Il
sondaggio sull'apertura di un centro commerciale in comune di Roncade nelle vicinanze del
futuro casello autostradale sulla A4, dopo quasi tre mesi, ha prodotto circa 200 risposte
che giudicano negativamente, più di sei volte su dieci, l'impatto che la struttura
potrebbe avere sul territorio.
La maggioranza dei lettori, pari al 30%,
indica nella struttura una possibile causa di eutanasia del commercio locale,
il 16% ritiene che, a causa delle maggiori concessioni edificatorie, il Comune stia
svendendo il suolo mentre il 15%pensa che un centro commerciale vada ad aggravare le già
conclamate minacce dovute alla prossima (dati i continui rinvii però qui va posto un
punto interrogativo su cosa significhi prossima) apertura dell'Outlet sulla
Treviso-Mare.
Chi ha espresso un parere neutro o favorevole
lo ha fatto ritenendo che comunque il centro commerciale non sarà causa di grandi
cambiamenti, essendo già consolidata l'abitudine dei roncadesi a recarsi in luoghi come
il Tiziano o l'Emisfero, e che la concorrenza in ogni caso sia un
elemento vantaggioso per i consumatori.
Il tema dell'indagine che proponiamo oggi
nella home page (si possono dare due risposte) è in qualche modo collegato poiché ha a
che fare con l'evoluzione degli stili di vita e della mobilità.
Da qualche settimana Treviso si sta confrontando con un argomento analogo, quindi possiamo
cominciare a sondare il parere in materia anche dei roncadesi, nonostante l'argomento sia
per ora a livello virtuale.
L'interrogativo è quello della pedonalizzazione del centro storico ed è il classico tema
che divide subito in due i punti di vista. In linea di massima favorevoli gli abitanti che
non hanno negozi nelle aree interdette, contrari i commercianti che vedono nell'uso
dell'automobile qualcosa a cui i loro clienti non possono rinunciare.
Il dibattito è complesso, non si esaurisce in un'alternativa ideale si-no. Però è
giunto il momento di iniziare ad affrontarlo.
Magari, sia pur marginalmente, tenendo
presente due piccoli interrogativi di taglio sociologico che ci suggeriscono
come l'evoluzione di una comunità e delle sue abitudini non sia così prevedibile
Le due domande per riflettere sono le seguenti.
La prima: perché aumenta continuamente il numero di persone che si iscrivono alle
palestre e che fanno footing verso sera ai margini delle strade mentre si pensa che
percorrere a piedi i 300 metri centrali di via Roma possa essere uno sforzo così grande
da impedire lo shopping?
La seconda: perché negli ultimi trent'anni la frequenza alle funzioni religiose festive
è crollata (siamo intorno al 30%) ma le automobili parcheggiate la domenica mattina, su
un sagrato che un tempo era bellissimo, sono triplicate? |