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| Domenica |
| 3 gennaio |
| 2010 |
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Sandra,
spunta un superteste |
| Un ragazzo entrò in
pasticceria mentre la donna veniva uccisa |
| Riconobbe un roncadese che poi
lo minacciò davanti ai magistrati. Discrepanze nei verbali e nell'ora della morte |
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La
sera del 29 gennaio 1991, mentre Sandra Casagrande veniva uccisa con 22 coltellate nella
sua pasticceria di Roncade, un ragazzo di 17 anni entrò nel negozio, attese invano che
qualcuno lo servisse, notò sul pavimento delle impronte di scarpe di colore rosso, poi si
allontanò, lasciando la porta aperta come laveva trovata.
Il racconto, che giunge a 19 anni di distanza
dal fatto, è di un imprenditore del luogo che chiede lanonimato perché, nei giorni
successivi, lui e la sua famiglia vennero ripetutamente minacciati da un uomo che egli
vide pochi istanti dopo nelle vicinanze della pasticceria e che indicò con precisione
agli investigatori.
- Andiamo con
ordine. Come mai quella sera lei entrò in pasticceria?
Avevo appena terminato una lezione di un corso di caccia che si teneva in un negozio
di articoli sportivi a pochi passi. Aspettavo che un mio familiare venisse a prendermi in
auto perché io la patente non ce lavevo. Però tardava, faceva molto freddo e
decisi di cercare qualcosa di caldo da bere.
-
Nei verbali cè scritto che lei trovò il negozio chiuso
Mi sarò spiegato male. Chiuso nel senso che non era più orario di servizio. Ma la
porta era spalancata
- Quindi lei entrò.
Cosa vide?Feci alcuni passi e mi fermai davanti al banco, poi chiamai,
dicendo permesso?, sperando che arrivasse qualcuno. Invece cera
silenzio, sentivo solo il ronzio delle ventole dei frigoriferi. Notai però, a terra, due
impronte di scarpe di colore rosso, anche se al momento non ci feci caso. Per il resto era
tutto in ordine. Non arrivò nessuno e me ne andai.
- Lei dice che
questo è accaduto poco dopo le 21 ma il medico legale fa risalire la morte di Sandra fra
le 22 e le 23. Eppure per terra lei ha visto del sangue
Che fosse sangue o sciroppo di amarena non lo posso dire. Comunque il corso di
caccia durava unora e mezza, a partire dalla chiusura del negozio di sport. E il
negozio chiudeva alle 19,30.
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- Chi scoprì verso le 23 il delitto
disse che la porta era accostata
Io lho lasciata come lho trovata, cioè spalancata |
Inedito:
foto del corpo di Sandra Casagrande nel bagno del negozio |
- Poi cosa accadde?
Mi incamminai sotto il portico e poi tornai indietro. A pochi metri dalla
pasticceria vidi un uomo zoppo che veniva verso di me. Lo incrociai e lo guardai bene. Non
so se sia uscito davvero dalla pasticceria ma se così non fosse stato credo che il
ticchettio irregolare del suo passo che risuonava sotto il porticato lavrei sentito
prima. In giro non cera nessun altro
- Lei lo descrisse
ai carabinieri che giunsero allidentità di un bidello dellistituto
Riccati che abita nello stesso isolato. Portarono luomo in caserma e lei
lo riconobbe con certezza. Poi?
Poi iniziarono ad arrivare telefonate mute e qualche giorno dopo questo signore
arrivò a casa mia minacciando i miei genitori. Io non cero ma mi riferirono che
luomo pretendeva che io smentissi entro due giorni le mie dichiarazioni, altrimenti
sarei stato querelato. Abbiamo anche saputo che si era informato sulla mia famiglia da una
sua collega che abita vicino a noi
- Incontrò
nuovamente quelluomo?
