Lentezza è rispetto e bellezza
   
   
Vincenzi: "Smaniotto, anche da te l'ok al progetto piazza del 2017"
Chi ha fretta può aggirare via Roma. La componente fondamentale del traffico urbano sono i pedoni, non i motori

 
10 marzo 2019

 
Mi scuso in anticipo perché, per vari motivi, in questa sede io mi impongo spesso di tacere, ma qualche rara volta non ci riesco proprio.
Nello specifico, intendo rispondere (assolutamente a titolo personale e non professionale) ai contenuti e alle perplessità di Roberto Smaniotto nella sua lettera a questa redazione pubblicata il 4 marzo scorso. E sarò costretta ad un’esposizione non breve.
Non approfondirò il fatto che Smaniotto, portavoce del Comitato per il Centro Cittadino, ha ringraziato nel 2017 l’Amministrazione per le decisioni prese su via Roma (compresa la pista ciclopedonale e tutti gli attraversamenti che la interessano). E sottolineo che anche per me il centro di Roncade potrebbe essere decisamente migliore.
Comunque, per praticità, riporterò in neretto ciò che Smaniotto ha scritto a Roncade.it e, di seguito, darò la mia opinione, supportata dalla lettura della normativa italiana ed europea (mi è servito un po’ di tempo, ma non è stato tempo perso).
  
In sostanza, Smaniotto, a quanto capisco, contesta sia chi si lamenta della troppa velocità in centro a Roncade, sia chi usa l’auto senza esserne costretto da efficienza lavorativa, sia l’Amministrazione comunale che pone troppi attraversamenti pedonali sulle vie principali del paese.
  
1) 15mila abitanti, usando diligentemente i passaggi pedonali, possono creare un notevole rallentamento al traffico, a volte blocco del transito, specialmente nelle ore di punta o nei lunedì di mercato.
Smaniotto forse non sa che sono stati proprio i cosiddetti “utenti deboli” (e cioè i pedoni, i disabili in carrozzina, i ciclisti e tutti coloro i quali meritino una tutela particolare dai pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade) a costituire uno stimolo per la realizzazione di un EuroTEST sulla sicurezza dei pedoni e sugli attraversamenti pedonali. In sintesi:
- ogni giorno almeno 22 pedoni muoiono sulle strade europee (circa 8.000 nella EU-27);
- i pedoni sono coinvolti nel 15% dei sinistri stradali;
- in termini di probabilità di rischio, nel 30% dei casi di incidenti che coinvolgono un pedone, con il veicolo che viaggia a 40 km/h, il pedone muore;
- 1 incidente su 4, che vede coinvolto un pedone, avviene su un attraversamento pedonale
(stima ACI).
- mentre i morti complessivi degli incidenti stradali sono in diminuzione (area europea), il numero di pedoni coinvolti in sinistri aumenta.
E lui si preoccupa dei rallentamenti che i pedoni infliggono agli autisti? Qual è la vera priorità?
   
2) Personalmente proporrei di trasformare l’inutilizzata pista ciclabile in corsia prioritaria per snellire il traffico.
Cosa? Smaniotto vorrebbe vedere schizzare le auto con una qualche autorizzazione tra un passaggio pedonale e una fila di macchine obbligate ad operazioni di parcheggio?
E poi, pista inutilizzata? Dimentica che siamo ancora in inverno e che nei mesi freddi solo pochi eletti preferiscono la bici all’auto o alla camminata. Già dalla scorsa estate la nuova pista ciclabile in via Roma è stata molto apprezzata dai ciclisti di ogni età e l’intento di una buona amministrazione dovrebbe essere quello di creare le condizioni perché la mobilità lenta venga sviluppata sempre di più.
A mio avviso sarebbe invece bene ricordare ai pedoni (vista la discreta quantità di biciclette in movimento che io ben vedo abitando proprio in quella zona), di usare i percorsi a loro dedicati e di tenere i bambini per mano. Ma preferirei comunque che mio figlio venisse urtato da una bici piuttosto che da un furgone che non vuole perdere tempo.
 
