Gentile
Direttore,
intervengo per rendere pubblico il mio
ringraziamento a Ivano Sartor
per tutto ciò che lui ha fatto in tutti questi anni.
Sicuramente qualcuno commenterà "ecco l'intervento di un uomo di Sartor";
ebbene il sottoscritto non appartiene a nessuno e, contrariamente a quanto normalmente
accade ad altri oggigiorno, non riceve voce da alcun ventriloquo, ne esercita la
professione di pappagallo oltre ovviamente ad ritenere un onore aver vissuto una stagione
politica ed amministrativa a fianco di una persona fuori dal comune.
E' stato il primo Sindaco che ha aperto le porte del Municipio, che ha interpretato il
nuovo modo di fare il sindaco, che ha rappresentato l'anima sociale di chi proveniva dalle
file della Democrazia Cristiana e ha intessuto una nuova stagione politica con gli eredi
della sinistra. Non gli hanno reso la vita facile i Democristiani ne gli altri nè quelli
arrivati dopo ma in un epoca di "caregari" avrebbe potuto facilmente barattare
un suo diverso schieramento in cambio di uno scranno al Parlamento di cui è ampiamente
degno.
Lui non lo ha fatto e ne dobbiamo dare atto.
Errori ne fanno tutti ma le decisioni le ha prese e Roncade ha fatto un salto in avanti
con la modernizzazione di alcune strutture scolastiche, le piscine (che alcuni non
volevano) con la casa di riposo di cui è stato l'artefice unico (che alcuni non volevano)
e tante altre opere e con l'incremento del servizio ai cittadini. Roncade vi assicuro è
riconosciuto come un luogo dove si vive bene.
Lo dobbiamo anche a lui.
Mi piace ricordare, e farà piacere anche a lui, che è stato l'unico a riuscire a sfidare
al ballottaggio il Dott. Zaia (attuale Ministro e candidato alla presidenza della Regione
Veneto) alle provinciali di qualche hanno fà anche se portava i calzini nocciola ed il
vestito blu. Una sfida che poteva perdere come ha perso ma che comunque per lui era
funzionale alla richiesta di sacrificio del suo partito e comunque è quello che è andato
più vicino alla vittoria e secondo mè potremmo madarlo a fare il consigliere regionale
al posto di qualche altro che si è dimostrato uno scarso colossale (e su questo mi
piacerebbe che il PD si interrogasse).
Insomma è stato uno bravo ma la sua timidezza di fondo e una certa modestia (anche se non
sembra) gli hanno fatto credere che le sue capacità potessero essere automaticamente
riconosciute dagli altri e non ha sgomitato per salire alle poltrone successive. Errore
perchè ovviamente tanti da lui miracolati non si sono più visti e qualche volta non è
stato difeso come avrebbe dovuto essere, da chi poteva, come quando circolavano colossali
bufale sul bilancio comunale di cui si aspettano ancora i nomi dei "bufalari".
Lui non lo dirà ma l'amarezza secondo me si è fatta sentire.
La sua lettera di saluto alla comunità è il riassunto dell'uomo, nel suo piccolo un
esercizio di elegante orgogliosa e puntigliosa rivendicazione del contributo che ritiene
di aver dato alla Città di Roncade e magari ci scapperà prima o poi una "Roncola
d'Oro" per il lustro dato al nostro comune.
Per intanto i miei sinceri ringraziamenti.
Paolo
Gatto |