Sono stati
eseguiti degli studi negli anni scorsi, di cui esistono in Comune a Roncade le tavole del
piano idraulico (Tpi), riguardanti il sistema di canalizzazioni per l'irrigazione ed il
deflusso delle acque.
Sarebbe importante, senza fare dell'ingiustificato allarme, avvisare la
cittadinanza - soprattutto coloro che usano l'acqua per l'irrigazione, le serre e gli orti
- che, se nel fiume Musestre la flora è scomparsa, esiste la possibilità, che
nell'utilizzo della medesima si possa incorrere nella bruciatura dei raccolti, oltre che
nell'inquinamento con sostanze che inevitabilmente entrerebbero nel ciclo alimentare.
Prevenire è meglio che curare.Gli
scoli sono parecchi, partono tutti - tranne la Pentia - dalla sponda sinistra del fiume,
si estendono verso est, alimentando una fitta rete di fossati che interessa un'area di
circa 22 kmq, cioè una fetta consistente di territorio fertile.
Quelli principali sono: la Fusana, la Varnazza, la Piovega,
il S. Giovanni, mentre altri sono più a nord, sfociano alcuni sul fiume Vallio, (anche
questo inquinato) altri sul Sile, portando con loro il carico inquinante.
In quanto all' ARPAV, nutro una certa diffidenza. Mi viene in mente il caso De Longhi,
dove vennero bruciati quintali di sostanze plastiche, polistirolo, tetti in eternit, per
questi non esisteva, l'inquinamento da diossina
....
Sarà ma non ci credo come penso e proporrò al
comitato, di autofinanziarci e optare per un laboratorio indipendente, giusto per fare
delle comparazioni, delle acque e dei fanghi e, se riusciremo a prendere qualche pesce, lo
stato di salute.
Giuseppino
Gambirasi |