Forse
ai più è sfuggita una notizia passata in questi giorni sottotraccia dai giornali
non compresa? sottovalutata? ma che riguarda Roncade e, soprattutto, un processo in
corso che cambierà in modo radicale il modo di fare e consumare televisione.
Qualcosa di epocale, insomma, che, se si
svilupperà come da progetto, potrebbe diventare un caso di studio a livello nazionale ma
non solo.
Si tratta di un canale dal nome breve e
discreto, New,
che ha come sede quella di Ca Tron in cui opera H-Farm.
Cosha di diverso da tutti i canali?
Primo, e non è da poco, potrà
raggiungere gli utenti via web, via tv su un canale digitale terrestre (in onda dal
prossimo autunno) e via i-phone (si dice "crossmediale").
Secondo, la natura sarà squisitamente
informativa e chiunque potrà contribuire ad inviare segnalazioni e contributi
audio-video.
E fin qua, per quanto speciale, forse
ancora potrà sembrare la somma di qualcosa di già sentito. In fin dei conti notiziari su
internet visibili anche dal telefonino ce ne sono, persone che realizzano videoclip da
pubblicare su You Tube anche.
Allora continuiamo con un terzo
importante ingrediente. I contenuti informativi saranno iperlocali, cioè più
il fatto documentato riguarderà un territorio piccolo, una comunità minima, più sarà
importante. Delle cose grosse si sa in tempo reale ogni dettaglio, anche se avvengono
nellaltro emisfero. Dei piccoli accadimenti dei nostri quartieri o frazioni spesso
si conosce quasi nulla. Ecco che New
sarà per questo lo sbocco naturale dei reporter di strada, dei testimoni delle storie di
condominio, degli osservatori delle realtà che si muovono in pochi chilometri quadrati.
Cè poi un quarto punto, che rende
più straordinario il progetto e che sta nella sua anima più naturale. I contributi che
giungeranno alla redazione, cioè, non si aggiungeranno in automatico e in modo acritico
come nel già citato You Tube, nei blog o nei social forum. No, cè
lintervento di persone che considerano, verificano, convalidano e organizzano il
materiale. Secondo i criteri fondamentali del giornalismo, cioè i requisiti-filtro che
trasformano un fatto in una notizia, un racconto in un resoconto che abbia come oggetto
una cosa vera, di interesse collettivo, che non offenda nessuno e che non vada ad
interferire con il diritto di ogni soggetto di cronaca di essere tutelato.
Nessuna ammucchiata di video o di
interventi, cioè, legati fra loro al massimo con parole-chiave molto spesso fuorvianti.
Ci sarà un percorso vero di formazione per chi combinerà i contenuti.
Infine, ma sempre fondamentale e alla
fine prioritario, cè lelemento numero cinque.
Liniziativa è di soggetti estremamente competenti nel
loro campo, cioè Riccardo Donadon per la componente internet, e Thomas Panto, per quella
tv. Per quelle alchimie che sembra si preparino da secoli, i due appartengono alla stessa
generazione, abitano vicini e si sono incrociati in un momento storico particolare e
irripetibile, cioè quando il mezzo tv sta per lasciare lanalogico per diventare
digitale. La tv e il web avvicinano e sovrappongono le tecnologie, il bisogno per entrambi
è di gestire una moltiplicazione di canali con la sinergia dei contenuti. La televisione
con un telecomando da 1 a 9, da tormentare viziosamente stravaccati sul divano sta per
sparire, fra pochi anni il grande pubblico sarà fortunatamente solo un
ricordo. Ci saranno migliaia di piccoli pubblici a loro volta produttori di contenuti,
disintossicati dal torpore da duopolio Rai-Mediaset. Gente viva da incontrare e
comprendere. Lesperienza più interessante, dove si sono dati appuntamento chi ne sa
di web, chi ne sa di tv e chi ne sa di giornalismo, si sta condensando nella campagna di
Ca Tron. |