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| Lunedì |
| 4 ottobre |
| 2010 |
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Una
squallida imboscata di sicari |
| Bin: "Fango per
screditarmi, mi difenderò in sede giudiziaria" |
| L'ex presidente della Bcc di
Monastier e del Sile delinea i possibili motivi del blitz con cui è stato sfiduciato |
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| Egregio
Direttore, il 21 settembre scorso ebbi a
scriverLe una lettera sul
ribaltone alla BCC di Monastier del Sile.
Il Presidente sfiduciato, sig. Claudio Bin, mi ha scritto una lettera che, col di lui
consenso, Le inoltro per la pubblicazione sul suo sito, se lo ritiene, affinchè quanti
interessati possano conoscere dal primo interessato come sono avvenuti i fatti e relative
considerazioni.
Lei che è un bravo giornalista e che scrive su un
quotidiano importante cosa pensa su quanto successo?
Grazie e cordiali saluti
Franco
Marian
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25
settembre 2010
Egr. Sig. Renato Franco Marian,
ho letto ed apprezzato il suo intervento
su Roncade.it e cerco di dare, non senza difficoltà, una risposta ai suoi legittimi
dubbi.
I motivi per i quali 6 amministratori contro 5 hanno sfiduciato lunedì 13 settembre il
sottoscritto ed il Vice Presidente Vicario, con limboscata di alcuni sicari pagati
con le poltrone che contano, non sono noti. Hanno semplicemente chiesto la sfiducia ed in
pochi secondi, in assenza di discussione, se la sono votata. Ho chiesto la copia del
verbale della seduta per capire di più. Da due settimane sono in attesa.
Ritengo sia stata un'operazione squallida, sgangherata e mal congegnata, che espone la
banca a gravi danni reputazionali e di fiducia. Fatta anche senza nemmeno informare
preventivamente, cosa che generalmente si fa in queste occasioni, le istituzioni Bancarie.
Certamente non corrispondono al vero le affermazioni rilasciate da alcuni esponenti
aziendali ed apparse sui giornali. Solo fango per screditare il sottoscritto. Ho
provveduto a dare mandato al mio legale per difendere la mia onorabilità.
Le confermo, disposto a dare ampia prova documentale, che ne io, ne alcun familiare od
aziende riconducibili alla mia persona sono affidate dalla Bcc di Monastier e del Sile.
Solo gratuita diffamazione.
Ma a che scopo tutto questo? Forse perché ho sempre ostacolato la volontà di aumentare
gli incarichi inutili, ma retribuiti, ad alcuni amministratori che guarda caso mi hanno
sfiduciato? O forse il mandante si deve cercare presso qualche consorella della provincia
di Treviso, che indebolendo intenzionalmente con la complicità di questi signori, la
nostra Bcc, tra un po se la porterà via a prezzo di realizzo? O forse ancora stanno
preparando la strada alla politica? Non lo so. Un pò di tutto questo. Ma certamente lo
scopo principale era quello di impossessarsi del potere a tutti i costi. La sete del
potere ha reso cieco, anche chi ,da sempre, mi aveva espresso sostegno e fiducia
incondizionata.
Lei chiede unassemblea dei soci per chiarire e capire. Ha ragione. Io sono pronto in
qualsiasi momento e luogo, basta che i lor signori la convochino. Oppure se questo non
dovesse accadere e se cè la volontà, il 20% dei soci (circa 750 persone) possono
richiedere la convocazione, in tempi ristretti (massimo 30 giorni), di unassemblea
straordinaria che potrebbe prevedere oltre alla spiegazione di quanto accaduto anche il
rinnovo delle cariche sociali in via anticipata.
Mi creda ho portato avanti questo incarico per dodici anni, con passione, entusiasmo e con
il massimo della dedizione, senza alcun interesse personale. Forse era giunto il momento
di passare il testimone, lo avevo confidato ad alcuni amici, ma non certamente in questo
modo. Senza motivo e calpestato nella dignità ed onorabilità.
Ho commesso degli errori, ma i risultati, grazie anche ad una forte squadra di
collaboratori, che mi ha sempre sorretto, sono sotto gli occhi di tutti. Lascio, o meglio
mi hanno costretto a lasciare, una realtà sana, con i conti a posto ed ai vertici
regionali. Ne vado fiero.
Come fiero ed orgoglioso sono delle decine e decine di telefonate, sms, mail, lettere di
incredulità e di solidarietà che ho ricevuto in questi giorni, da parte di soci e
clienti della banca.
Ma vedrà tra un anno e mezzo, o quando sarà il momento del rinnovo delle cariche
sociali, questi signori verranno con il cappello in mano, a chiedere anche a Lei il voto.
GarantendoLe il rispetto dei principi fondamentali di una Banca di Credito cooperativo:
solidarietà, mutualità e rispetto della persona.
Cose che diranno di aver fatto, durante il loro mandato.
Con stima
Claudio
Bin
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| Gentile Franco Marian, La ringrazio per il "bravo giornalista" e potrei esaurire il mio
dovere di risponderLe rilevando che, secondo l'interpretazione classica (che in linea di
principio condivido) il "bravo giornalista" è quello che rimane neutrale
rispetto ai fatti che racconta. Quello che, dunque, in simili casi, riferisce le cose
riservando alle parti in contraddittorio uguali spazi di espressione e si ferma lì.
In realtà, tuttavia, per poter affrontare certi argomenti
è anche doveroso cercare di farsi comunque un'opinione, interpellando persone a vario
titolo coinvolte nella discussione e possibilmente di parti diverse.
Non nascondo, perciò, di essermi dato da fare in questo senso e di essere stato
indirettamente aiutato da sollecitazioni a descrivere la questione in un senso piuttosto
che in un altro giunte da esponenti più o meno "ufficiali" (ma questo succede
spessissimo e per casi molto vari), e mossi evidentemente da ragioni sulle quali non
indago.
L'oggetto delle mie ricerche, infatti, deve sempre essere qualcosa che possa
interessare un pubblico esteso. Se la circolazione di certe notizie rischiasse invece di
trasformarsi in uno scambio messaggi in codice fra addetti ai lavori sentirei il dovere di
non assecondarla e di prenderne le distanze.
Il problema del "chi ha ragione e chi ha torto" -
ma vado per intuito - credo stia proprio qui.
Voglio dire che se ci sono motivi reali ed oggettivi - e,
soprattutto, che possano interessare l'insieme dei risparmiatori e dei soci della Bcc -
per cui il Consiglio ha ritenuto di dover procedere ad un rinnovamento della presidenza
allora è possibile che prima o poi questi vengano resi noti. Anche se non è certo
obbligatorio.
Se l'ex presidente Claudio Bin, analogamente, avesse a quel punto ragioni
altrettanto solide da contrapporre, ecco che potremmo sperare di conoscere anche quelle.
Se tutto questo non avvenisse - e finora non è avvenuto -
si potrebbe concludere che sussistono motivi altrettanto validi di opportunità per cui la
Bcc (che è un soggetto privato) sceglie di non esternare elementi in più rispetto ai
pochi già noti.
Però a questo punto il lavoro dei giornalisti finisce e
con quello anche l'interesse di approfondire la questione. Avendo voglia e tempo di
esercitarsi su ragionamenti di politica finanziaria, garantisco a chiunque che il
siluramento di Alessandro Profumo ed il gioco delle Fondazioni nel caso Unicredit -
naturalmente con tutto il rispetto per la Bcc di Monastier e del Sile e delle banche
territoriali - sono di gran lunga più suggestivi.
Grazie ad entrambi per il contributo
Gianni Favero |
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