| Fra un mese o
poco più sarà il 17 marzo, giovedì, data stabilita per celebrare il 150° anniversario
dell'Unità d'Italia. Il tema, come noto
dalle cronache, è stato l'occasione per dividere l'opinione dei cittadini, in particolare
quelli del Nordest, sull'opportunità o meno di aderire alle celebrazioni.
Opportunità di carattere economico, ad esempio, dato il
rischio di perdere, con la festività infrasettimanale, un giorno di produzione
industriale e di patire le conseguenze che possono derivare dall'abitudine molto italiana
di sfruttare strategicamente una data festiva straordinaria per fare "ponte".
Per lo stesso motivo, al contrario, gli operatori turistici si sono detti
soddisfatti della scelta, essendo il 2011 un anno di per sè povero di simili opportunità
(il 25 aprile è anche Pasquetta, il 1 maggio è domenica, etc.).
Le ragioni prevalenti della discussione, però, hanno
matrice politica e sono innescate in prevalenza dalla Lega, sia pure con punti di vista
differenziati. Si va da chi rigetta l'appartenenza "sentimentale" dei veneti
all'Italia unita a chi, semplicemente, ricorda che il Veneto fu annesso alla nazione solo
cinque anni più tardi, nel 1866, e che quindi per festeggiare casomai si dovrà attendere
il 2016 (ragionamento, in realtà, di respiro corto in quanto trascura il valore simbolico
della ricorrenza. Per capirci, neanche Gesù Cristo nacque veramente il 25 dicembre
dell'anno 1 avanti Cristo eppure per tutti il 25 dicembre è Natale).
Al di là di tutti i ragionamenti, approfittiamo della
quiete di temi roncadesi che c'è in questo periodo per testare il "comune
sentire" dei nostri concittadini attraverso un sintetico questionario. Le risposte
possibili sono al massimo due.
Chi volesse farci pervenire proprie considerazioni e condividerle con i lettori può
sempre farlo all'indirizzo e-mail redazione@roncade.it.
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