Trattato sul centro storico
   
   
Guido Geromel: "Negozianti fuori tempo e terrorizzati dalla concorrenza"
Intervento enciclopedico dell'ex assessore ai lavori pubblici

 
28 maggio 2019

 

I nuovi barbari
 

Colgo l’occasione della lettera anonima, firmata “I sottoportici”, per portare un contributo dal taglio ironico come cittadino che vive a Roncade, e di chiarezza sul tema del centro storico visto che mi sono occupato prima da assessore, poi da sostenitore dell’amministrazione uscente.
 
Cari portici o sottoportici (come vi firmate) sono più di sessant'anni che anch'io vi frequento, e sono avvilito e arrabbiato quanto voi e più di voi e quasi non vi riconosco più, vi vedo stanchi e malandati.
Negli anni cinquanta sessanta voi portici e i palazzi che vi stanno sopra avevate una vostra identità ben definita di centro storico stile XV secolo, con tanta gente che vi frequentava e socializzava, c'erano due cinema, un teatro, diversi negozi di abbigliamento, macellerie. osterie, bar, trattorie, casoini e ogni altro negozio utile alla cittadinanza, si respirava aria di piazza.
 
Poi sono arrivati i “nuovi barbari” che hanno distrutto tutto quello che potevano distruggere, sventrato palazzi per fare residenze stile mediterraneo, uccidendo anche parte di voi per farvi rinascere diversi e brutti, hanno eliminato i cinema ma hanno lasciato le insegne, hanno realizzato balconate orrende in affaccio a via Roma, hanno sostituito "i balconi" con persiane, e per rendere ancora più suggestivo e scenografico il centro hanno aggiunto anche le controfinestre.
I nuovi barbari hanno anche preteso che la nuova arteria provinciale modificasse il percorso ipotizzato per far passasse il traffico nel centro storico per non isolarlo, decapitando il teatro e lo squarcio più bello e suggestivo di Roncade.
 
Anch'io come voi portici, faccio un appello a tutti i cittadini affinché i “nuovi barbari” smettano di fare scempio nel nostro salotto, che abbiano finalmente un pò di lucidità e lungimiranza per non rintristirvi del tutto, che si decidano finalmente di ristrutturare le loro proprietà, di eliminare le superfetazioni e affittare negozi e abitazioni ai giusti valori di mercato, che i negozianti capiscano finalmente che è necessario reinvestire su attività al passo con i tempi e con le giovani generazioni, altrimenti saranno costretti a resistere al fronte finche morte non arrivi.
 
Anche voi portici avete sbagliato alcuni calcoli, ma vi perdono perché avete una certa età e spesso la memoria vi tradisce, le persone che risiedono nel vostro ambito sono una ventina, mentre un centinaio sono su tutta via Roma, nonostante l'età (è una peculiarità degli anziani) vi ricordate di cose insignificanti dette forse molti anni fa, ma non vi ricordate (o più esattamente fatte finta di non ricordarvi) delle cose fatte di recente dagli amministratori.
E' vero cari portici che anche chi ha amministrato negli ultimi anni qualche errore di arredo urbano pubblico lo ha commesso, ma non sono certo questi errori che hanno reso il centro storico degradato con interi palazzi chiusi da decenni con negozi chiusi e appartamenti sfitti, e se le attività rimaste hanno poca appetibilità nei consumatori.
  
Una volta si diceva che la concorrenza era l'anima del commercio, vista la situazione ho l'impressione che i commercianti di Roncade abbiano perso l'anima e siano terrorizzati dalla concorrenza.
Noto inoltre cari portici con stupore, che anche voi siete partigiani, nel senso che non siete obiettivi, nonostante la vostra missione sarebbe quella di ospitare tutti, invece parteggiate per qualcuno..........
Chiudo questo mio intervento ironico cari portici, con un auspicio, ci sono tanti giovani che vogliono ancora bene al nostro Paese e al nostro Centro storico, lasciateli crescere, hanno idee e progetti e vi daranno le soddisfazioni che avete avuto nel passato, ma ad una condizione però, che i nuovi barbari vadano in ritirata.

Esiste un piano strategico
  

Da ex amministratore voglio essere serio ed esprimere il mio pensiero e dare un contributo costruttivo sulla questione del Centro storico.

