Le cause del
fenomeno dovrebbero essere studiate.
Rimane il fatto che il marmo, per quanto rigido, sottoposto a sollecitazioni tende
ad espandersi, e se è inserito in un foro dagli spigoli meno elastici si gonfia al
centro, come una torta margherita in forno dentro una casseruola.
Rimane anche il fatto che ogni materiale soggetto a pressioni uguali e contrarie si
deforma ma solo fino ad un certo punto. Poi si spezza come un guscio di noce stretto da
una pinza, oppure rompe i vincoli che lo contengono o lo trattengono.Tutto questo per dire cosa sta succedendo e cosa potrebbe accadere
alle lapidi dei religiosi ai lati del portico che immette nella cappella del cimitero di
Roncade.
Le più alte, che sono quelle ancora disabitate, sono le più pericolose.
Considerando che la loro dimensione è di 205 per 63 centimetri, per uno spessore di due,
valutando un peso specifico del marmo (minimo) di 2.500 chilogrammi per metro cubo, vuol
dire che ciascuna di esse pesa almeno 65 kg.
| Se se ne stacca una attaccata a due metri dal
suolo - considerato che, data la larghezza del passaggio, chi entra nella chiesetta può
facilmente trovarsi nell'arco di parabola della caduta - è altrettanto facile che
l'interessato si trovi nel luogo giusto per la sua nuova condizione. |

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Ucciso da anonima quanto attualmente inutile
lastra pericolante, lasciata nella sua minacciosa posizione da tutt'altro che anonimi
responsabili della pubblica incolumità.
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Per niente ignari del problema, va anche
detto, visto che qualcuno ha pur provveduto a ridurre il rischio. Martellando nelle
fessure fra marmo e cemento due cunei di legno, buoni al massimo da far da fermaporte. |
Un qualsiasi avvocato ci spiegherebbe che,
in caso di incidenti, il reato colposo (lesioni se non qualcosa di peggio) sarebbe
aggravato dall'accettazione del dolo eventuale.
In conclusione, non dovrebbe essere un sito web privato ad avvisare il pubblico del
pericolo ed a consigliare i fedeli, se proprio fosse irrinunciabile andare a messa in
quella chiesa, di passare in fretta camminando al centro del corridoio.
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