3) Coloro che si lamentano dell’alta velocità dei mezzi in centro sono cittadini che della necessità di viaggiare entro certe medie non hanno alcun bisogno.
A chi deve mantenere medie di efficienza lavorativa, io consiglierei di evitare via Roma e di scegliere di percorrere via san Rocco o via Montiron. Per chi proviene da San Cipriano o da Meolo/Monastier c’è via Pantiera. Farebbe bene anche all’aria lungo i portici. La viabilità alternativa a Roncade non manca se non per chi arriva da Casale, per intenderci. Resta il fatto che per attraversare via Roma servono solo pochi minuti, nei momenti più critici, salvo eccezioni.
   
4) Si continua a dare priorità a questi ultimi (coloro che non lavorano o non hanno orari - ndr), soggetti che possono permettersi di passeggiare adagio sia a piedi o con i mezzi perché non sono in conflitto con le ore della giornata lavorativa.
Vorrei ricordare a Smaniotto ciò che si legge nel Codice della Strada: “lI rispetto delle esigenze della prima componente fondamentale del traffico urbano (circolazione dei pedoni) richiede una serie di interventi tutti finalizzati a garantire la fluida e sicura continuità dell’intera rete pedonale costituita, essenzialmente, dai marciapiedi, dai passaggi pedonali e dagli attraversamenti pedonali (oltre che dalle eventuali aree pedonali), attraverso l’applicazione degli standard progettuali (dimensionali e tipologici).”
Cioè, i pedoni sono “la prima componente fondamentale del traffico urbano”, non gli stakanovisti del lavoro che hanno i loro diritti, certo, ma come li ha la nonna che non può più guidare l’auto, il barista che deve fare poche centinaia di metri per raggiungere il posto di lavoro e preferisce non usare la sua utilitaria, il genitore che porta suo figlio a comprare un quaderno, la colf che deve fare la spesa o andare in farmacia, il minore che vuole frequentare la biblioteca, quello che va a trovare un amico e così via.
E, ripeto, sono questi ultimi a dover essere maggiormente tutelati.

5) Cerchiamo di chiedere a chi ha progettato in un’area di due chilometri quadrati 28 passaggi pedonali più altri rallentamenti vari cosa avesse in testa. Non sarebbe ora di lamentarci con loro?
Il Codice della Strada non fornisce indicazioni circa la distanza alla quale devono essere collocati gli attraversamenti pedonali l'uno dall'altro. Il criterio da adottare nella scelta dell’ubicazione è generalmente quello della continuità dei percorsi pedonali, da cui deriva l’ubicazione preferenziale in corrispondenza delle intersezioni. Tale criterio è soddisfatto se l’attraversamento pedonale è collocato ad una distanza compresa entro i 10 metri dal percorso abituale del pedone.
Alcuni regolamenti stranieri prevedono, in ambito urbano, un attraversamento pedonale ogni 50 metri.
Perciò un’amministrazione comunale che, come ben Smaniotto ricorda, pone un attraversamento ogni 106 metri in centro storico e ogni 140 metri nelle vie adiacenti a me risulta a tutti gli effetti capace di saper bilanciare le esigenze di chi va a piedi e di chi ha necessità (o semplice piacere) di usare l’auto. Perché, a ben vedere, avrebbe potuto anche raddoppiare le strisce pedonali seguendo semplicemente le direttive di quei “paesi più progrediti” da lui citati.
Ecco, forse, cosa ha avuto in testa la Giunta ed ecco che dovrebbe cadere ogni lamentela di chi (mi ci metto anch’io) sa veramente poco di cosa trattino tutti gli studi più avanzati in materia di traffico e vivibilità cittadina.
  
    
Aldina Vincenzi