Egregio
direttore, voglio approfittare di questo spazio per mettere in evidenza il grave problema
del dissesto ambientale in atto nel nostro territorio.
In quanto appassionato osservatore del paesaggio noto mio malgrado continui interventi di
trasformazione talvolta esagerati come quello che si è perpetrato su un un'area vicino al
confine del comune di Roncade, in via Claudia Augusta, a sud di via Belvedere, in comune
di Silea.
Un'area che in antichità ha visto il transito delle glorie di Roma, che nel recente
passato è stata oggetto di scempio con cave e discariche pressoché incontrollate, è
ancora ai nostri giorni interessata da inesorabili stravolgimenti.
Cosa racconteremo ai nostri figlio e nipoti quando faremo vedere l'antico percorso della
Claudia Augusta che un tempo sovrastava la campagna e che ora è pervasa da gobbe e cumuli
insalubri?
So quanto le amministrazioni locali siano sensibili sul tema ambientale. Evidentemente
queste concessioni (di competenza regionale), passano sopra la testa degli amministratori
e soprattutto della cittadinanza. E i piani urbanistici, che con due pesi e due misure,
limitano al cittadino un piccolo ampliamento della propria casa, e permettono ad altri,
sebbene in deroga, di realizzare cumuli alti come un palazzo a 3 piani modificando in modo
perpetuo il paesaggio.
La discarica per rifiuti non pericolosi (ex 2 B) ubicata in Comune di Silea (TV) in Via
Claudia Augusta, denominata Co.Ve.Ri. S.c.a.r.l con DGR nr. 1939 del 30/06/2009, è ormai
in fase di completamento, ma cosa ci è costata in termini di ambiente e paesaggio?
Chi mai risarcirà uno stupro ambientale simile? Interrogazioni, ricorsi al TAR e al CS,
opposizioni, articoli sui giornali, sono ormai lettera morta. Ci rimane questa eredità
che non sembra avere responsabili.
Eppure i responsabili ci sono e
meriterebbero essere citati, magari su un cartello in bella vista, come quei due del
percorso "bici in vacanza, tra acque e ville del trevigiano 1^ tappa", posti nei
pressi dell'ingresso alla discarica, icone paradossali quanto ambigui mezzi di propaganda.
Saluti
Silvano Cervellin
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