Benvenuto caro ladro
   
   
Quando ad invitarlo in casa siamo noi
A Roncade le solite segnalazioni di furti e truffe. E della nostra intelligenza che se ne va in vacanza

 
2 agosto 2019

 
Ecco agosto, ecco le ferie, ecco le segnalazioni di furti e truffe compiute e tentate.
Quest’anno quelle che riceviamo sono più numerose e cambiano leggermente aspetto. Le aggressioni non sono tanto quelle verso case incustodite ma nei confronti di case e persone che non sono perfettamente in grado di proteggersi da sole.
 
Finti addetti alla lettura di contatori (un classico ma ancora l’anticorpo della diffidenza non è abbastanza sviluppato) o sedicenti inviati da qualche società di servizi, magari con sbiadita targhetta di riconoscimento sul petto (a che serve se non ti mostrano anche un documento d’identità?) ai quali, non preparati, tendiamo a prestare attenzione.
Poi quelli che fermano la gente per strada fingendo di essere vecchi conoscenti e che, di fronte all’imbarazzo della vittima (dimostrano di conoscere dettagli del passato scoraggiando il malcapitato a dare una risposta tipo “signore, io non la conosco”), approfittano con un’eloquenza ed un’amabilità che disarmano.
 
I trucchi sono infiniti e si evolvono di continuo ma alla fine hanno una radice comune: far leva sulla sorpresa della visita inattesa, sul sentirsi in fallo per non capire o non riconoscere.
Abbiamo delle armi nuove, è vero. Il web, i social, i gruppi di whatsapp, per propagare le segnalazioni.
Ma c’è una fascia di persone anziane che questi strumenti non li usa, nemmeno legge i quotidiani in cui i racconti di raggiri sono costanti, e rispetto alla quale la vicinanza diretta di familiari o amici veri diventa decisiva. Occorre non smettere mai di raccomandare e riferire.
  
Abbiamo il web, si diceva, ma lo usiamo male e spesso in forma autolesionistica.
Pubblicare una fotografia delle vacanze con data di oggi e da un luogo lontano significa, molto chiaramente, candidare la propria casa (o i familiari anziani che rimangono in città) fra gli obiettivi di furto o truffa per le prossime ore. Si spendono migliaia di euro in antifurti ma al post di famiglia dalla spiaggia non si rinuncia, con una sindrome da autogol sulla quale la polizia si sgola inutilmente.
Chiedere più pattuglie e pene certe e severe per i malfattori suona male se i primi ad aprire loro le porte (non si dica "virtualmente") con informazioni preziosissime sulla nostra momentanea vulnerabilità siamo noi.
Esistono videocamere cinesi da 25 euro che, piazzate su un davanzale, ci possono far vedere sul nostro smartphone, ovunque siamo nel mondo, cosa succede in casa, nel giardino, sulla via. Tempo di installazione cinque minuti. Fossimo in 100, 200, 300 a prendere questo accorgimento (sì sì, ok. La Privacy, molto teoricamente non si potrebbe...) qualche problema in meno ci sarebbe. 
 
Mandate pure le segnalazioni di pericolo qui a Roncade.it, le pubblicheremo subito senz’altro.
Però svegliamoci.
    
Roncade.it