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Aprile a Strasburgo
  

 29 gennaio 2018


E’ successo nell’aprile dello scorso anno, a Strasburgo.
Una classe terza della scuola media di Roncade, in visita alla sede del parlamento europeo, per combinazione capita in un giorno in cui l’assemblea ha all’ordine del giorno una discussione sulle conseguenze dell’uso distorto di Facebook e dei social network, in particolare in materia di tutela della riservatezza e di misure a contenimento della diffusione di fake news.
Interviene il segretario della Lega, Matteo Salvini, eurodeputato, il quale ritenendo l’argomento non prioritario comincia a consigliare ai colleghi dell’emiciclo di ricorrere ad uno psicanalista.
“Sono deliri, non siete normali. Dovreste essere curati – dice - da un medico bravo”.
Con tutti i problemi che ci sono (disoccupazione, immigrazione eccetera), è il senso, è da folli perdere tempo per chiacchiere sui social.
Salvini lo fa a modo suo, utilizzando termini per i quali viene ripreso dalla presidenza (vedi qui il video dell'intervento) ed invitato a riservare più rispetto per il luogo e per gli altri europarlamentari.
Nel frattempo, però, dal pubblico partono applausi e ad applaudire, riferiscono gli insegnanti che avevano accompagnato la classe, benchè il regolamento lo vieti, ci sono anche gli studenti di Roncade.
I quali poi non avrebbero saputo spiegare esattamente perché. Il tema della seduta non lo avevano neppure memorizzato ma il linguaggio irriverente dell’esponente italiano li aveva stimolati. L’approccio da bar sport al contesto istituzionale elettrizza, genera approvazione.
Ciò che era piaciuto a prescindere agli adolescenti, insomma, erano stati termini e tono, così tanto da non contenere la necessità di liberarsi in applausi pur nell’austerità del cuore della più alta istituzione politica d’Europa.
Nel resoconto scritto che gli insegnanti avevano fatto comporre ai ragazzi a conclusione della gita, che, in più giorni, aveva toccato diversi luoghi di grande interesse artistico e storico dell'Alsazia, i dubbi sono stati pochi. Tre minuti di Salvini erano restati quasi sempre più impressi che non tutto il resto.
  
Mayday

Gianni Favero


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