La
mia accusa alla Lega della
paternità degli aumenti delle bollette dellacqua e la provocatoria proposta di
uscire dallATO Veneto Orientale ha acceso un dibattito con gli interventi di Donadel e Meneghello a difesa degli aumenti. Volevo pertanto
aggiungere alcuni spunti visto che il tema tocca tutti coloro che aprono il rubinetto a
casa.
LATO Veneto Orientale è effettivamente
un organo democratico a cui partecipano tutti i comuni elencati da Donadel, ma il
consiglio di amministrazione che lo governa è un ORGANO POLITICO che, nel nostro caso è
diretta emanazione del PDL ed in particolar modo della LEGA NORD. E puerile
trincerarsi dietro il voto unanime (Roncade ad esempio non ha partecipato al voto) quando
è palese che le scelte in quellambito sono prese dalla destra che naturalmente se
ne assume successi ed insuccessi (siamo a Treviso, non cè nulla da scandalizzarsi
se detta legge la Lega, in Toscana o in Sicilia negli ATO comanderanno altri).
Ribadisco che stabilire degli aumenti tariffari di un bene importante come lacqua in
questo periodo è da scellerati e penso che gli uomini di buon senso concordino con me
senza fatica. Sviare il discorso su qualità dellacqua (da sempre nel nostro
acquedotto la migliore) è solo un tentativo di nascondere il problema.
Ma per capire la portata della fregatura che
ci siamo presi voglio portare alcuni dati.
Dicevo nel precedente intervento che gli ATO sono sorti per razionalizzare i costi del
ciclo dellacqua ma il risultato è un carrozzone che costa 580.000 euro lanno
e che, naturalmente, viene pagato di tasca nostra.
Lazienda Sile Piave da oltre un decennio non aumentava le tariffe ed aveva bilanci
in regola senza bisogno di adeguamenti Istat; gli aumenti attuali sono giustificati, da
chi li ha stabiliti, con la presa in carico da parte dellATO dei mutui che oggi
gravano sui bilanci comunali per fognature e rete idrica: per fare due esempi Vittorio
Veneto del sindaco leghista Scottà anche presidente dellambito, ha mutui ancora da
onorare e che volentieri scarica sullATO per 2.532.967 euro (dati 2006); il comune
di Roncade per 3.070 euro.
In pratica gli aumenti servono a pagare le fognature e gli impianti idrici di comuni come
Vittorio Veneto che ancora devono pagarli o che addirittura ancora devono cantierarli.
Comuni più virtuosi come il nostro che già hanno fatto e investito molto negli anni
passati non guadagnano nulla.
Anche negli interventi futuri ben poca cosa è
riservata a Roncade (nei prossimi 5 anni Via Pantiera nel 2012-14, Ca Tron nel 2013)
mentre altri comuni si faranno a spese di tutti i contribuenti della provincia le
fognature fino ad oggi mai eseguite.
Gli ultimi interventi sulle fognature nel nostro comune (via Carboncine e via Dary,
collegamento Monastier-Roncade, collegamento San Cipriano-Musestre-Quarto) sono stati
effettuati quasi totalmente con fondi Regionali (le fognature di Musestre sono totalmente
a carico del Comune perché non previste nel piano di interventi ATO oltre al danno
la beffa!!!) perché inseriti nel piano di disinquinamento della Laguna.
Checché ne dica Meneghello, le nostre acque
reflue finiscono in laguna che è qui a due passi e a cui forse siamo più vicini rispetto
a Quero o Vittorio. In considerazione del fatto che nel nostro ex consorzio sono inseriti
comuni come Meolo, Marcon e Quarto dAltino geograficamente parlando il nostro ambito
più naturale era a mio avviso quello della Laguna di Venezia ma forse è inutile parlarne
visto che a ogni finanziaria viene paventata lidea di soppressione degli ATO (con
competenze girate a Provincia o Regione) con buona pace dei leghisti che si dovranno
trovare unaltra poltrona.
Simone Piovesan |