Andamento troppo lento
   
   
Smaniotto: "La pista ciclabile diventi corsia preferenziale"
A Roncade troppi passaggi pedonali. La strada ritorni a chi la usa per lavoro, chi va piano crea ingorghi e pericoli

 
4 marzo 2019

 
Buongiorno,
volevo porre all’attenzione dei cittadini di Roncade la situazione molto disagiata per gli automobilisti che devono attraversare il capoluogo.
Nonostante le lamentele di alcuni concittadini per le folli velocità delle autovetture in transito, resto perplesso e cerco di spiegarmi in modo tecnico.

Faccio notare innanzitutto che da Nord a Sud, lungo la strada provinciale n.112, in pratica via Ca’ Morelli-via Roma-via Garibaldi, ci sono 10 attraversamenti pedonali prima dell’incrocio “fagiolo” e altri sei fino a borgo Garibaldi, per un totale di 16. Cioè, mediamente, uno ogni 106 metri.
Se invece percorriamo la strada provinciale n.64 ad alta frequentazione di traffico pesante, da Est a Ovest, dalla biforcazione con via San Rocco, a via Pozzetto in direzione Ovest se ne hanno “solo” 12 in altrettanti 1,7 chilometri, e cioè uno ogni 140 metri. Se allunghiamo la tratta fino all’incrocio con via Trento e Trieste ci sono anche due semafori, uno a chiamata alle scuole e uno con T-Red all’incrocio.
Quindi con tutta la mia capacità di interpretazione di questi segnali, mi chiedo, come il traffico possa scorrere in maniera fluida ed essere pericolosamente veloce?
Chi è obbligato ad incrociare “il fagiolo” in centro a Roncade più volte al giorno è costretto a code degne di bretelle di vere città, e non di un paesotto chiamato Città.
  
E’ evidente che circa 15mila abitanti, usando diligentemente i passaggi pedonali, possono creare un notevole rallentamento al traffico, a volte blocco del transito, specialmente nelle ore di punta o nei lunedì di mercato. Se poi contiamo quelli che attraversano dove capita il tutto viene amplificato. In via Roma il sistema di parcheggio crea paralisi unica, e personalmente proporrei di trasformale la inutilizzata pista ciclabile in corsia prioritaria per snellire il traffico.
Ora, a seguito di nuove lamentele sul traffico velocissimo nel nostro comune, direi di valutare da che fonte viene.
Sono persone che devono lavorare per portare a casa il pane, quali camionisti, padroncini, agenti di commercio e autisti professionali vari, o cittadini che della necessità di viaggiare entro certe medie non hanno alcuna necessità?
Si continua a dare priorità a questi ultimi, soggetti che possono permettersi di passeggiare adagio sia a piedi o con i mezzi perché non sono in conflitto con le ore della giornata lavorativa.
E faccio notare a queste persone che nelle città in paesi progrediti lo spazio percorso a parità di tempo è molto superiore rispetto a quello che noi abbiamo in campagna.
Sottolineo che, per molti, viaggiare al limite dei limiti è un esigenza lavorativa e di sopravvivenza che quando possono permettersi di non lavorare stanno a casa, a differenza di chi usa i mezzi privati solo per comodità o vanto i quali, viste le statistiche, sono quelli che creano il maggiori problemi al traffico e incidenti.
  
Cerchiamo allora di capire anche le esigenze di chi deve viaggiare in tempi stabiliti per poter vivere e far vivere la propria famiglia.
Cerchiamo di chiedere a chi ha progettato in un’area di due chilometri quadrati 28 passaggi pedonali più altri rallentamenti vari cosa avesse in testa.
Non sarebbe ora di lamentarci con loro? E chiedere come investono il tempo di lavoro retribuito con uno stipendio pubblico?
  
A voi valutare la cosa.
    
Roberto Smaniotto