| Egr. Sig. Dino
Lorenzon, ho letto con molto interesse il suo
percorso storico urbanistico
della Roncade post bellica fino ai nostri giorni e credo sia degno di nota e soprattutto
motivo di riflessione per tanti che lhanno amministrata e la amministrano.
Gli spunti sono certamente numerosi a partire da quel grave
errore che fu fatto, a mio modesto parere e da profano urbanista, nel lontano 1962, anno
in cui chi amministrava scelse di tagliare in due il paese di Roncade.
| Quale fosse lo scopo di tale scelta magari
rispetto ad altre proposte non lo so. Probabilmente un tempo si discuteva di far passare
il traffico per il centro perché avrebbe portato benessere per il capoluogo. Comunque sia a distanza di più di 40 anni lopera di via Vivaldi ha
segnato in via definitiva il nostro presente. |

|
Oggi è la principale arteria del territorio
roncadese attraversata da traffico pesante e veicoli leggeri: i più rumorosi ed
inquinanti. 50 anni fa chi la pensò e soprattutto chi diede il via ai lavori non poteva
immaginare che un giorno ogni famiglia potesse avere più di unauto e lo sviluppo
economico avrebbe richiesto una tale mole di mezzi per il trasporto delle merci.
Sta di fatto che è stato cancellato un pezzo della nostra storia, tolta una piazza
che era il vero centro cittadino, il simbolo di un paese, il trait dunion tra le
storiche ville venete, i porticati, il Castello e la Chiesa.
E stato fatto qualcosa per migliorare questo? Certo,
altroché, come lei ricorda per spostare il centro di Roncade da Piazza 1° Maggio verso
il Municipio è stato semplicemente fatto un PIRUEA per avere in cambio La
Piazza; che questo implicasse una costruzione molto invasiva (fu concessa la
costruzione degli attici se non ricordo male) e per di più in mezzo a tre ville credo
poco importi, tantomeno ai cittadini visto il voto che hanno espresso.
A rivedere le immagini storiche degli anni 40, non
sarebbe servita certamente quella strada (o almeno non là dove è stata fatta) che ha
definitivamente lacerato il territorio, uno stile di vita e soprattutto, vincolato le
generazioni future sui possibili interventi. Quella
piazza era bella così comera. I benefici, se vi sono stati in questi
anni, è argomento che lascerei esprime ai cittadini che lo hanno vissuto e lo stanno
vivendo. Certo è che se da anni si discute di spostare il traffico pesante dal centro
cittadino, forse, una parte della risposta ce labbiamo già. Se si potesse trovare
unalternativa al traffico pesante e ci fossero le coperture finanziarie sarebbe
bello ripensare alla vecchia piazza ed evitarci definitivamente limbarazzo di una rotonda
fagiolo come unico strumento di giunzione di qualcosa che non doveva essere
unito. Ma queste sono probabilmente solo chimere.
In merito alla sua preoccupazione, sul modo di operare di
questa amministrazione di condividere idee con i cittadini e dire che sono i cittadini
stessi che hanno voluto o meno una determinata opera urbanistica, utilizzando lo strumento
della politica diffusa o della politica compartecipata, è
consuetudine.
Tale strumento da lapparenza a chi è coinvolto di essere lui che decide e
allamministrazione di poter dire che sono stati i cittadini a volerlo. Pensi, in
questo modo diventano idee dei cittadini incontestabili da parete degli stessi e da chi
siede nei banchi dellopposizione. Se per di più ai cittadini non lo dice il Sig.
Sindaco ma lOnorevole, figuriamoci! Volete mettere la sua credibilità!
Un esempio tra tutti lo è stato lambizioso progetto PASES (Piano
Strategico per lo sviluppo economico e sostenibile) calato in uno studio specifico che
coinvolge vari ambiti e settori del nostro territorio con cittadini e portatori
dinteresse. Lobiettivo era quello di capire cosa fare da parte
dellamministrazione per dare sviluppo al territorio.
Nel 2006, la consulenza per il progetto da parte del dott. Matteo Caroli, docente
delluniversità Luiss di Roma (ma possibile che lunico cervello in grado di
fare questo progetto fosse da Roma! Qualcuno a KM 0 non ce lavevamo?) ci è costata
22.000,00 euro. Se sono tanti o pochi non lo so, ma dipende sempre dai risultati. In tempi
di crisi come ora magari possono sembrare uno sproposito. Le domande a questo punto sono
dobbligo: che fine ha fatto quello studio? E soprattutto, che cosa intende farne
lamministrazione? E come è stato calato nel territorio?
Sono domande alle quali non so rispondere, tranne la prima,
perché lo studio è pubblicato sul sito del Comune di Roncade dal 2008 data entro la
quale contrattualmente era previsto che fosse portato a termine. Per il resto ho fatto
richiesta di chiarimenti con risposta scritta per il prossimo Consiglio Comunale che si
terrà mercoledì 3 agosto 2011
Sig. Lorenzon, la invito pertanto a recarsi al prossimo consiglio Comunale per sapere del
futuro del nostro territorio, magari scopriremo cose che ci consentiranno di scrivere una
nuova pagina urbanistica della Città di Roncade.
Non si preoccupi se quella sera sentirà una litania che
è colpa del governo che continua a fare tagli (cosa ormai assodata da anni) e
non ci consente di operare, nonché avviare il PASES
è normalità. Va detto però
che per misurare il reale stato di crisi delle casse comunali lamministrazione ha
messo a disposizione di tutti i Cittadini di Roncade il termometro di
bilancio. Si trova sotto i portici di Roncade e per questioni di spazio gli hanno
assegnato un luogo e un nome Roncade Informa. Sì, proprio per tenerci
informati su come vanno le finanze locali.
I cittadini di Roncade hanno speso di tasca propria circa
12.000,00 euro per linstallazione già alcuni anni fa e più di 7.000,00 euro per
ogni anno di attività (12 mensilità X 500,00 mese + spese luce, acqua, gas).
E uno strumento attendibilissimo e invito tutti nel caso qualcuno vi dica che
mancano i soldi per una opera a verificare se è o meno presente. Se è presente, non vi
preoccupate, potete chiedere!
Un saluto.
Consigliere Comunale
Roberto Silvestri
|