| Pace fatta fra
Nicola Di Santo e Claudio Bin, rispettivamente presidenti della Bcc Credito
trevigiano, di Vedelago, ed ex presidente di Bcc Monastier e del Sile,
di Monastier. Pace fatta, con la remissione
delle querele che i due si erano scambiati, e pietra tombale su una vicenda giudiziaria che avrebbe espresso nel suo
percorso elementi collaterali per molti aspetti più densi di contenuto del puro litigio
fra i due.
Chiarisce tutto, dunque, nel gioco delle opportunità, un passaggio della nota congiunta
che i due hanno diffuso ieri per annunciare la chiusura della vertenza senza vittime né
prigionieri. Prioritario rispetto a tutte le singole dispute e legittime aspirazioni
e reciproche pretese si legge - è la tutela del bene comune del credito
cooperativo, e questo criterio ci ha guidato nella ricerca di una soluzione condivisa,
facendo prevalere il buon senso di autentici cooperatori: in altre parole ha vinto la
cooperazione di credito.
I fatti sono in sé piuttosto confusi e poco interessanti.
Si parte da un prestito concesso nel 2010 dalla Bcc di Di Santo all'azienda che faceva
capo alla madre di Bin, una sigla dell'abbigliamento di San Biagio di Callalta che si
chiama Arbi, e che ad un certo punto si incagliò, determinando la reazione in
sede legale del presidente di Vedelago. L'evento, però, ebbe come conseguenza la
diffusione di informazioni su certe presunte opache operazioni societarie di Bin che
furono la causa, a dire di quest'ultimo, della decisione dei consiglieri di Monastier di
costringerlo, con una sfiducia formale, a lasciare la carica di presidente. Cosa di cui,
perciò, Bin chiese i danni a Di Santo attraverso una partita di carte bollate.
La battaglia, dall'esito incerto e sicuramente con un lungo
decorso, tuttavia, non ci sarà. Non ci saranno discussioni, in particolare, su una ricca
memoria di 57 pagine prodotta dal difensore di Di Santo, Antonio Franchini, ed in cui si
analizzano in profondità le mosse operate da Bin per scongiurare il default dell'azienda
di famiglia, così come il ruolo di un altro ex della Bcc di Monastier, il direttore
Michele Baseggio, pensionato silenziosamente subito dopo la destituzione del suo
presidente.
Acqua passata. Nell'attestato di pace di ieri, Di Santo e Bin giurano che la
stima reciproca rimane immutata. |