Gentile direttore,
Le scrivo in merito alla polemica da lei innescata in ordine alla celebrazione del 25
aprile a Roncade, sia sul suo sito,
sia sulla stampa, solo perché abbiamo deciso di celebrarla il 29 aprile, prima della
seduta del consiglio comunale. Poiché credo nel valore unificante dei principi posti a
base della lotta di Liberazione, considero grave che lei abbia voluto costruire ad arte un
casus belli per creare divisioni ed alimentare polemiche, sfruttando anche la sua
professione di giornalista, per il solo fine di attaccare lamministrazione comunale
di Roncade anche sui media.
Come lei, anchio ho preso parte alla celebrazione del 29 aprile scorso per
lAnniversario del 25 aprile, e prima ancora sono stata altresì testimone della
risposta da Lei avuta dal nostro Sindaco, che non ha in alcun modo motivato lo spostamento
della cerimonia al venerdì con lassenza degli amministratori nella giornata di
lunedì, ma con lopportunità, visto che il 25 aprile questanno coincideva con
le festività pasquali, di spostare la cerimonia ad altro giorno vicino, come accade
talora anche per il 4 novembre, tenuto anche conto della coincidente convocazione del
consiglio comunale, per favorire la più ampia partecipazione possibile della
cittadinanza, così come infatti è stato. Si è trattato di una scelta ispirata dal buon
senso, nulla più, e come tale ben compresa dai nostri concittadini. Del resto, anche
altri Comuni, hanno deciso nello stesso modo, come Silea che ha celebrato il 25 aprile lo
scorso sabato 30 aprile.
Alla cerimonia di venerdì 29 scorso, di deposizione della corona dinnanzi alla lapide che
ricorda il sacrificio dei tre giovani uccisi a Roncade nel novembre 1944, così come in
Sala Consiliare, dove è stata data lettura anche dellintervento del presidente
Napolitano, hanno presenziato numerosi e partecipi, oltre alla maggioranza degli
amministratori, cittadini, rappresentanti delle Associazioni darma e non,
rappresentanti delle scuole, dirigenti Scolastici e la rappresentante del Consiglio
Comunale dei Ragazzi. In particolare ci hanno onorato della loro presenza i figli
Gabriella e Sergio ed il nipote di Francesco Cannella, uno dei tre giovani uccisi a
Roncade in quei giorni bui. Il compiacimento ed il positivo riscontro di chi ha
partecipato, così come i ringraziamenti rivolti al Sindaco per le sue parole e per la sua
giusta condanna del vile gesto vandalico di chi lunedì 25 scorso ha rotto il vaso e
gettato i fiori deposti da alcuni cittadini in omaggio sotto la lapide dei Martiri per la
Libertà, sono certo più veri, proprio perché disinteressati, dei tentativi di chi
desidera viceversa agire esclusivamente per creare divisioni, disinformando e purtroppo
anche offendendo come Lei ha fatto, i presenti.
Nessuno di noi infatti, venerdì era lì per obbligo e tanto meno per porre in essere un
succedaneo di commemorazione o addirittura per mancare di rispetto alla memoria dei caduti
per la liberazione dalloccupazione nazi-fascista.
Distinti salutiPieranna Zottarelli
(Assessore al Bilancio)
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| 2 maggio 2011 Gentile assessore,
credo che sia Lei, in questo caso, a non avere le dovute
informazioni e mi sento sbalordito nell'essere accusato di lavorare per "costruire
casus belli". Per quale ragione poi non si comprende, dato che non è affatto
divertente.
La mattina di venerdì 29 aprile sono stato raggiunto da
due telefonate e da una visita a casa mia, prima delle 9,30, da parte di iscritti all'Anpi
di Treviso e Roncade per chiedermi se avessi informazioni in merito alla iniziativa, che
ignoravo del tutto. In qualità di giornalista sono stato invitato ad occuparmene ed è
ciò che ritengo essere il mio dovere.
"Sfruttare" la mia professione mi sembra un'espressione infelice quanto
approssimata, e mi sorprendo che Lei usi questo linguaggio.
Detto questo, subito dopo la segnalazione di venerdì
mattina ho compiuto le operazioni corrette e normali per un giornalista, cioè verificare
l'informazione da due punti di vista diversi.
Prima ho chiamato il sindaco, che mi ha dato quella spiegazione - riportata testualmentre
e ad oggi non smentita - e poi il presidente Anpi, Umberto Lorenzoni.
