Sindaco togli 'ste erbacce
   
   
Gambirasi: "A Musestre dalla passerella al nido non si cammina"
Segnaletica stradale sparita, vigili finora sordi alle segnalazioni

 
8 giugno 2019

 
Buongiorno sindaco,
le scrivo questa mia per metterla a conoscenza di un problema di cui aspettiamo da anni la soluzione.
Io mi chiamo Giuseppino Gambirasi, svolgo la mia attività a Musestre, nel complesso artigianale di via Lucio Vero.
Il problema che si verifica spesso sta nel parcheggio a sud del complesso stesso, dove ha sede l'asilo nido.
Manca totalmente la segnaletica stradale, la linea tratteggiata di mezzeria non esiste, (esisteva, poi con il tempo si è cancellata), come non esiste una
linea continua che delimiti il parcheggio. Perciò le auto che si immettono nella strada di accesso alle attività spesso si vedono tagliare la strada da quelle che escono. Sono accaduti alcuni incidenti, ma solo per fortuna o per conoscenza del pericolo ne sono stati evitati a decine.

Voglio ricordare che le auto che escono spesso portano all'interno dei bambini, un carico troppo prezioso per essere ignorato.
Poichè il problema è stato evidenziato e sottoposto più volte ai vigili e
alla stessa amministrazione pubblica, chiedo gentilmente che lei si faccia carico del problema.
Basta un poco di buona volontà, l'investimento è irrisorio a confronto dei rischi e dei costi in caso di incidente.

Un altro piccolo problema è la pista ciclabile che collega la passerella sul fiume Sile all'asilo nido.
La stradina è stata completamente abbandonata, le erbacce sono cresciute ovunque e la siepe non è mai stata potata.
Quando si utilizzano i soldi dei contribuenti per costruire queste piccole opere per il tempo libero, passeggiate ecc. bisogna poi essere conseguenti, anche questi angoli di periferia vanno curati e messi in efficienza.

Ci faccia sentire contribuenti felici, attendiamo fiduciosi il suo sollecito all'ufficio tecnico e alla polizia municipale, per un sopralluogo
e la definitiva risoluzione del problema .

La ringrazio sin da ora e la saluto
    
Giuseppino Gambirasi