H-Campus, così non va
   
   
La Commissione Via non è convinta, Donadon minaccia (di nuovo) di andarsene
Troppi rischi di inondazione, progetto da ripresentare fra otto mesi. La Regione: "Le regole sono uguali per tutti"

 
20 aprile 2018

 
L’uomo dell’innovazione si arrabbia. E minaccia di andarsene dal Veneto, portandosi via il pallone.
Parliamo di Riccardo Donadon, naturalmente, fondatore di H-Farm. Che da anni, per altro, è considerato anche un imprenditore vicino al governatore Luca Zaia (il quale, non a caso, a Ca’ Tron ha lanciato le sue ultime due campagne elettorali). Il nodo della vicenda? L’ennesimo impiccio burocratico imposto alla sua ultima creatura, l’«H-Campus», definito dallo stesso Donadon un «grande progetto di formazione da 65 milioni di euro».
È successo questo: che la Commissione regionale per la Valutazione di impatto ambientale (Via) ha stabilito ieri, con undici voti favorevoli e nessuno contrario, che il piano dell’opera deve essere assoggettato ad una verifica più approfondita. E questo significa un tempo tecnico minimo di 240 giorni.
  
E Donadon si è imbufalito: «I mali del nostro Paese — ha detto uscendo dagli uffici regionali assieme ai suoi avvocati — si trovano purtroppo anche nella nostra splendida Regione che non ha saputo in due anni e mezzo, dall’inizio dell’iter, approvare un progetto che vede la realizzazione di una scuola, un polo di formazione unico, in grado di portare cultura, ricchezza e opportunità a tutto il territorio. Prenderemo in considerazione la possibilità di spostare i 65 milioni di investimenti previsti nell’area di Milano».
  
Il «j’accuse» è indirizzato ai labirinti burocratici che, probabilmente, sperava di poter evitare presentando un progetto privo di sbavature e quindi da non dover passare una volta in più ai raggi X «dopo ben 25 pareri, sette dal solo Genio Civile». «Comprendo la sua amarezza — replica a stretto giro l’assessore alla pianificazione territoriale, Cristiano Corazzari — perché il progetto è sicuramente molto interessante. Ma se ci sono aspetti ambientali giudicati da una commissione tecnica che si muove all’interno di leggi precise non c’è discrezionalità, le norme sono uguali per tutti. Non posso criticare l’operato della Regione, è stato fatto tutto il necessario nella massima velocità».
 
Ma quali sono i nodi del progetto che hanno indotto la Commissione ad esigere approfondimenti? Le fragilità sono grosso modo le stesse emerse con la Valutazione ambientale e strategica (Vas), la primavera dello scorso anno, in primis la sicurezza idraulica. La zona di Ca’ Tron su cui dovrebbero essere realizzati aule, sale, alloggi, punti ristoro eccetera, cioè, reca un rischio di inondazione troppo elevato. Accettabile se rimanesse, come oggi, area agricola, improponibile se in essa giungono per vivere e lavorare dalle due alle tremila persone. Il settore di tenuta in cui opera H-Farm ha registrato inondazioni frequenti. Nel 1966, quando l’alluvione storica toccò mezzo Veneto, ma anche nel 1986, quando quasi nessuno se ne accorse.
 
Ma non sono gli unici motivi di perplessità. Le relazioni del genio Civile pare contengano delle sviste (refusi?) nella descrizione del comportamento di alcune falde sotterranee, dei consulenti di H-Farm sembra abbiano parlato del contesto ambientale affermando che il Sile non ha affluenti quando, solo un chilometro più a monte, riceve le acque del Musestre. Solo ingenuità, forse, ma interpretate come segnali di un’analisi eseguita in modo sommario. Da rifare, insomma. Bisogna tornare alla Commissione fra otto mesi. Nulla di impossibile ma di certo abbastanza per rimettere in discussione il progetto industriale e dunque anche gli equilibri finanziari.
 
E ripresentarsi alla Via spaventa Donadon il quale prevede che «probabilmente sarà un nuovo inutile balletto». «Noi contiamo anche sull’indotto economico collegato alla scuola — ha detto il sindaco, Pieranna Zottarelli — e toccherà aspettare. Donadon minaccia di andarsene a Milano? Lo aveva già fatto una volta parlando di Cortina...».
  
Gianni Favero - da "Corriere del Veneto" del 20 aprile 2018
    
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