Antefatto:
Il 16 novembre 2010, verso le otto e mezza di sera, alla sala Tintoretto -
meglio nota come sala blu del centro anziani - è in corso una lezione della
scuola di pittura di Manola Mazzon. Vi sono una trentina di studenti e, anche se
formalmente la Giunta comunale ha stabilito il 29 settembre 2008 di far concludere il
corso alle 20,30, da consolidata consuetudine l'aula viene lasciata a disposizione di
insegnante e allievi fino alle 21 salvo sopravvenute necessità dell'ente.
Linguaggio da burocrazia asburgica per dire: se mi serve ti avverto e tu te ne vai prima.
Tutti d'accordo.Ma il 16 novembre accade
qualcosa che fa inviperire la maestra. Entra, non attesa e non annunciata, la
coordinatrice delle associazioni roncadesi, Elisabetta Crosato, la quale, secondo quanto
riferisce Mazzon, senza andare troppo per il sottile, dice fuori tutti che dobbiamo
fare una riunione con dei professionisti. Della sanità, in questo caso.
Gli scolari ubbidiscono, la maestra constata che accanto alla sua c'è un'altra aula del
tutto libera e prende carta e penna. Scrive al sindaco per spiegare di ritenere che
l'episodio testé registrato costituisca una manifestazione di abuso di potere
e che sottintenda una discriminazione fra il peso dell'attività in corso e quella da
insediare nel medesimo spazio e dunque mancanza di rispetto per l'iniziativa
culturale in atto.
Poi che accade?
Accade che il 10 dicembre l'assessore ai servizi socio-sanitari, Giovanni Mazzon
che aveva organizzato l'incontro dopo il corso di pittura del 16 novembre - prende
a sua volta carta e penna e manda una lettera con tanto di numero di protocollo a Graziano
Cagnato, presidente della Pro Loco, quindi al soggetto gestore della scuola di pittura. Lo
informa di aver fatto verifiche e che se il 16 novembre è successo quello che è successo
dispiace tanto ma evidentemente si è trattato di un equivoco. |

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| Ci si è capiti male, dunque,
senza colpa di alcuno. |
Allora?
Allora è normale che in casi simili, dopo le dovute scuse e scambi di convenzionali
cortesie, ci sia una specie di reciproco impegno a migliorare le forme di comunicazione.
Tipo: mandiamoci una e-mail per tempo, oppure telefoniamoci più spesso, basta un sms,
eccetera.
Invece?
Invece, molto più semplice, è l'ora delle decisioni irrevocabili. Agli italiani di
questi tempi piacciono.
Si comunica è la prosa di Mazzon (Giovanni) che la deroga
precedentemente concessa si intende, con la presente, revocata, a seguito di nuova
valutazione dell'interesse pubblico finalizzato all'ottimizzazione della gestione delle
sale e conseguentemente la sala Tintoretto dovrà essere lasciata libera, nel rispetto di
quanto disposto con deliberazione del 29.09.2008, dalle ore 20,30 di ogni martedì.
Tradotto per i cristiani: cara Mazzon
(Manola), qualsiasi cosa si faccia dopo il tuo corso, anche nulla, è più importante
della mezz'oretta in più di insegnamento che tu svolgeresti.
Così non si verificheranno ulteriori spiacevoli episodi. Per evitare incidenti stradali basta non andare via in macchina. |

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Può un ragionamento tanto lucido e
lungimirante fare una piega?
E poi, andiamo. Non si reagisce così.
(Mi consenta).
(Cribbio).
Stavolta è rosso. Stai punita, Manolita. |