Ho visto cose che voi umani
   
   
Scuola: Carrettin, "mancano non l' identità ma le opportunità di crescita"
Stimo la nuova dirigente, però non tutto è da aggiustare o rivedere

 
3 dicembre 2019

 
Ho letto con molta attenzione il documento relativo all'intervista rilasciata dalla nuova Dirigente Scolastica Anna Maria Vecchio.
Ho preso in esame tutte le domande ed ho altrettanto riflettuto sulle risposte date.
Ovviamente, in quanto componente in servizio dell'organico scolastico del territorio, conoscevo già molto bene le argomentazioni presentate e soprattutto, riguardo alle stesse, avevo avuto modo di esprimere alla Dirigente tutto il mio appoggio relativamente a quello che lei definisce il suo progetto di “villaggio scuola”.
 
Nello scorrere le righe, però, c'è stato un passaggio che non ha, per così dire,... fatto vibrare le corde del mio cuore e che, guarda caso, il Direttore ha furbescamente messo in evidenza riportandolo nel titolo.
Egli aveva, infatti, la possibilità di citare altri stralci dell'intervista, ve ne erano di interessanti che si potevano riprendere, invece ciò che si mette in risalto, per “affondare” ancor più il colpo, è questo: "Serve ottimismo, all'Istituto Comprensivo di Roncade e Monastier manca un'identità".
 
Fermiamoci per un attimo proprio a questo concetto e chiediamoci: cosa vuol dire mancare di identità?
Così espresso, il concetto sembra voglia mettere in risalto il fatto che finora, come Istituto, siamo andati un po' a casaccio, senza sapere né dove arrivare né quali obiettivi perseguire, senza una strutturazione organica ma, soprattutto, ognuno per conto proprio.
Tutto questo atteggiamento, poi, sommato, da quel che si può desumere, ad uno sguardo negativo e pessimistico, sembra abbia portato il corpo docente tutto (...ma così facendo, non si fa di tutta l'erba un fascio?) ad avere di per sé la necessità di ricevere del sano ottimismo al fine di ottenere la giusta carica per esercitare in pieno il proprio ruolo di professionista.
Non me ne voglia la Dirigente, che stimo proprio perché si sta battendo per degli obiettivi concreti che si è prefissa e che sono stati elencati in modo chiaro, ma questa immagine mi ha richiamato un po' quella famosa frase tratta dal monologo di Rutger Hauer: “Ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginarvi...”, nel senso che sembra che lei, in questi primi mesi, abbia avuto modo di riscontrare nel nostro Istituto solo cose da
rivedere e/o aggiustare.
  
Non sono ovviamente d'accordo e non trovo neppure corretto che questo sia il messaggio principale che si rischia di diffondere nel territorio: non è corretto per noi docenti ma neppure per i Dirigenti che, negli anni, hanno contribuito a definire un percorso organizzativo ed efficace quando eravamo ancora Direzione Didattica e, in seguito, dal 2012/2013, una volta divenuti Istituto Comprensivo.
Chi mi conosce sa, ad esempio, quanto io abbia da sempre cercato di portare nella scuola idee di confronto, di costruzione, di apertura, di innovazione e di come abbia costantemente collaborato con il Dirigente presente in quel momento, per contribuire a far migliorare l'assetto organizzativo dell'Istituto tutto.
Non mi sono mai opposta al nuovo, anzi: ho sempre cercato di spingermi oltre per i miei alunni ma anche per i colleghi, ai quali ho anche spesso messo a disposizione la mia professionalità mediante la gestione di specifici corsi di formazione.
  
C'è ancora molto da fare? Certo che sì, sono la prima a dirlo, purtroppo!
Parlando di sogni, infatti, il mio è sempre stato quello di poter lavorare in un luogo di apprendimento a “dimensione di bambino/ragazzo”, che potesse darmi l'opportunità di creare quegli ambienti di apprendimento che a volte è difficile, se non impossibile, realizzare soprattutto a causa di problemi non dovuti a noi docenti.
Nonostante tutto questo, sono ancora qui, sono ancora molto carica e piena di stimoli nuovi da trasmettere ai bambini.
Il mio segreto? Mantenere sempre una giusta dose di gioia e di ottimismo nel fare il mio lavoro, sapendo che ogni mia azione, sguardo, parola, ascolto potranno far maturare nei bambini le loro giuste potenzialità, favorendo una crescita serena e volta al rispetto sia verso se stessi che verso il mondo che li circonda.
 
Il nostro Istituto, quindi, più che essere privo di identità, è stato privato di opportunità di crescita collettiva che negli anni si sono presentate ma che, a causa di vincoli organizzativi, non si sono mai potute realizzare.
Auspico, quindi, che con la tenacia e la caparbietà della nuova Dirigente Vecchio, si possano ottenere e raggiungere tutte quelle mete che finalmente permetteranno anche all' Istituto Comprensivo di Roncade e Monastier di concretizzare una didattica maggiormente attiva ed alternativa, collocata all'interno di un vero ”villaggio scuola”, dove ognuno si senta parte attiva e vincente.
    
Paola Carrettin