Si, nellufficio del pm, Bruno Bruni. Il magistrato ci mise a confronto, io
confermai quello che avevo detto ai carabinieri ma laltro sosteneva di essere stato
altrove quella sera. Mi insultò al punto che Bruni lo fece allontanare nel timore che io
mi impaurissi. Lo mandò fuori bruscamente, gli disse che di frottole ne aveva già
raccontate abbastanza
- Quel signore in
effetti fu denunciato alla Pretura per favoreggiamento. Ma perché secondo lei si è
comportato così? Costretto a muoversi con il bastone, fisicamente non avrebbe mai potuto
uccidere una persona in quel modo
Non ne ho idea. Se non aveva nulla da nascondere perché aggredire me e la mia
famiglia in quel modo?
- Forse gli fa
ancora paura chi vide lì dentro
Non lo so. A me fece paura lui quella volta davanti al pm ma non per questo ho
ritrattato.
Gianni
Favero
Corriere del Veneto - 3 gennaio 2010
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| Da: "La Tribuna di
Treviso" di sabato 2 gennaio 2010 Sandra,
cè limpronta dellassassino
Era sulla tenda del negozio, formata dal sangue della vittima e dellaggressore
Il killer potrebbe averla lasciata mentre stava cercando luscita o quando ha
afferrato il reggitenda
(SABRINA TOMÈ)
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Un nuovo indizio sullomicidio della pasticciera di Roncade Sandra Casagrande. A
quasi 19 anni dal delitto - la commerciante quarantaquattrenne fu uccisa nel suo negozio
con 44 coltellate al torace il 29 gennaio 91 - è emersa una traccia ulteriore. Si
tratta di unimpronta digitale impressa con il sangue sulla tenda del bar di via
Roma. Per gli investigatori, che lo scorso anno hanno riaperto linchiesta sul
delitto, è senza alcun dubbio limpronta dellassassino.
E probabile che il killer labbia lasciata
mentre stava uscendo dal negozio: potrebbe aver scostato la tenda con le mani ancora
sporche di sangue, quello sue e quello della pasticciera, macchiandola. Oppure, è
lipotesi ulteriore, potrebbe aver sporcato il tessuto quando ha afferrato il
reggitende che ha poi messo in bocca alla donna. I carabinieri della sezione di polizia
giudiziaria del tribunale di Treviso, che stanno conducendo le indagini, hanno ora in mano
due elementi dellassassino: le sue impronte e il suo Dna.
Il profilo genetico è stato ricavato dopo la riapertura
dellinchiesta, grazie alle nuove tecniche di laboratorio che permettono di ricavarlo
dalle tracce organiche. In questo caso il Dna era stato ottenuto attraverso lesame
del materiale rinvenuto sulle banconote da 10 mila lire, tre in tutto, usate
dallassassino per fare il pieno al distributore Agip di Biancade; i soldi erano
macchiati del sangue della pasticciera. Il Dna ricavato dai Ris è stato confrontato con
quello dei dieci uomini entrati come sospettati nellinchiesta: nessun raffronto,
però, ha avuto esito positivo. Il che ha costretto i carabinieri a ricominciare tutto da
capo, tracciando una nuova rosa di sospettati.
Gli inquirenti avevano fino a questo momento ritenuto che la vittima conoscesse molto bene
il suo assassino: lo aveva fatto entrare nel negozio dopo lorario di chiusura
serale, segno che si trattava di una persona fidata.
Luscita di scena di tutti i sospettati ha imposto
riconsiderare una possibilità diversa, quella del maniaco. Gli investigatori hanno così
esaminato il Dna di Marco Bergamo, il serial killer di Bolzano che sta scontando
lergastolo per il brutale omicidio di cinque donne, uccise tra il 1985 e il 1992 a
pugnalate. Anche in questo caso, però, il confronto si è concluso con esito negativo.
Ora però cè lelemento ulteriore dellimpronta digitale che ha riacceso
le speranze. Gli investigatori la stanno confrontando con quelle di pregiudicati
incriminati per delitti a sfondo sessuale. Se però lassassino non ha precedenti,
allora, anche limpronta digitale diventerebbe un vicolo cieco. E lomicidio di
Sandra Casagrande sarebbe destinato a rimanere un delitto avvolto nel mistero. |
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