Imprenditori a 14 anni
   
   
I cinque progetti dei ragazzi che studiano a Ca' Tron
La sostenibilità nella Demo Night di H-Farm

 
13 maggio 2019

 
“Partire da temi grandi di importanza universale per portarli ad una realizzazione nel locale. Parlare di ambiente non basta se questo non si traduce in qualcosa di pratico per l’angolo di mondo in cui viviamo”.
E’ il principio di fondo, sintetizzato da Mauro Bordignon, preside di H-International School, di H-Farm, a Ca’ Tron di Roncade, che ha ispirato la progettazione di cinque microstart-up da parte degli studenti dello stesso istituto, presentate il mese scorso durante un evento chiamato “Demo Night”.
Studenti che, va tenuto presente, sono ragazzi di età intorno ai 14 anni i quali sono perfettamente consapevoli del fatto che la loro idea, grazie all’affiancamento di personale di H-Farm e dunque non più di professori, potrebbe a tutti gli effetti trasformarsi in una vera esperienza di business.
 
Si può sognare, immaginare e creare sulla carta, insomma, ma mettere a terra l’impianto teorico e confrontarsi con tutte le difficoltà di una collocazione sul mercato di un’azienda nascente, compresi i rischi di fallimento, è un farsi le ossa di tutt’altro sapore.
E comunque la realizzazione concreta di una realtà imprenditoriale nel senso più comune del termine non è neppure, alla fine, l’obiettivo principe. “L’idea pedagogico-didattica alla base di questa attività – precisa Bordignon - utilizza il modo di lavorare e ragionare che sta alla base della struttura organizzativa di un’impresa che vuole nascere. Non ci interessa che il risultato conclusivo sia quello di ottenere una micro-azienda, ma tutto quello che gli allievi imparano mentre cercano di raggiungere il traguardo. Lavorare in squadra, essere flessibili, maturare un atteggiamento corretto quando è necessario risolvere problemi imprevisti, saper costruire rapidamente un prototipo e così via”.
  
Il filo conduttore che accomuna i cinque progetti presentati dalle squadre di studenti è quello della sostenibilità ad ampio spettro, dall’ambiente naturale alle Smart City.
Il primo, intitolato “Energy Lab”, ha un taglio di diffusione culturale e si esprime attraverso una mostra in apertura il 7 giugno, a Ca’ Tron. Tramite i contenuti dell’esposizione i ragazzi intendono spiegare quale impatto potrebbe avere nell’ecosistema terrestre la prosecuzione dell’uso di risorse non rinnovabili e quali potrebbero essere, invece, le misure da adottare per prevenirne le conseguenze. In particolare la mostra punterà molto sull’adozione di fonti energetiche pulite e a basso costo.
“Teamigence” è invece il titolo della seconda idea. Si tratta di sviluppare una piattaforma per condividere idee e progetti intorno al concetto di Smart City e attraverso la quale chiunque possa partecipare attivamente ad uno dei progetti proposti oppure suggerirne uno proprio e chiamare a raccolta eventuali partner disposti a collaborare.
L’invasione della plastica è invece il nemico che “Light Green” intende invece affrontare. Anche in questo caso la base è data da uno spazio web nel quale, oltre ad ottenere informazioni sul fenomeno della disseminazione incontrollata di residui e sulle sue ricadute, con tanto di suggerimenti sugli stili di vita individuali, ci saranno indicazioni su come collaborare nel ripulire fisicamente siti compromessi dai rifiuti plastici. Il primo appuntamento con sacchi e guantoni è convocato il 26 maggio ad Isola Verde di Chioggia.
Sempre la consapevolezza sulla salvaguardia dell’ambiente è il cuore del quarto progetto, chiamato “H-ack the planet”, da declinare in questo caso con una “maratona di idee” focalizzata sulla biodiversità. L’evento si è svolto lo scorso 11 maggio ed ha coinvolto ragazzi di età compresa fra i 10 ed i 16 anni.
Un miglioramento dei rapporti con il contesto che ci circonda, infine, è interpretato nell’ultima proposta concentrata sull’uguaglianza di genere. “Leadership on high heels”, così si chiama, mira ad organizzare un evento di un giorno denso di laboratori ed altre attività. Parteciperà con un proprio intervento la onlus “The Circle Italia” impegnata nella tutela e nella promozione dei diritti delle donne.
  
Tutti i progetti sono poi stati valutati da una giuria che ha scelto quello ritenuto più promettente in un’ottica di trasformazione in un’azienda reale. A supportarlo sarà la stessa H-Farm attraverso una campagna di raccolta fondi su Indiegogo, un sito americano nato per il finanziamento molecolare (“crowfunding”). Un canale che, peraltro, è stato utilizzato nella precedente edizione nel corso della quale i ragazzi concepirono un gioco da tavolo ambientato sul territorio attraversato dal Sile e dunque anche in questo caso ricollegabile alla conoscenza ed alla conservazione dell’ecosistema.
“Lo scopo è sempre quello di apprendere competenze che a scuola non si imparano facilmente. In sintesi – conclude il preside – confrontarsi con gli adulti, cercare soluzioni e non lamentarsi mai”.
    
Roncade.it