Oggi
voglio dare un mio contributo alla memoria di due emigranti italiani e aggiungere una voce
critica sulla pena di morte ricordando un triste anniversario:
SACCO E VANZETTI, esattamente 83 anni fa, il 23 agosto 1927, la loro esecuzione in America
I due italiani furono
condannati a morte nonostante le prove che li scagionavano . Non vennero nemmeno assolti
dopo che un altro uomo ammise, nel 1925 la responsabilità dei crimini a loro attribuiti.
E erano diventati il simbolo della minaccia straniera ed eversiva alla società americana
e al suo potere costituito; Nel '77 l'America li riabilitò.
Il fatto (da molti dimenticato e a molti sconosciuto):
Boston, 1920. Due immigrati italiani, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, vengono accusati
di rapina a mano armata e di omicidio. Ben presto appare evidente che i due imputati sono
innocenti, ma che la giustizia americana li vuole condannare soltanto perché anarchici ed
italiani. A nulla valgono gli sforzi della difesa per smontare il fragile castello
accusatorio e Sacco e Vanzetti sono così condannati a morte Nonostante la mobilitazione a
favore dei due immigrati italiani si estenda a tutto il mondo e diventi sempre più
intensa, Sacco e Vanzetti sono giustiziati il 23 agosto del 1927. Dopo 7 anni di
agonia
Tutto avvenne in un clima di repressione della comunità di immigrati italiani a Boston
nel 1920. La rapida politicizzazione a sinistra e la sindacalizzazione di larghe masse di
lavoratori di recente immigrazione aveva spaventato la borghesia americana e ingenerato
nella società la psicosi di imminenti rivolte sociali.
Sacco e Vanzetti sono le vittime di questa
isteria collettiva che si era impossessata dell'opinione pubblica conservatrice e delle
istituzioni giudiziarie. Per quanto l'innocenza dei due imputati risulti presto evidente,
l'America razzista e reazionaria li vuole morti in quanto italiani e anarchici: la
condanna di Sacco e Vanzetti non fu un errore giudiziario, ma un omicidio legale
lucidamente e consapevolmente perpetrato.
E dall'intolleranza che scaturì questa
nera pagina della storia degli Stati Uniti che ci ricorda una pagina della nostra storia
che per diversi motivi siamo portati a dimenticare: quella della nostra emigrazione in
ogni parte del mondo.
Valeria Bettiol |