Lantro
degli stregoni in cui da oggi fanno congresso i massimi ingegni delletere
televisivo, del web e delle Itc si trova in aperta campagna, nella punta più meridionale
della Marca e ad un tiro di schioppo dalla laguna.
Lì da cinque anni, in una serie di rustici restaurati di Ca Tron, cè la sede
di H-Farm,
lincubatore che fa nascere le start-up di internet e dei media digitali, nel cui
capitale, poche ore fa, si è innestata una non trascurabile partecipazione di Thomas
Panto, il principe dellemittenza televisiva nordestina.
Loperazione con cui tutto ciò si è
realizzato, spiega Donadon, è maturata dopo un estenuante quanto inutile trattativa
finalizzata ad una ricapitalizzazione con un investitore privato milanese.
Condizioni capestro e troppa teoria. Con Thomas ci siamo invece accordati in quattro
mesi.
Il meccanismo è semplice. H-Farm ha fatto salire il proprio capitale da 12 a 16 milioni
vendendo 20 quote da 200 mila euro ciascuna ad un soggetto, che si chiama Farm Angels, che
oggi dunque controlla il 25% della holding di Donadon. Di queste quote, dieci ne ha
acquistate Panto, mentre altre sono andate a personaggi noti del settore come
Andrea Bosio, presidente della trevigiana Telsey o Paolo Barberis, di Dada o altri
meno conosciuti, trevigiani, veneti ma anche sudamericani.
| La collaborazione con Panto porta in
H-Farm una conoscenza industriale del mezzo televisivo che tornerà senzaltro utile
per i progetti di Shado o di altre nostre start up. Cogliere e sviluppare i segreti
dellincrocio del business tra letere e il web sarà determinante. |

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Riccardo
Donadon |
Allineato e simmetrico il pensiero di Panto.
Tutto il mondo di H-Farm si sposa senzaltro molto bene con le strategie di
espansione nei nuovi media del nostro gruppo editoriale. In realtà stiamo già lavorando
assieme da circa un anno attorno ad un progetto che debutterà in internet fra pochi
giorni e sui canali tv in qualche settimana. Credo oggi sia una strada obbligata, per un
broadcaster, interessarsi di tutte le sinergie che le tecnologie digitali, via etere o via
cavo, renderanno possibili.
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Le prospettive, insomma, tenendo conto delle
rapide trasformazione dei modelli di fare informazione anche in ambito locale e della
crescente abitudine dellutente ad interagire con il fornitore di contenuti, sono
indubbiamente suggestive. Quello che serve a
queste idee, una volta concepite, è di essere trasformate in prodotti dotati di una loro
sostenibilità imprenditoriale. |
Thomas Panto |
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Negli ultimi quattro anni, H-Farm ha generato
18 startup, ha aperto una sede a Seattle (Usa) una a Mumbai (India), e una a Londra
(Inghilterra). Complessivamente occupa circa 190 giovani e conta di impiegarne altrettanti
in nuove iniziative nei prossimi 4 anni.
Il 2009 si è chiuso con un utile netto di 800 mila euro ed ha visto la creazione cinque
nuove aziende, due delle quali cedute ai gruppi WPP e RCS. |