Lo
scorso 11 novembre è scaduto il termine imposto dalla Regione per approvare e rendere
efficace ed operativo il Piano degli interventi (PI) adottato in data 25.6.2010 e
lamministrazione comunale ancora una volta, non rispettando i tempi (pur avendo
avuto due mesi a disposizione per convocare il consiglio comunale a questo scopo),
dimostra una mancanza di visione strategica per lo sviluppo del paese ed un disinteresse
ad incentivare alcune attività trainanti delleconomia, soprattutto in questa
particolare situazione di crisi e di disoccupazione.
Non si capisce come mai il cittadino debba improrogabilmente rispettare le scadenze, pena
limposizione di sanzioni o blocco delle attività, mentre lAmministrazione si
permette lungaggini e ritardi che vanno a danno delleconomia del nostro paese.
E doveroso ricordare che dopo il trasferimento in altri comuni di alcune grosse
aziende del ns.territorio (leggi TEXA, nuova Menon, ecc
) il più sviluppato e
trainante settore economico del rimane quello edile ed il suo indotto, che rappresenta una
notevole fonte di lavoro e redditività per le realtà produttive locali (imprese,
artigiani edili, elettricisti, idraulici, imbianchini, falegnami, fabbri, tecnici vari,
geometri, ecc.). Queste, infatti, lamentano oltre che la mancanza di commesse, i tempi
lunghi e indefiniti per prospettive di lavoro nel territorio.
E giusto puntualizzare inoltre che, a parte il Piano Casa, con tutti i
vincoli comunque imposti dallAmministrazione roncadese, lultimo Piano
regolatore comunale risale al 1995 (ben 15 anni fa) integrato con una variante nel 2001 (9
anni fa), unaltra nel 2004 poi annullata per dare spazio al PAT ai sensi della Legge
Regionale n.11 del 2004,
e a tuttoggi, seppur iniziato liter con
lapprovazione del documento preliminare in data 2.10.2006, dopo 4 anni, siamo ancora
in attesa che questa Amministrazione approvi definitivamente un Piano urbanistico che
permetta almeno di tentare una ripresa economica del territorio.
Sì tentare
perché a causa della crisi ma sopratutto delle lungaggini
amministrative, sono divenuti facoltativi gran parte di quei famosi <<Accordi
ex art.6 con i privati>> (fatti entro il dicembre 2008 e validi 18 mesi,
pertanto scaduti) che dovevano garantire sviluppo al settore delledilizia privata,
approvvigionamento di risorse finanziarie per le Casse comunali da reinvestire in altre
opere pubbliche e più in generale ripresa per leconomia locale. Col passare del
tempo purtroppo, sono notevolmente cambiate sia le condizioni economiche (valori delle
aree e degli immobili, costi di costruzione, ecc
) che le esigenze commerciali
(tipologia, qualità, caratteristiche degli alloggi ed edifici, lotti, aree, servizi
ecc
). Pertanto con il mutare delle condizioni di perequazione, molti degli accordi
in atto non verranno realizzati, comportando un notevole dissesto al bilancio del Comune
ma soprattutto economico e lavorativo per le nostre imprese.
Questo è solo lultimo tassello di una lunga lista di lungaggini burocratiche, oltre
ai tempi per le pratiche amministrative; si pensi a Vallio, con il Piano PEEP che doveva
partire ancora anni fa, ora ritirato dalle società assegnatarie; alla piazza di Roncade
in totale abbandono da decenni; al Piano Urbanistico della Piazza di San Cipriano, dove il
progetto condiviso, depositato in Comune nel dicembre 2008, è divenuto esecutivo solo il
4/10/2010, dopo 2 anni, in piena crisi economica e ben lontani oramai dalla volontà di
alcuni dei partecipanti ad affrontare tale investimento.
LAmministrazione si infervora su esigui risparmi senza pensare a cosa perde in
termini di benefici ed oneri se non partono gli accordi di piano, però tergiversa e pensa
a fare nuovi regolamenti (siamo a quota 41) rendendo sempre più burocratizzato e pedante
il rapporto con i cittadini, anziché agire nella scioltezza, nella velocità delle
decisioni entro tempi stabiliti, per dare il giusto input alleconomia locale e
dimostrare di avere a cuore lo sviluppo ed il lavoro dei nostri concittadini.
Il
Popolo della Libertà di Roncade |