A
scuola di galateo, tutte le settimane, per un anno intero. E la classe di prima media
chiassosa sui tavoli della mensa, costellata di ombelichi in bella vista e di perizomi
intuibili, è diventata esemplare per educazione e portamento.
Accade a Roncade, per iniziativa di un professore di matematica e scienze, Claudio
Pianesi, presto affiancato da due colleghi di lettere, che ha avuto la soddisfazione di
ricevere un applauso direttamente dalla vestale del bon-ton, la giornalista Lina Sotis.
Prima i miei 22 studenti della
prima A ricorda il professore - a pranzo parlavano e masticavano
contemporaneamente tutti assieme. Adesso non sembrano quasi più nemmeno loro. Se qualcuno
viene a scuola con i jeans a vita troppo bassa, anzi, rischia pure di essere ripreso dai
compagni.
La formula scelta per raddrizzare ragazzi con impostazioni familiari di comportamento
forse troppo frettolose ed approssimative è stata un percorso-laboratorio dal titolo
E tu segui il galateo? Il bon-ton del 2000. Un po di storia, da
monsignor Giovanni Dalla Casa - che proprio nel Trevigiano, nellabbazia di Nervesa,
nel 500, codificò le regole note come Galateo e poi sotto con la pratica.
Prove tecniche per saper gestire corpo, abbigliamento e linguaggio in occasione di
cresime, prime comunioni, battesimi, matrimoni, funerali, feste di laurea eccetera. Poi
direttive per evitare figure inopportune o ineleganti nel fare dei regali: ad esempio cosa
debba orientare la scelta, come fare la confezione e comporre il testo, rigorosamente a
mano, nel biglietto di accompagnamento.
Ma si è parlato anche di come scrivere una
e.mail lunghezza e stile del testo, sintesi, equilibrio fra confidenza e deferenza
- e di come preparare la tavola e usare correttamente le posate. Poi cosa indossare in
base alle stagioni ed alle ore del giorno, come lasciare spazio alle signore nell'entrare
ed uscire da un luogo pubblico, fino all'apertura dello sportello dell'automobile.
Per chi non ha seguito il corso, niente paura. La prima A della scuola media di Roncade ha
preparato un cd-rom con un questionario in 40 domande. Ogni domanda un punteggio, alla
fine si ottiene una cifra che dice quanto si è gentiluomini.
I test eseguiti con lo strumento interattivo, secondo indiscrezioni, avrebbero dimostrato
che anche persone adulte e rispettabili in quanto a bon-ton lasciano un tantino a
desiderare. Ma non è mai troppo tardi, direbbe il leggendario maestro Alberto Manzi.
Infine una mostra, che apre sabato prossimo,
con lesposizione di manichini vestiti perfettamente e di tavole apparecchiate con
forchetta, coltello e tovagliolo al loro posto. "Regole di cui ancora si discute e
che forse a molti appaiono superate - conclude il professore - ma è un dato di fatto che
adesso, a mensa, i ragazzi parlano uno alla volta e dopo aver deglutito. La qualità della
vita è anche questo".
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