Cento giorni di vergogna
   
   
Del muretto abbattuto a dicembre non si è toccato un mattone
Aggiustarlo al momento buono sarà uno dei marchettoni elettorali?

 
15 marzo 2019

 
Domenica 2 dicembre 2018, un Suv fuori controllo abbatte un muretto che separa il marciapiede sul lato est di via Roma dal fossato del castello.
Cento giorni dopo le macerie sono ancora lì, compresi pezzi del veicolo sfasciato.
Centro storico, di fronte al monumento per antonomasia di Roncade.
Il Comune non spiega, e quando mai?
In municipio ci vuole riverenza. Chiedere appuntamento, fare anticamera, domandare permesso. Chi sei tu, piccola pulce, che poni questioni sul web con l'illusione pure di ottenere risposta?
Comunque.
  
A Roncade ci sono diverse organizzazioni del no-profit le quali, dotate di strumenti minimi, impiegando quattro uomini per due ore, avrebbero potuto se non ricostruire almeno ripulire.
Ma i terremoti altrui sono molto più belli. Una foto di gruppo davanti una tendopoli tirata su in qualche valle del Centro Italia rende fieri, la si condivide su whatsapp e Facebook.
Lavoretti di manutenzione come quello di Roncade sarebbero solo bassa manovalanza.
E poi, come sempre, non tocca a me. Se è casa di tutti non è casa mia, perché devo prendermi una rogna simile.
  
Consoliamoci, c’è di peggio.
Ad esempio calcolare il momento buono per la riparazione e sfruttarla come marchetta elettorale. La perpetua disciplina di spostare l’abbellimento urbano sempre più a ridosso del giorno delle urne in maniera che possa restare impresso nella mente di chi vota.
Sia chiaro che dopo 100 giorni di vergogna, d'ora in poi, la riparazione avrà solo questo significato.
Giunti fin qui si abbia la decenza di rimandare la riparazione a giugno, tanto ormai ci abbiamo fatto l’occhio.
    
Roncade.it