L’Amministrazione Zottarelli, in continuità con l’Amministrazione Rubinato, di cui ho fatto parte come assessore ai Lavori Pubblici, ha le idee chiare sulla valorizzazione del centro storico di Roncade quale aggregatore della vita sociale della città.
Idee che sono scritte nero su bianco in particolare nel Piano strategico per lo sviluppo economico sostenibile di Roncade, voluto dall’allora Sindaco Simonetta Rubinato a seguito del convegno “Progettiamo il nostro futuro”, che vide insieme il 30 ottobre del 2004 l’Amministrazione comunale, la Provincia e la Camera di Commercio di Treviso. Dopo un percorso di quasi due anni di lavoro, che ha coinvolto con le predette istituzioni anche gli attori locali e le forze sociali, il Piano venne approvato dal Consiglio Comunale nel settembre del 2007. In sintesi, il territorio ha allora ragionato come un sistema, individuando una vision e degli obiettivi condivisi, indicando le azioni per conseguirli in una prospettiva di medio e lungo periodo, attraverso la collaborazione dei soggetti pubblici e privati.

Nel Piano (lo trovate a questo link) la valorizzazione del centro storico è una delle linee di azione strategica individuate ed è stata coerentemente perseguita negli anni successivi dalle Amministrazioni Rubinato e Zottarelli, certo dovendo fare i conti con i vincoli e i limiti imposti dal contesto normativo e finanziario dopo la crisi economico-finanziaria a partire dal 2009, come ben sanno anche i cittadini e gli imprenditori.

Ma l’obiettivo è sempre stato ben chiaro e non è mai venuto meno, guidando in particolare la pianificazione urbanistica (Pat e Piani degli Interventi), commerciale ed Accordi di programma siglati per lo sviluppo di Roncade come Comunità competitiva. Del resto la logica della pianificazione strategica si misura su periodi di 20-25 anni, come ci insegna l’esperienza delle città europee uscite meglio di altre dalla crisi (vedi Smart City), pur attuandosi attraverso successivi interventi diffusi sul territorio, anche se piccoli, che costituiscono un cambio di approccio ai problemi e alle soluzioni in periodi di ridotte risorse pubbliche per Comuni della dimensione di Roncade.

Vale la pena ricordare allora le molte azioni ed interventi già realizzati dal 2008 ad oggi nella direzione indicata dal Piano strategico per valorizzare il centro storico:

• l’approvazione di strumenti urbanistici ad hoc: in particolare la Tavola 7 “Disposizioni per la qualità urbana ed edilizia del centro storico”, oggetto di approvazione con la Terza Variante al Piano degli Interventi, detta le indicazioni planimetriche, normative e di indirizzo per la riqualificazione e la valorizzazione degli spazi urbani e relazionali, con indirizzi anche per il recupero dei fronti edilizi che si affacciano su via Roma ed anche sul fronte del fiume Musestre, integrando le schede di intervento già previste per i singoli edifici del centro storico. Inoltre per incentivare gli investimenti di tipo commerciale, favorendo nel contempo il recupero di volumi edilizi esistenti in centro storico, con la Variante di adeguamento alla legge regionale n. 50/2012, l’Amministrazione comunale ha stabilito la possibilità di insediamento in centro storico di esercizi di vicinato, medie e grandi strutture di vendita. Possibilità sino a qui mai sfruttata.
L’Amministrazione comunale ha approvato altresì il Piano di recupero dell’area Molino Zanotto, anch’esso tuttavia in attesa di attuazione. Ma sappiamo che la crisi dal 2009 ha colpito oltre al Comune anche i soggetti privati, per cui sarebbe ingiusto accusarli di non aver ancora fatto detti investimenti. Altri progetti privati pianificati dall’Amministrazione nel centro di Roncade sono invece già partiti: si tratta della riqualificazione dell’ambito dell’immobile ex Mobilificio Davanzo (ora divenuto centro attrattore di qualità) e dell’intervento in corso nell’area del Consorzio Agrario. Dopo un percorso complesso a breve dovrebbe partire anche il Piano di recupero dell’area dismessa di Menon;

