I
100 milioni di euro che il governo aveva garantito con la finanziaria del 2008 per la
realizzazione del secondo stralcio del Sistema metropolitano ferroviario regionale (Sfmr)
del Veneto non ci sono più.
Lo si apprende, nero su bianco, nella risposta scritta trasmessa nei giorni scorsi dal
ministro dei trasporti, Altero Matteoli, ad uninterrogazione in questo senso rivolta
nel luglio scorso da tredici deputati, primo dei quali è Simonetta Rubinato.
| Parlamentare che, in fase di scrittura della
finanziaria dellallora governo di Romano Prodi, si produsse per far introdurre
lemendamento volto a riconoscere al Veneto 10 milioni di euro lanno per 10
anni per realizzare le tratte Quarto d'Altino Portogruaro (con fermata a Ca' Tron e
Meolo), Treviso Conegliano, Castelfranco Veneto Vicenza e Padova
Monselice. |

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Matteoli, replicando alla
richiesta dei tredici di spiegare in che modo intenda ripristinare i finanziamenti -
momentaneamente dirottati, secondo lassessore regionale, Renato Chisso, alla
ricostruzione dellAbruzzo terremotato ha fatto intendere che quel denaro non
cè più.
Il costo dellinfrastruttura scrive il ministro è stimato in
complessivi 140 milioni di euro, 56 dei quali, a carico della Regione, sono attualmente
disponibili. Per il reperimento degli ulteriori 84 milioni è in corso la verifica delle
relative fonti di finanziamento.
Tradotto, quel denaro lo dobbiamo cercare. I
100 milioni di cui parla la finanziaria del 2008, più che sufficienti a coprire il
fabbisogno, dunque non esistono più.
Concetto che smentisce ciò che Chisso assicurò la scorsa estate. I 100 milioni in
ogni caso ci sono dichiarò al Corriere del Veneto il 5 luglio magari
spalmati a tranche più modeste su un periodo un po più lungo, e di questo abbiamo
la parola del Ministro.
Del resto lo stesso assessore regionale ai trasporti, pochi giorni prima, cioè il 26
luglio, sempre sullo stesso giornale aveva sottolineato che nessun atto ha mai tolto
risorse al nuovo sistema regionale.
Questo nonostante lesistenza di una
delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), datata 6
marzo 2009 vale a dire addirittura precedente allevento sismico che produsse
i datti verso i quali secondo Chisso sarebbero stati indirizzati i soldi per il Smfr
veneto in cui si confermano finanziamenti per il Mose (800 milioni), per il Ponte
sullo Stretto (1.300 milioni), per una serie li linee di alta velocità ferroviaria e di
strade ed autostrade (12.750 milioni) e, infine per reti metropolitane per importi
complessivi di 1.500 milioni. Nel pacchetto vi sono i sistemi di Palermo, di Catania, il
Regionale Campano, di Bari, di Cagliari, di Roma e di Milano.
In più, a conferma della lontananza dei
problemi veneti dalle preoccupazioni dellesecutivo, esiste un altro interessante
carteggio ufficiale. Si tratta di un allegato al Documento di programmazione economica e
finanziaria (Dpef) 2010-2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale del 21 gennaio, in cui
le rarissime opere pubbliche venete inserite nelle tabelle sono quelle interamente
sostenute da finanza di progetto, quindi da risorse private. Superfluo precisare che del
Sfmr non cè neppure lombra. |