Quindi ho messo assieme le due posizioni.
Nel mio sito mi sono anche permesso di adoperare quel diritto di critica che le leggi
sulla stampa mi riconoscono.
Il mio punto di vista è che nessuno si sognerebbe di
spostare il Natale al 29 dicembre e per chi, come me, ha per vangelo la Costituzione lo
slittamento del 25 aprile è stato fastidioso. Il 25 aprile è il Natale della Repubblica
e della democrazia.
Faccio anche presente che il 4 novembre, a differenza del
25 aprile, non è un giorno festivo, quindi anche il parallelismo da lei citato, in tutta
evidenza, non regge.
Nel take di agenzia ho anche dato conto della notizia del gesto vandalico data dal sindaco
nel corso della cerimonia alla quale ho partecipato (notizia quindi ripresa, grazie a quel
take, dal Gazzettino).
Quindi la completezza dell'informazione è stata più che compiuta.
Se vuole aggiungiamo le fotografie dell'evento riportate nella home page di
Roncade.it dopo poche ore (non mi sembra ci siano ancora nel sito del
Comune).
Per il resto, mi chiedo - ma davvero, un giorno qualcuno me
lo dovrà pure spiegare, dato che è un ritornello che dura da dieci anni - che tipo di
interesse dovrei mai avere nell'attaccare questa amministrazione.
Ha qualche ipotesi di risposta?
Ho uno zio vicesindaco che stimo e con il quale ho un ottimo rapporto, Le pare che
andrei in cerca di metterlo in difficoltà così, gratuitamente?
Pensa che io voglia mettermi a far politica?
O che sia pagato dall'opposizione o che, almeno, riceva il suo affetto?
Chi dovrei cercare di dividere da chi?
Me lo spieghi Lei, se è davvero quella persona moderata e lucida che ho sempre pensato
Lei sia.
Dire ad un giornalista che fa disinformazione è come accusare un oculista di
accecare i pazienti perciò, ripeto, Lei mi ferisce e mi sbalordisce.
Se è solo perchè ogni punto di vista incongruente con
quello del sindaco viene in automatico etichettato come "polemica", si sarà
resa conto da sola che questo rientra in un modus di approccio al confronto tutto
rubinatesco, perennemente sulla difensiva, come ci fosse un accerchiamento continuo di
ribelli al palazzo.
Un modus che, purtroppo, vista la sua lettera, mi sembra pure contagioso, a meno di
- oso sommessamente ipotizzare - fenomeni di ventriloquismo per i quali pagano i volontari
incolpevoli che vi si prestano.
Tornando a noi, se Lei crede che io abbia disinformato ed offeso, La invito - anzi, La
prego - di rivolgersi all'Ordine dei Giornalisti
per scritto.
Attendo e spero di dover rispondere al mio Ordine professionale di quanto ho pubblicato.
Vada pure fino in fondo, ne ha il diritto.
Le ricordo poi che per le offese ed eventuali diffamazioni può attivare la magistratura,
i reati a mezzo stampa sono previsti dal Codice Penale italiano.
E, se può, legga con attenzione ciò che io ho scritto: le parole del sindaco sono
riportate correttamente, io non ho mai parlato di "mancanza di rispetto" per i
caduti e confermo una mia opinione - ma in Italia c'è libertà di opinione grazie anche a
quei tre sfortunati ragazzi uccisi l'11 novembre del 1944 - secondo la quale quella di
venerdì è stata un "succedaneo di commemorazione". Rusalen, Martini e Canella
(che si scrive con una enne sola) meritano di più.
Le pare intelligente inserire un evento pubblico in orario
di lavoro?
Su quale criterio di ragionevolezza si sente di sostenerlo?
La "più ampia partecipazione" di cittadini si è tradotta in 21 persone
(per quattro quinti pensionati) al netto, naturalmente, di associazioni, vigili urbani,
Avis, Aido, carabinieri in pensione e rappresentati del Comune.
Dov'è la notizia sbagliata?
Basta scrivere qualcosa che irrita per fare disinformazione?
Le viene in mente a quale personaggio politico vivente conduce, per analogia,
questo modo di interpretare la funzione della stampa?
In ogni caso quello che penso sono abituato a firmarlo -
anche ciò che ho detto a Silvano Piazza per il suo 30 aprile l'ho firmato - e, come vede,
non mi nascondo mai.
Distinti saluti.
Gianni
Favero
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