• gli interventi di riqualificazione degli spazi pubblici del centro storico: il progetto Piazza Longa, la cui progettazione è stata realizzata, dopo un concorso di idee, con la partecipazione degli abitanti di Roncade, e il cui progetto esecutivo è pronto essendo stato finanziato da un accordo pubblico-privato con l’azienda Manesso, non è “cestinato”, ma più vivo che mai. La recente messa in sicurezza di Via Roma (non più rinviabile) e la riqualificazione della Piazza 1° maggio in atto sono solo un primo steep: Piazza Longa sarà realizzata non appena gli enti preposti ai sottoservizi daranno il via libera al finanziamento del loro rifacimento. Ma già si sta realizzando, anche nel rispetto della Tavola 7, la riqualificazione degli spazi retrostanti via Roma: mi riferisco al parcheggio di piazza Donatori del Sangue, che sarà collegato - potenziando anche la pubblica illuminazione - con Via Roma, realizzando così il bilanciere previsto nel progetto di Piazza Longa, un percorso urbano volto a connettere in modo più agevole e sicuro (anche di sera) il parcheggio già esistente in via Montiron con il parcheggio di piazza Donatori del sangue. Quanto ai lavori ora in corso in Piazza 1° maggio, sarà posta attenzione anche alla mobilità lenta per collegare via Roma alle altre piste ciclabili. Infine partirà nei prossimi mesi il progetto finanziato dalla Fondazione Città di Roncade per la riqualificazione del percorso di collegamento della Casa di riposo con il centro storico, anche lungo il fiume Musestre, eliminando le barriere architettoniche e favorendo la mobilità sicura per l’utenza più debole (anziani e bambini). Riqualificazione che fa seguito ad un altro intervento strategico eseguito da Fondazione Città di Roncade insieme al secondo stralcio della Casa di riposo, ovvero la riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’area degradata dell’ex macello;

• gli Accordi siglati con il centro commerciale Arsenale per renderlo un fattore di attrazione, quasi una ‘porta’ che stimola chi arriva da fuori ad entrare nel centro storico. Sappiamo tutti che, per i contenziosi tra privati durati numerosi anni, il centro outlet ha aperto tardi rispetto ai suoi concorrenti, dopo la grande crisi, e sta ora cercando di aumentare la propria attrattività rispetto ad altre strutture già avviate nel frattempo nei comuni limitrofi. Se si lavorerà bene in questa direzione, integrando la sua offerta commerciale con quella più ampia del territorio roncadese (e qui servono buone idee più che polemiche), l’Arsenale ‘porterà’ e non toglierà al commercio del centro storico, se quest’ultimo saprà essere a sua volta più attrattivo nella propria offerta commerciale;

• la promozione di molteplici iniziative di animazione del centro e di valorizzazione delle realtà produttive locali, unitamente alla Pro Loco locale, dal Radiccio verdon al Festival dei luoghi e delle Emozioni, ecc.

Un tema indispensabile da affrontare per valorizzare il centro storico è anche quello della mobilità, come ci insegnano tutte le città che ci sono riuscite, trasformando i loro centri storici in un ‘salotto’. Va affrontata quindi la questione del carico e del disequilibrio ambientale dei volumi di traffico, dovuti anche all’apertura del casello, sul centro storico e sulla strada provinciale Zermanesa, che, ricordo, le amministrazioni degli anni ’60-’70 decisero di far passare per il centro, deturpando uno dei centri storici più belli della Marca Trevigiana, pensando che questo portasse sviluppo al paese. Su questo fronte la novità importante che sta maturando è, in attuazione delle previsioni urbanistiche già contenute nel nostro Piano di Assetto del Territorio, la realizzazione della nuova rotatoria sulla base dell’Accordo di programma con il Consorzio Agrario e di una prima parte della bretella di collegamento della provinciale Zermanesa con la Strada Regionale Treviso Mare, bypassando il centro.

Certo, sono molte ancora le cose da fare, ma quello che conta è ‘guardare lontano e vedere vicino’, come ha detto Simonetta Rubinato, presidente dell’Associazione Veneto Vivo, al convegno sullo sviluppo locale organizzato il 15 maggio scorso al Ristorante Perché di Roncade: è necessario portare avanti il processo di pianificazione strategica, in collaborazione con i Comuni limitrofi e le altre Istituzioni e attivando tutte le forme di rappresentanza e i soggetti che operano nel territorio, per farli interagire con i processi di trasformazione in atto e rendere competitivo il nostro territorio, governandone l’attrattività sotto più dimensioni (mercato del lavoro, saperi, investimenti, infrastrutture, residenzialità, turismo), raccogliendo anche la sfida di governare il cambiamento della società.
  
Da questo punto di vista possiamo essere fiduciosi perché, a differenza di altri comuni, quello di Roncade, si è dotato per tempo degli strumenti di programmazione e di pianificazione che hanno guidato i progetti di sviluppo e di crescita, di rilievo anche europeo, che si stanno avviando sul nostro territorio e di cui andranno governate con lungimiranza le ricadute positive per tutti. Dunque anziché attardarsi in sterili polemiche, che sanno solo di propaganda elettorale, chi pensa di avere qualche buona idea per la valorizzazione del centro storico si metta in gioco collaborando con l’Amministrazione comunale per realizzare tutto ciò che è già stato programmato.
    
Guido Geromel
  già assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Rubinato 2004-2014