| Serata
climaticamente accettabile, partecipazione robusta di pubblico - storicamente sempre
comunque diviso fra le due sponde - e grande spiegamento di effetti pirotecnici che hanno
conferito un'inedita dignità scenografica al vecchio ponte di ferro. Il panevin di mercoledì sera fra Musestre e Quarto
d'Altino merita la promozione ed un riconoscimento per lo sforzo fatto dagli
organizzatori. Le domande del giorno dopo, tuttavia, non mancano e puntano sostanzialmente
su alcune "sbavature" che con minimo impegno potrebbero essere evitate.
Una e-mail indirizzata alla nostra redazione recita:
"...ottima organizzazione... solo due cose fuori luogo ..le musiche di
contorno e la predica del parroco anzi l'anatema del parroco!!!
Tra l'altro la tradizione del Panevin fonda le sue radici nel lontano periodo celtico e
serviva per evocare il ritorno del sole sulla terra, cioè l'allungarsi delle giornate che
inizia dal solstizio d'inverno". http://www.youtube.com/user/domenicoguizza
Il testo, benché sintetico, pone l'accento in effetti su
alcuni aspetti senza dubbio stonati o incongrui.
Primo: i Queen cosa c'entrano? Che attinenza hanno canzoni
come "We are the champions" o "Radio Gaga" con una festa che più
locale di così - nel senso di strettamente veneta e confinata alla pianura - non può
essere?
Inutile americanata, come quella che sta trasformando la festa di Ognissanti nelle
stregonesche allucinazioni di Halloween.
Secondo: giustamente il lettore fa notare che il ridondante
speaker di tutto ha parlato fuorchè della interpretazione più autentica ed
antropologicamente riconosciuta del motivo dell'accensione dei fuochi in questa parte
dell'anno. Il 6 gennaio anticamente coincideva con il solstizio d'inverno, quindi con la
data a partire dalla quale la luce comincia a riguadagnare spazio sull'oscurità. Il fuoco
è dunque la celebrazione del ritorno della luce.
Significato antichissimo, pagano, secondo alcuni preromano e dunque precristiano.
Il cristianesimo, solo molti secoli dopo, ha inserito in un calendario non suo la storia -
peraltro anche questa controversa - dei re magi.
I quali non c'entrano nulla con il panevin, con befane e roghi di fantocci.
(Ci sarebbe casomai da chiedersi che messaggio educativo possa esserci dietro la
distruzione fra le fiamme di una figura con sembianze umane, ma è meglio semplificare e
lasciar stare)
Terzo: ammesso (e, per quanto appena detto, non concesso)
che un panevin sia in sintonia con un intervento di autorità religiose, perchè i
convenuti di fede cristiana devono sentirsi apostrofare come gente che "se la fa
sotto" da un Savonarola microfonato sulla sponda di un fiume placido, in una serata
tanto serena?
Forse che l'aspettativa di una pira da incendiare evoca rigurgiti da Santa
Inquisizione?
L'anno prossimo ne riparliamo.
Roncade.it |