagioso di Fedrica Brignone, Sofia Goggia, Michela Moioli e Dorothea Wierer, oppure la grinta delle Pantere dell’Imoco Volley.
Ragazze meravigliose che ci rendono orgogliosi di essere italiani, al pari di altri esempi come il trio di ricercatrici del laboratorio di virologia dell’ospedale Spallanzani: Maria Rosaria Capobianchi, Concetta Castilletti e Francesca Colavita (precaria), che hanno isolato il Covid 19.
  
Ci salveremo se saremo in grado una buona volta di remare tutti dalla stessa parte, e se l’Unione saprà riconoscere il proprio ruolo originario. In caso contrario, per dirla con il principe Metternich, l’Europa sarà solo un’espressione geografica.
Il 21 marzo è stata la giornata mondiale della poesia: vorrei riproporre, pur se abusate, due brevi composizioni che mi sembrano adatte ai tempi che ci è dato vivere. Un cordiale saluto.

John Donne (1572–1631): da “Meditation XVII”

Nessun uomo è un’isola
completo in sé stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l’Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi diminuisce,
perché io sono parte dell’umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
essa suona per te.


Giuseppe Ungaretti: “Soldati”

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.

  
    
Antonio Ceccato
   
    
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