Il
primo a promuovere l'"acqua del sindaco" fu Massimo Cacciari, alcuni anni fa,
per spiegare ai suoi concittadini che dissetarsi dal rubinetto domestico, oltre a costare
la millesima parte rispetto alle bottiglie di plastica dell'acqua minerale, faceva
risparmiare anche dolori di schiena e costi di smaltimento.
Oggi si è accodato anche Flavio Tosi e a
questo punto essere superati a sinistra (perchè anticamente, prima del grande sonno,
l'ambiente era un tema caro a chi stava a sinistra) da un leghista qualche fastidio
dovrebbe provocarlo.
Tosi farà da testimonial ad uno spot che
promuove l'acqua cittadina perchè, si legge nella nota ufficiale del Comune, "grazie
alle continue analisi chimiche (e alla naturale purezza di falda), è tra le più buone
d'Italia, a discapito di quella in bottiglia che, una volta confezionata e trasportata,
può essere esposta a raggi solari e a temperature che sfasano la sua qualità".
Non è necessario fare spot televisivi, per un
sindaco, per invitare i propri concittadini a bere l'acqua di casa. Basta un comunicato
stampa ed una pubblicazione sul sito web istituzionale. Basta un banner che potremmo
mettere gratuitamente anche nella nostra home page. Basta togliere dai banchi dei
consiglieri le bottiglie da mezzo litro di San Benedetto (che è sempre acqua del sistema
Sile-Piave da cui pesca anche il nostro acquedotto).
La meritoria giornata annuale di "Puliamo
il Mondo" di Legambiente, alla quale Roncade aderisce da molti anni, potrebbe così
essere declinata anche nel senso di una "pulizia" negli stili di vita da
abitudini costose e ridicole, data la qualità più che buona della nostra rete idrica.
Magari forse anche il nostro nutrizionista potrebbe esprimersi sul tema.
Perchè delle due l'una: o l'acqua
dell'acquedotto non è di buona qualità - e allora chi la beve normalmente rischia -
oppure è davvero buona e allora chi non la beve ha solo soldi da spendere e non gli
importa del gasolio bruciato per portare fin qui con i camion l'acqua per la sua
miracolosa plin plin. |