Visto
che sono stato io, in rappresentanza del Gruppo del PdL di Roncade, a sollevare la
questione prima in Consiglio Comunale già lo scorso 23 dicembre 2009, e conseguentemente
presso la Prefettura, ma soprattutto a ribadir la fondatezza dei dubbi sulla questione
proprio durante lultimo Consiglio Comunale del 1 aprile, mi inserisco nella
discussione.
Per una volta mi trovano daccordo sia il Direttore
Favero circa la stramberia della relazione <<consenso = mancato
rispetto di regole avverse>>, sia la signora Vincenzi
quando rimarca il fatto che lo Statuto Comunale possa esser più restrittivo del Tuel (ndr
Testo Unico degli Enti Locali D.Lgs.267/2000). Era proprio quello che volevamo!
Come già dissi ai primi di gennaio - dopo esser stato peraltro oggetto di scritte murali
ingiuriose da parte dellidiota di turno proprio per questo argomento - e quanto
ribadito laltra sera in Consiglio:
quella disposizione nel famigerato art.57 comma 7 (redatto dalla Commissione Speciale per
lo Statuto composta da Rubinato Simonetta - presidente[sostituita poi da Paolo Gatto],
Bassetto Daniele - vicepres., Buldo Giacomo, Mascia Boris, Meneghello Roberto, Geromel
Guido, Rachello Gianni) fu voluta proprio nel senso più ampio e generale
possibile...cioè in modo da estendere lincompatibilità fra tutti i membri della
Giunta col Sindaco e tra di loro reciprocamente. Ciò per evitare situazioni imbarazzanti
ove più membri della stessa Giunta dovessero astenersi dai lavori per argomenti che li
potessero anche marginalmente riguardare o comunque perché ritenevamo etico non far
divenire lorgano di governo del Comune una sorta di consiglio di
famiglia/aziendale!
Questi i fatti e da ciò la legittima volontà divenuta legge del Comune di Roncade con
lapprovazione della delibera di Consiglio Comunale n.18 del 26 marzo 2004 - in
vigore dal 10 giugno 2004.
Poi, come detto nella seduta del 1 aprile scorso, secondo me è successo che allatto
di comporre la nuova Giunta, il Sindaco, tirata per la giacchetta dai vari rappresentanti
di partito, con inequivocabili riscontri elettorali dei suoi Simonetta boys da
premiare, ha deciso la composizione e a tutti forse semplicemente è sfuggita la regola
nuova delle incompatibilità estese per la Giunta comunale (così come era
sfuggito a fine legislatura precedente lobbligo di provvedere alla surroga della
consigliere Crozzolin, dimessasi a 2 mesi dalle nuove elezioni per dissidi con il suo
gruppo,
e anche lì per richiesta dintervento del rompiscatole di turno Mascìa
presso la Prefettura
qualcun poi era corso ai ripari facendo convocar un ultimo
Consiglio comunale riparatore
con mezza maggioranza assente ecc
ma questa e
unaltra storia, scusate!)
E infine arriviamo ai giorni nostri, con un problema increscioso sollevato dal solito
Mascìa che qualche volta ci azzecca
e ha messo il ditino proprio nella piaga giusta.
Bisognava correr ai ripari
con uninterpretazione autentica -che in realtà
autentica nel senso lessicale (diverso da quello giuridico-amministrativo
chiariamolo) del termine non è, poiché è andata a snaturare la volontà dei
costituenti lo Statuto Comunale ultimo.
Dico di più: se questo stra..benedetto art.57 comma 7, scritto pure in italiota, fosse
stato effettivamente in contrasto con norme di legge (D.Lgs.267/2000, ecc
) perché
mai il segretario comunale di allora, che coadiuvava la Commissione Statuto, non eccepì
lerrore che si stava perpetrando?!?
Ricordo che il lavoro di quella prima Commissione Statuto, proprio per limportanza
storica che si voleva dare al nuovo Statuto del Consiglio Comunale, fu lungo e molto
approfondito, condotto di concerto tra tutti i componenti, con la preziosissima
indispensabile collaborazione tecnico-amministrativa del Segretario Comunale e con
lavallo finale, a lavori conclusi, di tutte le associazioni e gruppi in modo da
garantire la massima partecipazione di quel popolo roncadese tanto caro ad uno degli
assessori ora sanati
ma anche ai semplici consiglieri di Opposizione!..
prima del voto finale del Consiglio.
Una soluzione per venirne fuori onorevolmente, suggerita dal sottoscritto e
dallAssessore al Bilancio, poteva esser molto semplicemente quella di modificare
larticolo incriminato limitando magari lincompatibilità al <<primo
grado di affinità>>, mantenendo intatti il senso vero -e non interpretato
autenticamente a posteriori- voluto dalla regola e recuperando le posizioni attuali in
Giunta
ma qualcun mi suggerisce dalla regìa che allora
avremmo forse dovuto
invalidar tutti gli atti di Giunta posti in esser fin al momento della modifica
e qui mi fermo perché i tecnicismi stanno annoiando pure me!
Purtroppo questa Maggioranza, malata di berlusconite - mi si cùnsenta - ha
voluto far la prova di forza, la forza dei suoi numeri, e sanare a posteriori un qualcosa
di fatto male da qualunque parte lo si voglia vedere. Per questo il PdL di Roncade, in
accordo coi colleghi Leghisti, non ha voluto votare tale atto riparatore che
sa tanto di pesce daprile per tutti!
Infine mi unisco nel consiglio di stile dato da Aldina a chi manda i comunicati che
lo riguardano personalmente
ma forse è troppo parlar di correttezza
deontologica
capiscammé!!!
Mi scuso se ho abusato della pazienza di tutti.
Cordialmente,
Boris
Mascìa
NON IGNORANTE
Capogruppo PdL di Roncade
P.S. per Aldina Vincenzi (che ora a tratti
parla come Mascìa
che brutto guaio!!!): il grado di affinità specifico tra Giorgio
Favero e Chiara Tullio è effettivamente il 2° - vedi art.74, 75 e ss. Codice Civile |