Pregiatissima
Redazione,
Da alcuni mesi sono in pensione dopo aver ricoperto l incarico di comandante
della polizia municipale di Roncade per oltre 18 anni fino al 1998, con un
totale di quasi 28 anni nelle Forze dell ordine.
Qualche tempo fa, in riferimento all attuale convenzione tra i Comuni per la
Polizia locale, un amministratore comunale dichiarò che prima dellassociazione il
servizio non dava risultati importanti.
Mi sento in dovere, quale esempio di come si
operava, di ricordare i risultati
dell anno 1995 relativi al servizio della polizia municipale, pubblicati in
un quotidiano locale all inizio del 1996.
A quel tempo eravamo in cinque, veniva effettuato il servizio di vigilanza
alle Scuole elementari di Biancade, Roncade e San Cipriano all entrata ed all
uscita degli scolari, nonché all uscita dal turno pomeridiano e così pure alle
Scuole medie. Nei giorni festivi vi era un agente di turno dalle 9 alle 12 e
dalle 15 alle 18.
In quell anno gli accertamenti di violazioni al codice della strada furono
1.880 per un incasso di circa 200 milioni che con la rivalutazione della moneta
corrispondono a oltre 139 mila euro odierni.
Tra le violazioni, 156 comportarono la segnalazione alla prefettura per la
sospensione della patente, 173 furono accertate con l autovelox,
normalmente posizionato sulla Treviso mare, furono inoltre ritirate 75
carte di circolazione per mancata revisione dei veicoli.
Già a quel tempo sulla Treviso
mare si effettuavano servizi in
associazione di fatto con i colleghi dei Comuni di Silea e Meolo .
Nel campo della polizia giudiziaria, nel 1995, oltre a denunce per abusi
edilizi ed ambientali e rapporti per incidenti stradali furono recuperate
cinque autovetture rubate.
Nel 1983 veniva realizzato il piano della segnaletica stradale con il
collocamento di centinaia di segnali, molti dei quali, specialmente quelli di
indicazione, sono ancora esistenti.
In un periodo di Natale di quegli anni, venne sequestrato quasi un quintale di
fuochi artificiali vietati.
Oltre a ciò, venivano fatti sopralluoghi
ambientali, con collocamento di
barriere assorbenti, i cosiddettisalsicciotti, nei corsi d acqua
inquinati
da gasolio (per le emergenze ne avevamo alcuni sul bagagliaio dell autovettura di
servizio).
Veniva, inoltre, tenuto il corso di educazione stradale per gli alunni delle
medie, con rilascio, al termine, di un patentino.
Detto ciò, vorrei fare un collegamento con la
lettera di Lorenzo Pezzato
circa l uso dell autovelox.
Come detto in precedenza l apparecchiatura veniva collocata principalmente
sulla Treviso mare all incrocio con la SP 64 che conduce a Monastier:
intersezione molto pericolosa, anche a quei tempi, dove furono rilevate
velocità di oltre 130 km/h.
Sostengo da tempo l esistenza di una disparità di trattamento tra i
trasgressori alla norma relativa all accertamento della velocità dei veicoli.
Ad esempio, nei tratti di strada con limite di 50 km/h, chi procede a 66 km/h è
sanzionato come chi procede a 95. E chiaro a tutti che la velocità di 95 km/h crea
maggior pericolo di quella a 66.
Non viene applicato il principio di equità: basta osservare che chi supera il
limite di velocità di 15 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa di una
somma nel minimo di 38, chi supera di 16 km è soggetto alla sanzione
amministrativa di una somma nel minimo di 155.
La proposta da rivolgere ai politici è di
modificare la norma in Parlamento,
aumentando le fasce delle velocità comprese tra i 61 ed i 90, suddividendole
con un aumento di dieci km per fascia, e con sanzioni graduali che partano da
un minimo di 50 ad un massimo di 155 .
Si ringrazia per l attenzione.
Mario
Fini |