| Ventisette anni
fa, il 4 aprile del 1984, all'età di 57 anni, moriva un concittadino d'adozione fra i
più controversi nella storia di Roncade, Attilio Marzollo, veneziano, agente di cambio e
bancarottiere italiano fra i più clamorosi. La
truffa messa in campo, per un valore quantificato all'epoca di circa 50 miliardi di lire,
fu sostanzialmente costruita sull'inefficienza del sistema bancario.
Negli anni di Marzollo la circolazione dei titoli era interamente sostenuta su
certificati delle società emittenti che impiegavano anche molte settimane per arrivare a
destinazione.
| In questo modo era possibile, per l'agente di
cambio al quale l'acquirente si appoggiava - per il tramite di una banca - rilasciare
documenti in cui si assicurava che, in un momento successivo ma non meglio specificato, i
titoli sarebbero stati recapitati. E'
bastato insomma, per il megaraggiro di cui stiamo parlando, frapporre qualche funzionario
di banca compiacente per distribuire una quantità impressionante di certificati fasulli.
Nel caso di Marzollo (nella foto con la moglie, Ursula Funk) i soggetti utili allo scopo
furono individuati nel Banco San Marco. I titoli, così, entrarono in circolo ma, grazie
alla lungaggine della loro gestione, furono strumenti di transazioni su valori puramente
fittizi, dato che non c'era alcun valore reale a sostenerli.
La bolla scoppiò molto tempo dopo, abbastanza, per il finanziere veneziano, per
accumulare una fortuna enorme ai danni di risparmiatori inconsapevoli.
Di Attilio Marzollo a Roncade rimane il dono di un ponte pedonale sul Musestre, di
fronte alla scuola materna parrocchiale, con tanto di targa a ricordo del benefattore. |

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Per un suo ricordo riportiamo il profilo
tratto da Bruno Lorenzon nella sua "Galleria Roncadese" pubblicata dieci anni
fa.
Lesistenza di Attilio Marzollo si concluse nel 1984, ma la sua avventura di
finanziere era terminata molto prima, esattamente il 4 novembre del 71, quando il
commissario della Squadra Mobile veneziana Salvatore Barba lo acciuffò in Germania, dove
si era rifugiato per sfuggire alla galera. Il 25 gennaio dellanno dopo fu estradato
in Italia e rinchiuso nel carcere di Santa Maria Maggiore in attesa del processo di primo
grado che ebbe inizio il 4 aprile 1974.
Ma chi era veramente Attilio Marzollo e di che cosa era accusato? Rampollo dotato di una
famiglia bene di Venezia, accasato a Roncade in una bella villa appena fuori del centro,
modi signorili, parlantina sciolta, si prestava come agente di Borsa garantendo guadagni
straordinari ai numerosi risparmiatori che gli affidavano pacchetti di denaro da investire
in operazioni più o meno spregiudicate. "Per me, quando la Borsa sale cè il
sole in cielo; quando cala è un giorno di pioggia. Sarà una malattia, ma la Borsa ce
lho nel sangue." Così dichiarò ai giudici, quando fu chiamato a rispondere di
una sfilza di reati che andavano dalla bancarotta alla truffa, alla sottrazione di titoli
(una parte dellingente capitale risultò poi depositato presso banche svizzere).
Prima di allora, molti (anche a Roncade) lo consideravano un mago della finanza.
Ma le sue arti di prestigiatore, per quanto sorrette da una rete di funzionari di
banca compiacenti che gli garantivano la copertura dei titoli mediante lettere di
accredito "sulla fiducia" si scontrarono con la richiesta del Banco di Sicilia
che, subodorando la gabbatura, nel giugno del 71 gli impose di rientrare dallo
scoperto; fu il classico sasso che, staccandosi dalla vetta, si trasformò in una
colossale frana. Infatti non gli riuscì di ottenere ulteriori garanzie ed anzi tentò di
vendere titoli inesistenti; pressato dai creditori, Marzollo riparò allestero.
I giudici lo condannarono con sentenza di primo grado a 9 anni di reclusione (pene minori
vennero comminate ad alcuni funzionari e impiegati di banca, giudicati responsabili di
falso e truffa) mentre nel successivo grado di giudizio la pena fu ridotta a otto anni. In
realtà rimase in cella per un periodo molto più breve; ne uscì nel 77 e si
ricostruì in qualche modo una vita, tornando a fornire consulenze finanziarie basate su
unesperienza personale non condivisibile ma certamente straordinaria.
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