Mi è capitato
per caso di vedere il blog dei Giovani del PD di
Roncade, e ne prendo spunto per fare una piccolissima digressione sul tema della politica,
della partecipazione e del web che riguarda tutte le forze politiche o i movimenti del
nostro comune (ma non solo, ovviamente).
Lo faccio perché tutto sommato è la mia materia e perché mi interessa che la dimensione
pubblica di certi ragionamenti rimanga tale.Il
piccolo problema che ho rilevato è che ancora si intende la rete come una vetrina
attraverso cui lanciare messaggi, non come un luogo di confronto. E lo si intuisce
facilmente facendo clic sul link (sempre dal blog citato) sul relativo gruppo di Facebook
e si scopre che è un gruppo privato i cui contenuti sono visibili solo agli iscritti. Un
errore grave, una contraddizione in termini. Magari ci saranno dei buoni motivi, e se
così fosse mi piacerebbe conoscerli.
La mia intenzione, sia chiaro, non è quella di criticare
nulla e nessuno, già è un fatto assolutamente positivo avere un blog e frequentare il
social network, ma quella di fare un discorso più amplio che riguarda la consapevolezza
nellutilizzo dello strumento internet. Un po lo stesso ragionamento fatto più
volte sullutilità di installare una banale webcam che riprenda le sedute del
Consiglio comunale, ragionamento peraltro rimasto finora astratto visto che della webcam
non cè traccia, e di una risposta in merito nemmeno. Un po lo stesso
ragionamento che viene in testa quando per molte volte si spediscono mail agli indirizzi
pubblicati sui siti ufficiali dellamministrazione ma nessuno si prende la briga di
considerarle, quasi come la comunicazione digitale fosse di un livello inferiore rispetto
a quella cartacea.
Scrivevo
qualche giorno fa che sarebbe utile ed interessante avere a disposizione lelenco
delle posizioni di consiglieri ed assessori sul tema degli inceneritori, e sarebbe bello
che queste informazioni fossero pubblicate sul sito del Comune. I soliti obietteranno che
non tutta la popolazione ha accesso alla rete, ma ai soliti rispondo che i cittadini che
vi hanno accesso avrebbero modo di poter stampare quellelenco e fornirlo ai vicini
di casa, portarlo alle riunioni dei genitori per la scuola, nelle sedi di associazioni e
comitati. E potrebbero organizzarsi comodamente da casa, forse troppo comodamente per i
gusti di qualcuno.
La trasparenza, la condivisione non si possono chiamare in causa a piacimento, non si
possono tenere come valori ad intermittenza, soprattutto quando si decide di interagire
sul web, perché è proprio lutenza della rete che per prima si accorge di questo
tipo di discrepanza tra dichiarazioni e fatti.
Gestire su Facebook un gruppo chiuso è il medesimo
meccanismo sotteso dal tesseramento obbligatorio al partito per poterne condividere la
vita, le vicende, le battaglie. Non funziona più, e poi ci si interroga sul come mai si
amplifichino le distanze tra cittadini e politica. La relazione chiusa, biunivoca, è una
relazione di tipo 1.0, buona per il mercatino del modernariato sotto i portici.
Lorenzo
Pezzato
www.lorenzopezzato.it |