Entro il 16 marzo
Roncade presenterà le osservazioni contrarie al progetto preliminare firmato da RFI (Rete
Ferroviaria Italiana) per il tratto Tav che riguarda il comune, unico interessato nel
trevigiano.
Nel centro sociale di Ca Tron, allincontro di oggi promosso dal Comune
per presentare il piano Rfi, il coro dei dissensi è stato unanime.Tramontato pare definitivamente il tracciato proposto dalla Regione
che avrebbe lambito le spiagge, il progetto RFI è più lineare, ma non costeggia
lautostrada VE-TS, andando a interessare comunque in parte la gronda lagunare.
Lopera ha ricevuto il primo parere
negativo dalla commissione Stato Regioni e anche tra Provincia di Venezia e Regione non
cé sintonia di intenti, ma Simonetta Rubinato e la sua giunta, non ancora
interpellati direttamente dagli enti preposti, attendono ancora lumi e meditano di
proporre lo stralcio dellattuale progetto per la terza corsia autostradale,
consigliando un tracciato organizzato per la realizzazione in contemporanea della Tav.
Sarà unipotesi di difficile attuazione premettono perché
comporterebbe la rinuncia di finanziamenti già ottenuti e un forte ritardo rispetto alle
regioni confinanti. Lattuale piano di FRI è però inaccettabile per il nostro
territorio, che verrebbe deturpato da una massicciata larga dai 20 ai 30 metri e alta dai
4 ai 13 metri. Roncade ha vocazione turistica e di ricerca, e il tracciato taglierebbe
quasi a metà il più esteso piano campagna del nord Italia.
Il riferimento è alla tenuta di Ca Tron, per ora di
proprietà della Fondazione Cassamarca, 1100 ettari intatti che verrebbero attraversati da
circa tre chilometri di tracciato Tav.
Sono una trentina gli ettari ai quali Fondazione dovrebbe rinunciare, tenendo conto delle
fasce di rispetto di 75 metri, ma sono più di cinque i chilometri di strada ferrata con
sistema AV/AC (Alta Velocità e Alta Capacità) che attraverserebbero il comune di
Roncade. Per quasi due chilometri verrebbero espropriati anche terreni di privati e il
tracciato lambirebbe il centro della frazione di CaTron. Il progresso non si
deve fermare avverte il sindaco -, ma noi siamo disposti a sacrificare il
territorio solo se ne vale davvero la pena. Ad ogni modo quello della Tav è un percorso
di realizzazione lento, siamo in fase estremamente preliminare. Per vedere qualcosa
dovremo attendere più di dieci anni. Nel frattempo i cittadini non devono essere presi in
giro e devono poter partecipare alle scelte in nome del futuro dei loro figli.
Questa è la tratta meno prioritaria per numero di
passeggeri e snodi fondamentali ricorda Rubinato con lassessore Guido Geromel
e sarebbe interessata soprattutto da traffico merci. Perciò lauspicio è che
in Regione si accorgano che linvestimento non è supportato da un effettivo
beneficio e che si possa in alternativa potenziare invece la SFMR, cioè la metropolitana
di superficie. Opere del genere dovrebbero comunque avere alle spalle grandi strategie
dinsieme e non risultare fini a se stesse.
Maurizio Bellato della Legambiente nord orientale -
presente allincontro - annuncia una manifestazione contro la Tav a San Donà di
Piave per il 4 febbraio prossimo (perché i cittadini non rimangano alloscuro
come durante la progettazione della terza corsia è il commento condiviso da alcuni
residenti) e commenta come Chisso e i suoi pare abbiano una visione dinsieme miope,
che non considera lo sviluppo della realtà nei prossimi 100 anni. Il compito delle
Amministrazioni devessere quello di smontare il progetto Rfi, sedersi ad un tavolo e
ripensarlo, altrimenti nascerebbe assurdo, costosissimo e già obsoleto.
Aldina
Vincenzi
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