| COMUNICATO STAMPA Giovedì sera, 29 ottobre, è stata adottata anche a Roncade la delibera
sul cosiddetto Piano casa
ma si è persa una ottima occasione per dare
slancio alleconomia locale.
Infatti se è apprezzabile il tentativo, purtroppo assai
timido, di seguire le indicazioni tracciate dalla Regione Veneto, prima in Italia, con la
L.R.14 intitolata Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per
favorire lutilizzo delledilizia sostenibile
dello scorso luglio,
non se ne è però colto lautentico senso propulsivo limitando le possibilità di
sviluppo in essa stessa comprese.
E vero che il nostro Comune ha completato il PAT e che lo stesso è appena stato
approvato (14 ottobre scorso) in Regione, per cui ora si passa alla fase degli interventi
effettivi.
Ma la L.R.14/2009 che - ribadiamo si chiama Intervento a sostegno del settore
edilizio aveva la volontà di ridar respiro al settore delledilizia in genere,
oggi in stallo, concedendo una serie di facoltà significative per riattivare con ciò il
volano di un economia attualmente in crisi. Allora non
ci si doveva fermare ai soli interventi sulla 1^ casa, apprezzabili ma non sufficienti,
bensì si doveva esser più coraggiosi e aprire la finestra a tutto il mondo
produttivo
il solo che in questo momento può rialzar la testa e le sorti del Paese.
E questo - si badi bene - non è un discorso a favore delle
speculazioni o della cementificazione selvaggia del nostro meraviglioso territorio
roncadese!
La maggioranza ha mantenuto fermi vincoli inconciliabili con tutto ciò. Infatti esclude
dalla possibilità di accedere agli istituti straordinari previsti dalla legge speciale
intere categorie di edifici senza una reale motivazione, come in particolare:
- esclusione di tutti gli edifici ricadenti
allinterno dellambito territoriale del Piano Ambientale del Parco Fiume Sile
(quando allinterno dello stesso ambito vi sono ad esempio le zone ad urbanizzazione
controllata ove vige la zonizzazione ordinaria prima del PRG ed oggi del PAT; dimenticando
che così si vanno ad escludere in toto le frazioni di S.Cipriano e Musestre
el casoin de Musestre o lartigiano di via Principe, che volessero
crearsi un piccolo magazzino per la propria attività non potranno farlo!
Per contro, se giustamente si sono premurati di escludere lapplicazione della legge
agli ambiti interessati dagli accordi ex art.6 LR 11/2004, non si capisce perché non si
sia fatto altrettanto per quelli compresi nei PIRUEA approvati ai sensi della LR 23/1999,
cosa che invece noi giovedì sera avevamo chiesto di fare poiché in quelli il meccanismo
di perequativo è equivalente a quello degli
accordi sopra menzionati
e quindi sarebbe stato giusto imporre una rinegoziazione
dellutilità pubblica anche di quegli interventi.
Ed infatti in sede di discussione Noi abbiamo proposto:
a) lapplicazione integrale delle facoltà concesse dalla L.R.14/2009 a tutti i
fabbricati ricadenti in ZTO D proprie, senza limiti;
b) stesso dicasi per lintero ambito del Parco naturale del Fiume Sile;
c) ed invece di imporre il vincolo agli ambiti interessati dai PIRUEA approvati a sensi
della L.R. 23/1999 salvo la revisione degli accordi perequativi in essere,
proprio per recuperare un minimo di utilità in più per lente pubblico.
Purtroppo le scelte della maggioranza ancora restrittive
prestano anche il fianco a possibili ricorsi o azioni di chi, per quei vincoli troppo
stringenti, si dovesse veder discriminato rispetto ad attività simili trattate nel
genuino senso liberista della L.R.14/2009 sol perché site in Comuni vicini e più
lungimiranti.
Boris
Mascia
Capogruppo consiliare
PdL Polo per Roncade |